Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ha espresso preoccupazione per i risultati delle recenti rilevazioni INVALSI, che rivelano criticità nella preparazione degli studenti italiani. Il Rapporto nazionale 2026 ha evidenziato che il 46% degli studenti non raggiunge livelli adeguati in Italiano e il 48% in Matematica al termine della scuola secondaria superiore. Sebbene si registri un miglioramento rispetto all’anno precedente e una riduzione della dispersione scolastica dal 8,7% al 6,3%, rimane allarmante la percentuale di giovani che completano il proprio percorso formativo senza aver acquisito competenze fondamentali.
Il CNDDU sottolinea l’importanza di andare oltre una semplice analisi statistica delle difficoltà educative, affrontando le responsabilità delle scelte organizzative che hanno impoverito la formazione scolastica. “Non è sufficiente misurare periodicamente le carenze degli studenti se non si interviene sulla struttura degli insegnamenti, sulla distribuzione delle risorse e sulla valorizzazione delle competenze professionali”. In particolare, la marginalizzazione del diritto in molti indirizzi di studio viene considerata una lacuna sottovalutata, nonostante la crescente complessità delle relazioni sociali e istituzionali.
Il CNDDU evidenzia che, mentre agli studenti si richiede di sviluppare capacità critiche e autonomia di giudizio, l’insegnamento sistematico del diritto viene frequentemente escluso dai percorsi scolastici. Questo approccio, secondo il CNDDU, rivela una concezione incompleta della preparazione culturale, dove la conoscenza delle regole è vista come accessoria anziché come parte integrante della formazione. Inoltre, l’attuale organizzazione dell’educazione civica, spesso affidata a docenti senza specifica formazione giuridica, contribuisce a questa problematica, poiché si tende a soddisfare formalmente gli obblighi didattici senza investire nella qualificazione del personale docente.
Il CNDDU chiede un piano nazionale pluriennale di investimento per l’introduzione dell’insegnamento autonomo del diritto nelle scuole, con un incremento dei posti nella classe di concorso A-46 e un programma di aggiornamento professionale per i docenti. Tale piano dovrebbe essere preceduto da una ricognizione del fabbisogno, per garantire che le risorse siano allocate in modo adeguato e che gli obiettivi siano verificabili.
Infine, il CNDDU invita il Ministero dell’Istruzione e del Merito a tradurre il riconoscimento dell’importanza dell’educazione civica in azioni concrete, assicurando che l’insegnamento del diritto abbia una presenza strutturale nel sistema scolastico. Il presidente del CNDDU, prof. Romano Pesavento, ha concluso affermando che “la qualità dell’istruzione non può essere perseguita attraverso il contenimento dei costi delle professionalità specialistiche”. La questione centrale è quella di garantire che gli studenti ricevano una preparazione completa, attraverso investimenti adeguati e qualificazione degli insegnamenti.
Articolo realizzato sulla base del comunicato stampa “comunicato stampa Scuola, i dati INVALSI denunciano le fragilità del sistema: senza diritto e competenze giuridiche specialistiche la formazione resta incompleta” ricevuto tramite email da “CNDDU” in data 25/10/2026.




































