Il Mezzogiorno che cresce più del resto d’Italia grazie al modello ZES è il dato di partenza da cui si è mosso, ieri pomeriggio al Mediterranea Hotel, il convegno organizzato dal Consorzio ASI Salerno sul modello insediativo delle Zone Economiche Speciali, tra semplificazioni e incentivi.
Attorno al tavolo ,con il patrocinio di Comune di Salerno, Camera di Commercio, Confindustria Salerno e ANCE AIES,i rappresentanti delle istituzioni, del tessuto produttivo e dell’università, sono stati chiamati a misurare lo stato di salute di uno strumento che ha cambiato il rapporto tra imprese e pubblica amministrazione nel Sud del Paese.
La ZES Unica, in vigore dal 1° gennaio 2024, non è più infatti una scommessa sperimentale ma una componente stabile della politica industriale nazionale. E i numeri presentati a Salerno ne certificano la maturità.
Giosy Romano
A fissarli è stato Giosy Romano, Capo del Dipartimento per il Sud della Presidenza del Consiglio dei Ministri: «La ZES si è dimostrata la più grande infrastruttura immateriale degli ultimi tempi: 1.370 autorizzazioni rilasciate e investimenti pari a 60 miliardi di euro nel perimetro delle dieci regioni ZES. Una misura e un istituto che può dare alle imprese e ai professionisti un’opportunità di svolta rispetto alle misure finora concesse».
Antonio Visconti
Se Romano ha messo sul tavolo il bilancio nazionale, ad Antonio Visconti, Presidente del Consorzio ASI Salerno, è toccato indicare il punto su cui si gioca la partita: il tempo. «La capacità di garantire tempi ridotti e prevedibili rappresenta il vero elemento di competitività per un’impresa, soprattutto nel Mezzogiorno. Il modello ZES spinge le amministrazioni ad assumersi responsabilità, a essere parte di un sistema che deve affrontare la competizione internazionale». Da qui l’invito a non leggere la misura come una forma di sostegno a fondo perduto: «Le imprese non chiedono assistenza, ma stabilità, programmazione e strumenti per continuare a crescere: la sfida è trasformare queste risorse in sviluppo strutturale e duraturo per il Sud».
De Luca contro Enel e Open Fiber: mai più a Salerno
Il finale è stato tutto del Sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca. Due gli annunci: un programma di investimenti da tre miliardi di euro destinato alla città e una stretta senza appello verso gli operatori che non rispettano gli impegni assunti. «Società come Enel e Open Fiber, che intervengono e lasciano incompiuti i lavori, non opereranno più a Salerno», ha avvertito, anticipando il blocco dei permessi per chi abbandona i cantieri.
Campania apripista
Filo conduttore della giornata, il ruolo di apripista della Campania, che per prima sperimentò lo strumento ZES e che oggi raccoglie i frutti di quella scelta. Su un punto, relatori e platea si sono trovati d’accordo: senza una burocrazia rapida e affidabile, nessun incentivo basta. È lì che il Sud si gioca la possibilità di trasformare una stagione favorevole in crescita duratura.
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