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Il dottor Carlo Brunetti, Direttore della Casa Circondariale di Salerno, al “Rotary Club Salerno Est”.

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“Il carcere è una importante risorsa del territorio, non un peso”. Lo ha affermato il dottor Carlo Brunetti, da sette mesi Direttore della “Casa Circondariale Antonio Caputo” di Salerno che è stato invitato alla conviviale rotariana a lui dedicata, organizzata presso l’Hotel Mediterranea” di Salerno dal “Rotary Club Salerno Est” presieduto dall’ingegner Ermanno Lambiase. Il dottor Carlo Brunetti, socio rotariano del “Rotary Club Ulisse 2101 Golfo di Napoli”, di origini irpine, figlio di un Direttore Penitenziario, nel suo intervento ha ricordato l’articolo 15 della Legge sull’Ordinamento Penitenziario che definisce gli elementi fondamentali del trattamento rieducativo:” Stabilisce che il percorso di recupero del detenuto si basa su istruzione, formazione professionale, lavoro, religione, attività culturali e sportive, favorendo i rapporti con la famiglia e l’esterno”.  Il Direttore Brunetti ha  sottolineato la necessità di  creare una  rete sul  territorio che possa sostenere le attività da poter proporre agli ospiti del carcere:” Implementare le attività trattamentali educative ci può consentire di lavorare con la popolazione detenuta per favorirne il reinserimento nella collettività: se pensiamo che gran parte degli ospiti sono di Salerno e della provincia di Salerno, questo lavorare insieme per creare delle opportunità di crescita, tornerà a favore di tutto il territorio”. Il direttore Brunetti ha spiegato che la presenza di extracomunitari all’interno del carcere è molto bassa:” Parliamo di una quota pari al 6% della popolazione detenuta” e che bisogna dare delle opportunità anche a chi ha sbagliato:” Di potersi mettere in discussione; di poter crescere anche culturalmente; di poter tornare nella società come soggetto normo inserito. Dobbiamo rendere utile il passaggio all’interno della struttura penitenziaria per quei cittadini che sono chiamati ad espiare una condanna: tutte le sollecitazioni che permettano la crescita delle persone sono di grande utilità per il percorso educativo che noi cerchiamo di portare avanti. Lavoriamo per riportare in società dei soggetti che dopo dei percorsi qualificati possano tornare a lavorare, a reinserirsi nella società che però dovrebbe darci una mano superando una serie di pregiudizi molte volte infondati”. Il direttore Brunetti ha ricordato quelle che sono le difficoltà che vive la Casa Circondariale e, a proposito del sovraffollamento delle strutture carcerarie, spiegato che anche a Salerno si vive questa problematica:” Vi è un forte sovraffollamento che condiziona non poco la gestione ordinaria: la struttura penitenziaria di Salerno è destinata a 370 detenuti e ne ospita attualmente più di 600. La carenza di personale inoltre non consente di poter contrastare l’introduzione di oggetti non consentiti. Stiamo cercando di fare del nostro meglio, non ci arrendiamo. La speranza è che il Governo possa trovare delle soluzioni che in qualche modo riducano il numero delle presenze consentendo agli operatori di lavorare meglio”. Tanti sono i progetti avviati con passione dal Direttore Brunetti per implementare l’offerta trattamentale educativa:” Dovrebbero andare a buon fine da qui a tre anni. Parliamo della creazione di laboratori di ceramica, di falegnameria e di prodotti da forno che consentiranno di dare lavoro ai detenuti e di entrare in contatto con soggetti esterni che gestiranno questi laboratori. Stiamo cercando anche di implementare la formazione professionale oltre che con il CPIA di Salerno, anche con istituti come quello Alberghiero”. Il Direttore Brunetti ha anche annunciato che si sta cercando di migliorare e rendere più accogliente la struttura penitenziaria:” Lavoreremo anche sull’accoglienza alle famiglie e ai figli dei detenuti: renderemo anche più agevole la loro attesa prima dei colloqui. Mi farò promotore di varie iniziative che possano migliorare l’esistente e far crescere la comunità penitenziaria”. Il dottor Brunetti ha spiegato che è importante lavorare molto sul disagio giovanile:” La rete sociale dovrebbe intercettare prima le forme di disagio, che vivono soprattutto alcuni giovani, che potrebbero portare a delle condotte devianti e quindi al carcere”.  Grazie al “Rotary Club Salerno Est” è stato realizzato all’interno del carcere, nei mesi di febbraio e marzo,  un progetto  molto interessante denominato “Ricomincio da me”, che è stato ideato e curato dal Past Governor del “Distretto Rotary 2101” Antonio Brando, socio e Past President  del “Rotary Club Salerno Est” che lo ha raccontato nel suo intervento:” Sono stati organizzati  quattro incontri formativi  presso la Sala Teatro della Casa Circondariale di Salerno, diretta dal dottor Carlo Brunetti, con l’obiettivo di far nascere dalla platea degli “Invisibili” un “Nuovo Uomo”.  Papa Francesco diceva che “E’ sempre possibile ricominciare, anche dalle macerie”. Noi rotariani abbiamo donato le nostre competenze professionali per cercare di sensibilizzare le persone e offrire l’opportunità di trasformare le loro vite, ma anche le nostre. Ci siamo “Uniti per Fare del Bene” che è il motto del nostro Presidente Internazionale del Rotary”.  Il Direttore della Casa Circondariale, il dottor Carlo Brunetti, ha immediatamente aderito all’iniziativa:” Ha rappresentato un momento di crescita per le persone che si trovano all’interno della struttura penitenziaria, finalizzato a favorire il loro reinserimento nella società”.  Il Presidente Ermanno Lambiase ha ricordato che ci sono stati quattro incontri:” abbiamo iniziato con il professor Vincenzo Michele Sellitto, Agronomo, Direttore del “Museo del Suolo” di Pertosa -Auletta, nostro socio, che ha parlato di suolo come organismo vivo, di cambiamenti climatici e della forte interconnessione esistente tra il Microbioma umano e quello della terra che comunicano tra loro. Abbiamo parlato di vaccinazioni con la dottoressa Giorgia Della Polla; Dirigente Medico dell’Azienda Ospedaliera Vanvitelli; il dottor Antonio Di Donna, tecnologo alimentare, ha spiegato come mangiare in modo sicuro; il dottor Antonio Brando, Medico Chirurgo, specialista in Urologia, ha parlato della salute maschile”.

Aniello Palumbo