“L’uomo è un animale sociale” è la celebre espressione che Aristotele utilizzava già nel IV secolo a.C., e continua a restare attuale anche nell’epoca iper-tecnologica. La socialità, soprattutto in rete, cambia forma ma non perde la sua funzione. L’interazione virtuale oggi non sostituisce le relazioni, semmai le amplia, offrendo nuovi spazi di condivisione e confronto.
Dalla formazione online ai gruppi di supporto
Il Digital 2026 Global Overview Report di We Are Social e Meltwater mostra che una parte rilevante degli utenti utilizza i social network per restare in contatto con amici e familiari.
Ma le reti digitali vanno ormai oltre questa funzione. Master, webinar, corsi online e comunità tematiche favoriscono la nascita di relazioni, collaborazioni e legami che si sviluppano attorno a interessi comuni. La coltivazione delle passioni, il raggiungimento di obiettivi personali e l’acquisizione di nuove competenze possono avvenire online senza restare esperienze solitarie, ma trasformandosi in percorsi condivisi.
Anche la crescita di community e gruppi di supporto ha contribuito a superare l’idea che la dimensione virtuale sia per forza distante o impersonale. Oggi la rete ospita spazi di confronto su salute fisica e mentale, benessere, difficoltà quotidiane e percorsi individuali, mostrando come anche online possa nascere un senso autentico di vicinanza.
L’evoluzione ludica e il senso di comunità
Un altro elemento che continua a rafforzare la socialità sul web è il gioco, a lungo considerato nella sua versione digitale come un’esperienza soprattutto individuale. In realtà, la possibilità di condividere partite, sfide e momenti di svago anche a distanza favorisce l’incontro tra persone di età, abitudini e provenienze diverse.
Lo si vede nei giochi multiplayer, nelle piattaforme che integrano sistemi di messaggistica in tempo reale e anche nel bingo online, dove chat games e dinamiche di partecipazione condivisa aiutano a ricreare quella dimensione collettiva che da sempre accompagna il gioco. La tecnologia, in questi casi, non sostituisce il contatto umano, ma gli offre un nuovo spazio di espressione.
Anche quando si spostano sul digitale, dunque, molti rituali collettivi non perdono il loro carattere sociale. Distanze, schermi e connessioni non cancellano il bisogno di comunità: semplicemente, lo traducono in forme nuove.
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