Maxi confisca da 13 milioni di euro eseguita dalla Guardia di Finanza di Salerno nei confronti di Giovanni Citarella, figlio di Gennaro, imprenditore nocerino ucciso negli anni ’90 in un agguato di camorra.
Il provvedimento, disposto dal Tribunale su richiesta della DDA di Salerno, riguarda partecipazioni societarie e complessi aziendali per un valore complessivo di circa 13 milioni di euro.
Citarella, ritenuto dagli investigatori un soggetto socialmente pericoloso, è stato condannato negli anni per intestazione fittizia di beni, turbata libertà degli incanti, corruzione, numerosi illeciti fiscali e per concorso in un tentato omicidio di stampo camorristico, condanna divenuta definitiva. Le analisi patrimoniali hanno inoltre evidenziato una marcata sproporzione tra i redditi dichiarati (1997–2012) e il patrimonio a lui riconducibile, direttamente o tramite prestanome.
Gli accertamenti del GICO delle Fiamme Gialle hanno permesso di ricondurre a Citarella due società — Cieffe Lavori e Cieffe Costruzioni — formalmente intestate a Francesco Caccavale. Intercettazioni telefoniche e telematiche hanno documentato il ruolo operativo dell’indagato nella gestione delle imprese, nonostante la sua assenza formale dalle compagini societarie.
Le due società, attive nella realizzazione di infrastrutture stradali in tutta Italia, tra il 2021 e il 2024 si sono aggiudicate appalti per oltre 450 milioni di euro, con lavori in Sardegna, Toscana, Lazio e Campania. Attualmente sono gestite da amministratori giudiziari nominati dal Tribunale: stanno portando avanti i contratti in essere, garantendo la continuità occupazionale, e potranno incassare oltre 73 milioni di euro al completamento delle opere.
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