Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) ha recentemente espresso preoccupazione per la situazione economica dei docenti costretti a lavorare lontano dalla propria residenza. In un comunicato, il CNDDU ha sottolineato come le dichiarazioni del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, sul dialogo per migliorare la scuola italiana, non siano sufficienti se non accompagnate da risposte concrete riguardo le problematiche economiche che affliggono i docenti fuori sede.
Il CNDDU evidenzia che molti insegnanti, sia di ruolo che precari, si trovano in una situazione di crescente difficoltà economica, poiché i costi di affitto e le spese di trasporto assorbono una parte significativa delle loro retribuzioni. La condizione di precarietà non si risolve con l’immissione in ruolo, ma può anzi aggravarsi, trasformando una situazione inizialmente temporanea in una condizione di instabilità economica.
Le proposte avanzate dal CNDDU includono l’introduzione di un contributo straordinario fino a 400 euro mensili per i docenti fuori sede e l’istituzione di un fondo nazionale per supportare gli insegnanti che prestano servizio da almeno dieci anni lontano dalla propria regione. Tali misure mirano a garantire un supporto economico adeguato e a rivedere le procedure di mobilità per considerare le esigenze familiari e la durata della permanenza lontano dalla residenza.
Nonostante le richieste chiare e dettagliate, il CNDDU lamenta la mancanza di risposte adeguate da parte delle istituzioni. “Il silenzio sulle soluzioni prospettate non può continuare a rappresentare una risposta implicita”, ha affermato il presidente del CNDDU, prof. Romano Pesavento. Il Coordinamento chiede quindi al Ministro Valditara di chiarire se intende promuovere una valutazione delle misure compensative e di supporto per il personale scolastico, inclusi i docenti precari.
Il CNDDU ribadisce che il dialogo deve essere sostanziato da azioni concrete e che le condizioni economiche dei docenti non possono essere ignorate. “Se il dialogo deve essere il criterio attraverso cui migliorare la scuola, esso non può essere selettivo né privo di conseguenze decisionali”. La richiesta è chiara: il Ministro deve assumere impegni finanziari e amministrativi verificabili per affrontare le problematiche economiche dei docenti, altrimenti il confronto rischia di diventare un esercizio sterile senza impatti reali sulle condizioni di lavoro degli insegnanti.
Articolo realizzato sulla base del comunicato stampa “comunicato stampa Scuola, il CNDDU a Valditara: Il dialogo non può essere selettivo. Le proposte economiche per i docenti fuori sede attendono ancora risposte concrete” ricevuto tramite email da “coordinamento diritti umani” in data 23/10/2026.











































