Oggi, 27 ottobre 2026, la Corte di Assise di Appello di Napoli ha dichiarato prescritto il reato contestato a Stephan Schmidheiny, ex vertice del gruppo Eternit, relativo alla morte di un operaio dello stabilimento di Bagnoli, deceduto nel 2009 a causa di un mesotelioma peritoneale. Nonostante la prescrizione, la Corte ha confermato le statuizioni civili, garantendo risarcimenti ai familiari della vittima.
L’operaio, che aveva lavorato nello stabilimento dal 1954 al 1985, era stato esposto per decenni alle polveri di amianto. La diagnosi di mesotelioma era arrivata nel 2007, due anni prima della sua morte. La vicenda legale, complessa e lunga, era iniziata a Torino e successivamente trasferita a Napoli. Nel 2022, la Corte di Assise aveva riconosciuto la responsabilità di Schmidheiny per omicidio colposo, riqualificando l’accusa originale di omicidio volontario.
Dopo una sentenza di appello nel 2024, la Cassazione aveva ordinato un nuovo giudizio per chiarire il nesso causale tra l’esposizione all’amianto e la morte dell’operaio. Oggi, il giudice Roberto Donatiello ha confermato la prescrizione del reato, ma ha mantenuto gli effetti civili della precedente decisione, permettendo ai familiari di ricevere i risarcimenti.
L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), ha commentato: «Il tempo ha cancellato il reato, ma non la responsabilità. Questa decisione è importante per la famiglia della vittima e per tutti i lavoratori di Bagnoli che hanno respirato amianto senza protezioni adeguate. La prescrizione resta una ferita, ma continueremo a lottare per garantire giustizia e risarcimenti alle vittime». Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.
Articolo realizzato sulla base del comunicato stampa “ETERNIT BIS – SCHMIDHEINY, REATO PRESCRITTO MA CONFERMATI RISARCIMENTI PER MORTE PER AMIANTO OPERAIO STABILIMENTO BAGNOLI” ricevuto tramite email da “Donatella Gimigliano” in data 27/10/2026.





















































