Vittoria annunciata per Vincenzo De Luca, che torna a Palazzo di Città senza passare per il ballottaggio. Con un’affluenza superiore al 63% e nonostante lo scrutinio ancora parziale (8 sezioni su 151), il distacco emerso sin dalle prime proiezioni è apparso subito incolmabile. L’ex governatore della Campania si attesta al momento al 56,73%, staccando nettamente il candidato del centrodestra Gherardo Maria Marenghi, fermo al 18%.
«È un voto che mi riempie d’orgoglio e mi emoziona. Da domani saremo al lavoro per la nostra comunità, in maniera concreta, senza respiro», ha dichiarato De Luca.
Una campagna elettorale nel segno delle promesse forti
Nel suo stile diretto e iper‑propositivo, De Luca ha impostato la campagna su alcuni assi centrali:
Sicurezza urbana, con lo slogan “né droga né coltelli” rivolto ai giovani, l’idea di una “Montecarlo del Sud” nell’area dello stadio Arechi, con residence e piscine, un campo da tennis sul mare da 3.500 posti per eventi internazionali, un piano regolatore dei servizi una città della sicurezza cardiologica, progetti per gli anziani (“non aprite a finti agenti in orari anomali”), un pronto soccorso veterinario h24
A sostenerlo sette liste civiche, senza simboli di partito: una scelta coerente con la tradizione del sindaco, che anche in passato ha sempre evitato le bandiere ufficiali. Assente il simbolo del Pd, nonostante il figlio Piero De Luca sia segretario regionale. Il presidente dem Stefano Bonaccini ha comunque inviato le prime congratulazioni: «È un grande amministratore».
Gli sfidanti: sette candidati contro il “modello De Luca”
Il campo largo non si è ricomposto: M5s, Avs e liste civiche hanno sostenuto Franco Massimo Lanocita, oggi al 12,15%.
Il centrodestra si è presentato compatto con Marenghi, mentre gli altri candidati erano:
Armando Zambrano, ingegnere, Domenico “Mimmo” Ventura (Dimensione Bandecchi), Pio Antonio De Felice (Potere al Popolo), Elisabetta Barone, consigliera uscente, Alessandro Turchi, progetto civico
Nessuno è riuscito a scalfire il consenso costruito da De Luca in trent’anni di presenza politica sul territorio.
Una carriera amministrativa senza precedenti
Quello ottenuto oggi è il quinto mandato pieno per De Luca, ma tecnicamente il sesto. La sua storia amministrativa a Salerno è un unicum:
- 1993 – Primo ingresso a Palazzo di Città dopo le dimissioni di Giordano (Tangentopoli). La consiliatura dura poco più di un mese.
- 1993 (elezione diretta) – Vince il ballottaggio con il 57,91%.
- 1997 – Rieletto al primo turno con il 71,32%.
- 2006 – Terzo mandato pieno, 42,26%.
- 2011 – Trionfo con il 74,42%.
- 2015–2025 – Dieci anni da presidente della Regione Campania.
- 2026 – Il ritorno a Salerno, di nuovo da vincitore.
Con questo risultato, De Luca torna nel Salone del Gonfalone di via Roma, dove la sua parabola politica era iniziata oltre trent’anni fa. Ora il suo ufficio, rimasto chiuso a chiave per tutta la durata del mandato da governatore in Regione, mentre il sindaco Napoli occupava l’ufficio del vicesindaco, potrà essere riaperto.
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