Terzo appuntamento per PianoSalernoForte, il festival pianistico che, si è confermato come uno degli appuntamenti di riferimento dedicati al pianoforte nel panorama musicale nazionale, ideato e diretto dal pianista Costantino Catena e realizzato dall’ Associazione Gestione Musica, presieduta da Francesco D’Arcangelo, grazie al sostegno del Ministero MIC, della Regione Campania, patrocinato del comune di Salerno, in collaborazione con il Teatro Pubblico Campano e la Yamaha con Santarpino pianoforti quale sponsor tecnico. che per questa edizione mette a disposizione un pianoforte da concerto CFX di nuova generazione.
Dopo i primi due concerti, tenuti da Benedetto Lupo e Sandro De Palma, seguiti da un pubblico eterogeneo e partecipativo quale quello che da anni segue i due organizzatori, il terzo appuntamento, previsto per domenica 19 aprile, al Teatro Pier Paolo Pasolini di Salerno, alle ore 20, saluterà un duo celebre, composto dal pianista Francesco Nicolosi e dal violoncellista Andrea Noferini.
Il duo ha deciso di dedicare questo concerto alla generazione dell’ ’80, tra cui spiccano Ottorino Respighi, Martucci e Cilea, i quali rappresentano una svolta fondamentale nella musica italiana a cavaliere tra XIX e XX secolo, abbracciando la musica sinfonica e cameristica, determinati a “aggiornare” la nostra letteratura musicale, rispetto alle nuove correnti europee, recuperando spesso forme antiche. Il concerto principierà con le Due romanze per violoncello e pianoforte, op. 72 di Giuseppe Martucci, ove è ancora riconoscibile l’influsso di Mendelssohn (Lieder ohne Worte) e di Schumann, filtrato però dalla sensibilità delicata e dall’eleganza garbata di un Fauré. In particolare, la prima, si basa su un’aria dell’ oratorio Samuel, da lui composto nel 1881, ed entrambe scritte per Paolo Rotondo, un amico, eccellente violoncellista dilettante. La seconda, rivela nella semplicità e coerenza discorsiva, la mano del Maestro. Dedicato al caro amico violoncellista Antonio Certani, l’Adagio con variazioni per violoncello è composto da Ottorino Respighi, nel 1902 come tempo lento di un concerto mai pubblicato. Nel 1921, dopo quasi vent’anni, quel movimento centrale viene rivisto e riorganizzato come Adagio con variazioni; dolorosamente espressivo, classico nella concezione formale, rapsodico nella scrittura, ispirato nella melodia appassionata da un canto popolare romagnolo. Il discorso musicale si avvia affettuoso e cordiale con il pianoforte in controcanto. L’Adagio iniziale è seguito da un tempo Poco meno adagio caratterizzato da accordi vigorosi e note doppie. Sull’ampia tessitura il violoncello sviluppa il tema con eleganti terzine arpeggiate. Nell’ultima sezione, Quasi recitativo, il violoncello dialoga evocativamente con la tastiera. Francesco Nicolosi, dedicherà, quindi, il Notturno op. 70 in Sol bemolle n. 1, di Giuseppe Martucci, ove ben si intende cosa significasse per lui, Brahms, del quale ammira il colore vellutato della sonorità e quello spessore di pensiero che attenuava gli istinti e dava loro una profondità metafisica. Finale con lo stile di Francesco Cilea, con la Sonata, composta nel 1888, pubblicata nel 1901 e rivista nel 1947, nota per il suo stile lirico e appassionato, tipico della sensibilità tardo-romantica di Cilea. Il primo movimento presenta temi eleganti, esuberanti e graziosi, mentre il secondo, Largo doloroso, spicca per il suo carattere patetico e melodico, evidenziando le capacità cantabili del violoncello in quasi un raffinato notturno. Il finale, Allegro animato, chiude l’opera con vigore e virtuosismo.
Il festival chiuderà, venerdì 24 aprile con il concerto di Antonio Pompa-Baldi con un omaggio a Dante e alla sua commedia che apre un programma dal titolo “Angeli e demoni: musica da vedere”.
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