Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) ha espresso preoccupazione per il modo in cui i media trattano le occupazioni e le proteste studentesche, spesso escludendo gli insegnanti dal dibattito pubblico. In un comunicato, il CNDDU sottolinea come il racconto delle manifestazioni si concentri su immagini e dichiarazioni degli studenti, trascurando la voce degli insegnanti che vivono quotidianamente le dinamiche scolastiche.
Secondo il CNDDU, questa mancanza di attenzione non è solo una questione di visibilità, ma incide sulla qualità dell’informazione. “Quando il racconto delle proteste privilegia la contrapposizione immediata e trascura l’esperienza di chi conosce dall’interno le dinamiche degli istituti, il rischio è quello di trasformare una vicenda complessa in una successione di dichiarazioni, episodi e immagini destinate a esaurirsi con la fine dell’occupazione”.
Il coordinamento avverte che le occupazioni scolastiche non devono essere viste solo come eventi di cronaca, ma come situazioni che influenzano il regolare svolgimento delle attività didattiche e che richiedono un’analisi approfondita delle responsabilità e delle conseguenze. Ignorare il punto di vista degli insegnanti significa privare il dibattito pubblico di elementi essenziali per comprendere la realtà scolastica.
Inoltre, il CNDDU invita le redazioni a coinvolgere i docenti in modo diretto e documentato durante le proteste, senza mediazioni da parte delle dirigenze scolastiche. È fondamentale anche un’analisi delle condizioni materiali degli istituti e delle risorse disponibili, affinché le difficoltà emerse non vengano archiviate con la conclusione delle manifestazioni.
Il CNDDU chiede, infine, una maggiore trasparenza riguardo ai fabbisogni delle scuole, ai finanziamenti assegnati e agli interventi necessari, affinché il dibattito sulle occupazioni non si riduca a una controversia senza risultati concreti. La scuola deve essere raccontata non solo attraverso le sue crisi, ma anche attraverso il lavoro quotidiano degli insegnanti, che meritano di essere ascoltati e coinvolti nel processo decisionale.
Il presidente del CNDDU, prof. Romano Pesavento, conclude affermando che è essenziale che alle dichiarazioni seguano verifiche e risposte documentabili, affinché il disagio espresso nelle proteste possa essere affrontato in modo costruttivo e non solo come un’emergenza da risolvere.
Articolo realizzato sulla base del comunicato stampa “comunicato stampa Occupazioni scolastiche, docenti esclusi dal dibattito pubblico: il silenzio dell’informazione oscura le responsabilità e le criticità della scuola” ricevuto tramite email da “coordinamento diritti umani” in data 27/10/2026.





















































