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Stop bus in Costiera, critiche bipartisan a ordinanza Provincia

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Mentre in Europa l’Italia si conferma regina del turismo in Europa per l’estate 2026, la Provincia di Salerno affossa la Costiera amalfitana. E lo fa con un’Ordinanza senz’appello e senza alternative, emessa ex abrupto nel pomeriggio di ieri (lunedì 6 luglio), che dispone dal 13 luglio il divieto totale e permanente di transito ai veicoli di massa complessiva superiore a 5 tonnellate lungo la SR 373 (ovvero i pullman del trasporto pubblico, per intenderci), nel territorio del Comune di Ravello, e lungo l’Agerolina, con pesanti ripercussioni per i Comuni dell’intera fascia costiera.

Gambino (FdI): provvedimento ammazzaturismo

«Nel corso delle interlocuzioni avute in queste ore ho raccolto le serie, valide e condivisibili preoccupazioni espresse dagli operatori del settore ricettivo e dai Sindaci stessi – sottolinea l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Alberico Gambino – siamo di fronte ad un provvedimento ‘ammazzaturismo’ adottato dalla Provincia, senz’alcun confronto preliminare o studio preventivo di una mobilità alternativa, nel nome di una sicurezza che, oggi, viene invocata e fino a ieri è stata dimenticata. Questo si traduce in conseguenze molto chiare: turisti appiedati ed impossibilitati a raggiungere la Costiera con il servizio pubblico».

L’adozione del provvedimento arriva nello stesso giorno in cui i dati diffusi dall’Ufficio Statistica del Ministero del Turismo certificano il primato del Made in Italy su Spagna e Francia in termini di capacità attrattiva e qualità dell’offerta turistica e premiano l’efficacia delle politiche di sviluppo attuate dal Governo Meloni.

«Prima che il provvedimento possa irrimediabilmente penalizzare la stagione estiva della Costiera amalfitana appare urgente la convocazione di un tavolo di confronto e cooperazione da parte del Prefetto – aggiunge Gambino – per adottare misure alternative all’Ordinanza in grado di salvare la mobilità ed il turismo. Una di queste, ad esempio, potrebbe essere la sostituzione degli attuali autobus di linea della Sita con una flotta di mezzi più piccoli, dalla massa inferiore a 5 tonnellate, che non rientrano nelle misure dell’Ordinanza. Sulla vicenda ribadisco il mio assoluto impegno ai fini di una soluzione condivisa e concreta».

Simeone e Cuofano (Fico Presidente): Provvedimento calato dall’alto senza condivisione con i territori

“L’ordinanza della Provincia di Salerno che dal prossimo 13 luglio vieta il transito ai veicoli con massa superiore alle 5 tonnellate lungo la SR 366 rischia di produrre effetti pesanti sulla mobilità della Costiera Amalfitana, colpendo il trasporto pubblico, i servizi essenziali e l’intero comparto turistico nel pieno della stagione estiva”.
Lo dichiarano in una nota congiunta Nino Simeone, Capogruppo e componente della Commissione Trasporti, ed il consigliere, Giovanni Maria Cuofano.
“La sicurezza stradale e il rispetto delle prescrizioni della Procura della Repubblica di Salerno rappresentano una priorità assoluta. Ma proprio per questo riteniamo grave il metodo seguito dalla Provincia: un provvedimento di questa portata non poteva essere adottato senza una preventiva programmazione e senza un confronto con il territorio. La limitazione riguarda autobus urbani e interurbani, pullman turistici, minibus e numerosi mezzi indispensabili per la vita quotidiana delle comunità, dai rifornimenti commerciali ai trasporti di prodotti deperibili, fino ai servizi necessari alle attività produttive” -continuano-.
Se le criticità infrastrutturali erano già note e le valutazioni tecniche erano disponibili – proseguono Simeone e Cuofano – sarebbe stato necessario coinvolgere per tempo la Regione Campania, i Comuni interessati, le aziende di trasporto pubblico, il comparto NCC e trasporto non di linea, le organizzazioni sindacali, le associazioni di categoria e gli operatori turistici, così da individuare soluzioni alternative capaci di garantire sicurezza e continuità dei collegamenti. A rischio non ci sono soltanto i collegamenti, ma un intero sistema economico.
I comuni interessati dalla tratta, da Amalfi a Conca dei Marini e Furore, fino a Ravello, Scala, Agerola, Praiano e Positano, rischiano pesanti ripercussioni su residenti, lavoratori, imprese e milioni di turisti che raggiungono ogni anno la Costiera Amalfitana. Non contestiamo la necessità di intervenire sulla sicurezza. Contestiamo l’assenza di una strategia preventiva e di un percorso condiviso con il territorio. Le emergenze non possono essere affrontate scaricando gli effetti delle decisioni su cittadini e operatori economici.
“Per questo – annunciano Simeone e Cuofano – abbiamo chiesto all’Assessore regionale competente la convocazione urgente di un tavolo istituzionale con la Provincia di Salerno, i Comuni coinvolti, le aziende di trasporto, le associazioni del comparto e tutte le rappresentanze del turismo. Servono risposte immediate e soluzioni concrete per tutelare sicurezza, mobilità e attività produttive. La sicurezza deve essere sempre al primo posto, ma anche la programmazione e il confronto istituzionale sono indispensabili. La Costiera Amalfitana -concludono – non può essere lasciata senza alternative: la sicurezza si costruisce con soluzioni condivise, non con provvedimenti che rischiano di paralizzare un intero territorio”.