Il 2026 conferma una fase importante per le politiche di sostegno alla popolazione anziana, in un Paese in cui l’invecchiamento demografico rappresenta una delle principali sfide sociali, economiche e sanitarie. Tra le misure più rilevanti figura la Prestazione Universale, spesso definita anche “bonus anziani”, un contributo economico destinato agli ultraottantenni non autosufficienti che si trovano in una condizione di bisogno assistenziale particolarmente grave.
Si tratta di una misura pensata per rafforzare l’assistenza domiciliare e per aiutare le famiglie a sostenere i costi della cura quotidiana. L’obiettivo è duplice: da un lato garantire agli anziani più fragili la possibilità di restare nella propria abitazione, in un ambiente familiare e protetto; dall’altro alleggerire il peso economico che spesso ricade sui familiari, soprattutto quando è necessario ricorrere a badanti, assistenti domiciliari o servizi professionali di cura.
La Prestazione Universale non sostituisce l’indennità di accompagnamento, ma si aggiunge ad essa attraverso una quota integrativa pari a 850 euro mensili. Per questo motivo può rappresentare un sostegno significativo per quei nuclei familiari che ogni mese devono affrontare spese importanti per garantire assistenza continua a un parente anziano non autosufficiente.
Che cos’è la Prestazione Universale per anziani
La Prestazione Universale è una misura sperimentale introdotta nell’ambito delle politiche per la non autosufficienza. È rivolta a una platea molto precisa di cittadini: persone con almeno 80 anni di età, già titolari dell’indennità di accompagnamento, con un ISEE sociosanitario non superiore a 6.000 euro e con un livello di bisogno assistenziale definito “gravissimo”.
Il contributo aggiuntivo di 850 euro al mese non viene riconosciuto in maniera generalizzata a tutti gli anziani over 80, ma soltanto a chi possiede contemporaneamente tutti i requisiti previsti. Questo aspetto è fondamentale, perché la misura non va confusa con un bonus automatico legato esclusivamente all’età anagrafica. L’età è solo uno dei criteri richiesti, insieme alla condizione sanitaria, alla situazione economica e alla titolarità dell’accompagnamento.
La finalità del provvedimento è chiara: sostenere la permanenza dell’anziano fragile presso il proprio domicilio, evitando, quando possibile, il ricorso a strutture residenziali. Per molte famiglie italiane la casa resta infatti il luogo privilegiato della cura, ma garantire assistenza adeguata richiede risorse, organizzazione e personale qualificato.
A chi spetta il bonus da 850 euro
Per ottenere la quota integrativa da 850 euro mensili bisogna rispettare requisiti molto stringenti. Il primo è l’età: il richiedente deve avere almeno 80 anni. Il secondo riguarda la condizione di non autosufficienza: non basta una generica fragilità legata all’età, ma occorre il riconoscimento di un bisogno assistenziale gravissimo.
Il terzo requisito è economico. Il valore dell’ISEE sociosanitario non deve superare i 6.000 euro. Si tratta di una soglia bassa, che delimita la misura alle situazioni di maggiore vulnerabilità economica. Il quarto requisito è la titolarità dell’indennità di accompagnamento: chi non percepisce l’accompagnamento non può accedere alla Prestazione Universale.
La misura, quindi, si rivolge a una fascia ristretta di cittadini anziani, individuata sulla base della compresenza di fragilità sanitaria, età avanzata e basso reddito. L’impostazione è selettiva, perché il contributo mira a intervenire nei casi in cui il bisogno di assistenza è più elevato e il margine economico della famiglia è più limitato.
Come presentare la domanda
L’accesso alla Prestazione Universale non è automatico. La domanda deve essere presentata attraverso il portale dell’INPS, utilizzando le credenziali digitali SPID, CIE o CNS. In alternativa, è possibile rivolgersi a un patronato, che può assistere gratuitamente il cittadino nella compilazione e nell’invio della richiesta.
È importante che la documentazione sia completa e aggiornata, a partire dall’ISEE sociosanitario in corso di validità. La domanda viene valutata dall’INPS, che verifica il possesso dei requisiti e il livello di bisogno assistenziale. La prestazione decorre dal mese di presentazione della domanda, se tutti i requisiti risultano soddisfatti.
Le famiglie interessate dovrebbero quindi muoversi con attenzione, evitando improvvisazioni. Prima di presentare la richiesta è consigliabile verificare la posizione dell’anziano rispetto all’indennità di accompagnamento, aggiornare l’ISEE e raccogliere eventuali certificazioni utili a dimostrare la condizione assistenziale.
Come devono essere utilizzati gli 850 euro
Uno degli aspetti più importanti della Prestazione Universale riguarda il vincolo di destinazione delle somme. Gli 850 euro mensili non sono una somma libera, utilizzabile per qualsiasi spesa familiare, ma devono essere impiegati per finanziare servizi di assistenza alla persona.
In particolare, il contributo può essere utilizzato per pagare lavoratori domestici con mansioni di assistenza, come badanti regolarmente assunte, oppure per acquistare servizi di cura forniti da imprese qualificate. La logica della misura è quella di favorire un’assistenza tracciabile, regolare e professionale.
Questo significa che i beneficiari devono conservare con attenzione la documentazione delle spese sostenute: contratti di lavoro, buste paga, contributi, ricevute, fatture e ogni altro documento utile a dimostrare l’effettivo utilizzo del contributo. In caso di controlli, la mancanza di documentazione può comportare conseguenze rilevanti, inclusa la restituzione delle somme percepite indebitamente.
Il bonus, dunque, non deve essere considerato come un generico aumento della pensione, ma come una risorsa finalizzata alla cura. È un aiuto economico importante, ma collegato a precise responsabilità da parte del beneficiario e della famiglia.
Le agevolazioni per gli over 70
Accanto alla Prestazione Universale, esistono altre misure che possono aiutare le persone anziane a ridurre alcune spese quotidiane. Non tutte dipendono dallo Stato centrale: alcune agevolazioni sono nazionali, altre variano in base al Comune, alla Regione o ai regolamenti locali.
Tra le misure più note c’è l’esenzione dal canone TV per gli ultrasettantacinquenni con reddito annuo proprio e del coniuge non superiore a 8.000 euro e senza conviventi titolari di reddito, fatta eccezione per collaboratori domestici, colf e badanti. L’esenzione deve essere richiesta tramite dichiarazione sostitutiva secondo le modalità previste dall’Agenzia delle Entrate.
Un’altra misura rilevante è la Carta Acquisti, destinata anche ai cittadini anziani con almeno 65 anni che rispettano specifici requisiti economici e patrimoniali. Per gli over 70, nel 2026, la soglia dei redditi complessivi è più alta rispetto alla fascia 65-70 anni. La carta consente di ottenere un contributo bimestrale da utilizzare per spese alimentari, sanitarie e pagamento di bollette presso esercizi e soggetti convenzionati.
Sul fronte della sanità, gli anziani possono beneficiare di esenzioni dal ticket in presenza di determinati requisiti di età e reddito. L’esenzione E01, ad esempio, riguarda cittadini con meno di 6 anni o più di 65 anni appartenenti a nuclei familiari con reddito complessivo entro una determinata soglia. A livello regionale possono poi essere previste ulteriori misure, anche per l’accesso ad alcune prestazioni sanitarie o per la gestione dei codici bianchi in pronto soccorso.
Per quanto riguarda la casa, molti Comuni prevedono riduzioni o esenzioni sulla TARI per pensionati e anziani con redditi bassi. Tuttavia, queste agevolazioni non sono uniformi su tutto il territorio nazionale: bisogna consultare il regolamento del proprio Comune di residenza o rivolgersi agli uffici tributi comunali.
Anche nel settore delle telecomunicazioni possono esistere tariffe agevolate per utenti in condizioni economiche svantaggiate. In alcuni casi, le riduzioni riguardano il canone telefonico o specifiche offerte sociali, ma le condizioni cambiano in base agli operatori e alla normativa vigente.
Perché è importante informarsi correttamente
Il sistema delle agevolazioni per anziani è articolato e spesso frammentato. Alcune misure sono automatiche, altre richiedono domanda; alcune dipendono dall’ISEE ordinario, altre dall’ISEE sociosanitario; alcune sono nazionali, altre locali. Per questo motivo è fondamentale non fermarsi alle informazioni generiche, ma verificare sempre requisiti, scadenze e modalità operative presso gli enti competenti.
La Prestazione Universale da 850 euro rappresenta una misura di forte impatto per le famiglie che assistono anziani ultraottantenni in condizioni gravissime, ma non è accessibile a tutti gli over 80. Allo stesso tempo, le agevolazioni per over 70 e over 75 possono offrire un aiuto concreto nella gestione delle spese quotidiane, soprattutto quando si sommano tra loro: esenzione canone TV, Carta Acquisti, riduzioni locali, esenzioni sanitarie e possibili sconti sui servizi.
In un contesto in cui molte famiglie si trovano ad affrontare il costo crescente dell’assistenza, conoscere i propri diritti diventa essenziale. Informarsi presso INPS, patronati, CAF, Comuni e Agenzia delle Entrate può fare la differenza tra rinunciare a un beneficio e ottenere un sostegno utile per garantire maggiore dignità, sicurezza e qualità della vita agli anziani.
Il 2026, quindi, non introduce soltanto un nuovo contributo economico, ma richiama l’attenzione su un tema più ampio: la necessità di costruire un sistema di cura più vicino alle persone, capace di sostenere gli anziani fragili e le famiglie che ogni giorno si fanno carico della loro assistenza.
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