riceviamo e pubblichiamo
Il Comitato “Tuteliamo la Costiera Amalfitana” richiama l’attenzione sul futuro dell’ex complesso ospedaliero San Michele di Amalfi, in località Pogerola, una struttura pubblica mai entrata effettivamente in funzione e da anni in condizioni di degrado, che rischia oggi di uscire definitivamente dal patrimonio sanitario pubblico.
Asl Salerno: immobile non strumentale
La Deliberazione ASL Salerno n. 954 del 23 giugno 2025 aveva già inserito Pogerola tra gli immobili non strumentali del patrimonio disponibile dell’Azienda. Con la successiva Deliberazione n. 990 del 31 maggio 2026, l’ASL ha preso atto delle perizie di stima e ha deliberato di richiedere alla Regione Campania, ai sensi dell’articolo 5, comma 2, del D.Lgs. 502/1992, l’autorizzazione all’alienazione, includendo espressamente il complesso di Pogerola.
L’iter non è ancora concluso: restano, ove necessarie, le verifiche catastali, urbanistico-edilizie, culturali, ipotecarie e sullo stato di possesso e, soprattutto, la preventiva autorizzazione regionale. È dunque questo il momento di intervenire, prima che una scelta ancora reversibile diventi definitiva.
Una delle pagine più amare
Il San Michele rappresenta una delle pagine più amare della storia delle opere pubbliche della Costiera. Ma la mancata utilizzazione di ieri non può giustificare oggi la rinuncia a ogni possibile funzione pubblica futura. Un patrimonio nato per finalità sanitarie non può essere valutato soltanto per il ricavato della sua vendita, senza prima verificare quale utilità possa ancora avere per le comunità della Costa d’Amalfi.
In un territorio caratterizzato da collegamenti complessi e difficoltà negli spostamenti, mentre cresce il peso della popolazione anziana — gli over 65 rappresentano ormai il 25,1% della popolazione italiana — Pogerola potrebbe essere valutato, integralmente o parzialmente, per servizi sanitari, sociosanitari, riabilitativi o residenziali rivolti in particolare ad anziani, persone fragili e non autosufficienti, compatibilmente con la programmazione sanitaria regionale e con le caratteristiche tecniche dell’immobile.
Garantire assistenza vicino alla propria casa, alla famiglia e alla comunità significa tutelare dignità e qualità della vita. La vendita di un patrimonio sanitario è invece difficilmente reversibile: ciò che oggi viene ritenuto non necessario potrebbe non essere più disponibile domani, quando nuovi bisogni sanitari e sociosanitari ne rendessero preziosa la funzione pubblica.
Appello ai Sindaci
Su questo punto esiste un aspetto istituzionale che riteniamo particolarmente importante: il ruolo dei Sindaci.
Il D.Lgs. 502/1992 riconosce fin dalla sua formulazione originaria agli organi rappresentativi degli enti locali un ruolo preciso nella programmazione sanitaria. L’articolo 3 afferma il loro diritto-dovere di esprimere i bisogni sociosanitari delle comunità locali e, nelle aziende sanitarie comprendenti più Comuni, attribuisce alla Conferenza dei Sindaci funzioni di indirizzo, verifica, valutazione e proposta nei confronti dell’Azienda sanitaria e della Regione.
La legge della Regione Campania n. 32/1994, agli articoli 20 e 21, rafforza questo ruolo, prevedendo il concorso dei Comuni alla programmazione sanitaria e stabilendo che il Direttore generale dell’ASL orienti la propria attività sulle linee di indirizzo espresse dal Sindaco o dal Comitato di rappresentanza della Conferenza dei Sindaci.
Lo stesso principio è recepito dall’Atto Aziendale dell’ASL Salerno, che all’articolo 33 qualifica la Conferenza dei Sindaci come organismo correlato al governo strategico aziendale, rappresentativo delle autonomie locali e dei bisogni sociosanitari delle comunità.
Sul piano territoriale opera inoltre il Comitato dei Sindaci di Distretto, cui l’articolo 3-quater, comma 4, del D.Lgs. 502/1992 e l’articolo 45 dell’Atto Aziendale attribuiscono funzioni consultive e propositive sulla programmazione distrettuale e sul relativo Programma delle attività. Per Amalfi e per i Comuni salernitani della Costiera il riferimento è il Distretto sanitario n. 63 Cava de’ Tirreni/Costa d’Amalfi.
Non si tratta quindi soltanto di una scelta politica: l’ordinamento sanitario riconosce ai Sindaci e ai loro organismi di rappresentanza un ruolo concreto nell’espressione dei bisogni sociosanitari e nella programmazione dei servizi territoriali.
Livelli complementari di azione e di amministrazione
Occorre però distinguere i diversi livelli, chiamati ad agire in modo complementare.
La Conferenza dei Sindaci della Costa d’Amalfi rappresenta la sede politico-territoriale nella quale i Comuni del comprensorio possono costruire una posizione unitaria.
Diversa è la Conferenza dei Sindaci dell’ASL Salerno, prevista dalla normativa sanitaria e richiamata dall’articolo 33 dell’Atto Aziendale, che rappresenta le autonomie locali nell’ambito della programmazione aziendale.
A livello territoriale opera inoltre il Comitato dei Sindaci del Distretto 63, cui l’articolo 3-quater del D.Lgs. 502/1992 e l’articolo 45 dell’Atto Aziendale attribuiscono funzioni consultive e propositive sulla programmazione distrettuale.
I Sindaci della Costiera possono quindi costruire una posizione comune nella Conferenza della Costa d’Amalfi e trasferirla nelle sedi istituzionali della programmazione sanitaria, dalla Conferenza dei Sindaci dell’ASL al Comitato dei Sindaci del Distretto.
È questa la visione della Costiera come unicum territoriale che oggi occorre tradurre in atti concreti: non una semplice somma di Comuni, ma un territorio capace di programmare insieme i servizi necessari alle comunità che lo abitano.
Posizione Comune e confronto con Asl
Per queste ragioni il Comitato “Tuteliamo la Costiera Amalfitana” rivolge un appello ai Sindaci della Costa d’Amalfi affinché assumano una posizione comune sul futuro del San Michele di Pogerola e portino la questione in tutte le sedi istituzionali competenti: Conferenza dei Sindaci dell’ASL Salerno, Comitato di rappresentanza e Comitato dei Sindaci del Distretto 63.
Chiediamo che Regione Campania, ASL Salerno e Comuni aprano un confronto prima di qualsiasi decisione definitiva sull’alienazione, verificando concretamente lo stato dell’immobile, le possibilità e i costi di recupero, il fabbisogno di servizi sanitari e sociosanitari della Costiera e le eventuali fonti di finanziamento. Prima di vendere, occorre sapere se Pogerola può ancora rispondere a un bisogno pubblico del territorio.
Non chiediamo di stabilire oggi quale debba essere la futura destinazione del San Michele. Chiediamo qualcosa di più semplice e, a nostro avviso, doveroso: verificare seriamente se questo patrimonio possa ancora rispondere a un bisogno pubblico prima di privare definitivamente la collettività della possibilità di utilizzarlo.
Costiera: non solo turismo, deve essere un territorio da vivere
La Costiera Amalfitana non può essere soltanto il luogo da preservare per chi la visita. Deve continuare ad essere un territorio nel quale sia possibile nascere, vivere, invecchiare ed essere assistiti con dignità.
Prima di vendere gli immobili in Costiera, e in particolare quello di Pogerola, verifichiamo fino in fondo se può tornare a essere una risorsa per la comunità.
Ove ciò non fosse possibile, quel patrimonio non può semplicemente scomparire dal territorio: il ricavato dell’eventuale alienazione dovrà tradursi in nuovi investimenti sanitari e sociosanitari in Costa d’Amalfi, anche attraverso l’acquisizione o il recupero di altri immobili destinati a servizi per i residenti.
All’appello del Comitato risponde subito il Sindaco di Atrani Michele Siravo
«Non basta preservare la Costiera per chi la visita, dobbiamo garantirle un futuro per chi la abita»
“Un patrimonio pubblico nato per rispondere a un bisogno della collettività non può essere valutato soltanto per il ricavato della sua vendita. Un bene alienato è, quasi sempre, perso per sempre “. Con queste parole il Sindaco di Atrani, Michele Siravo, ha risposto all’appello lanciato dal Comitato “Tuteliamo la Costiera Amalfitana” sul futuro dell’ex ospedale San Michele di Pogerola, il cui iter di vendita è stato avviato da ASL Salerno.
Non è la prima volta che l’amministrazione di Atrani affronta un caso simile: appena un mese fa il Consiglio Comunale ha approvato una delibera che si oppone formalmente alla vendita del patrimonio del Conservatorio di Santa Rosalia — il complesso monumentale storico e circa 55 abitazioni abitate da famiglie atranesi — chiedendone il trasferimento al Comune. Un percorso che affonda le radici già nella delibera n. 6 del 2016, con cui questo Consiglio dichiarò il Conservatorio patrimonio storico, culturale e identitario del Borgo.
Atrani: il caso Conservatorio
La sorte di un patrimonio sanitario pubblico come San Michele di Pogerola tocca l’intera Costiera, e per questo Atrani non intende restare a guardare. Nel pieno rispetto della competenza che spetta al Comune di Amalfi sul proprio territorio, mettiamo concretamente a disposizione l’esperienza che questa Amministrazione ha maturato su un caso per molti versi analogo: un atto di indirizzo chiaro del Consiglio Comunale, che affermi la contrarietà alla vendita a soggetti terzi e impegni il Sindaco a ogni iniziativa utile presso gli enti competenti, è per noi uno strumento concreto attraverso cui un Comune può far sentire con forza la propria voce — un percorso che abbiamo avviato in questi giorni con la delibera sul Conservatorio, ancora al vaglio del Ministero competente, e che siamo pronti a condividere, passo per passo, con chi lo ritenga utile. È con la collaborazione attiva di tutti i Comuni, non con la sola voce di uno di essi, che la Costiera può davvero far valere le proprie ragioni.
Per quanto riguarda le sedi istituzionali che il Comitato indica come luogo naturale per costruire una posizione comune dei Sindaci, riteniamo doveroso essere trasparenti su un punto.
La Conferenza dei Sindaci sta ancora a zero
La Conferenza dei Sindaci della Costa d’Amalfi non dispone, ad oggi, di alcun atto — disciplinare, statuto o regolamento — che ne formalizzi la composizione e le modalità di convocazione e di deliberazione. Il Comune di Atrani lo aveva già segnalato con la Deliberazione di Consiglio Comunale n. 43 del 28 ottobre 2025, proponendo a tutti i Comuni della Costiera un “Disciplinare della Conferenza dei Sindaci della Costiera Amalfitana” come base di lavoro condivisa. A oggi quella proposta non ha ricevuto riscontro dai Comuni destinatari.
Lo ricordiamo non per sottrarci al confronto, ma perché casi come quello di San Michele di Pogerola mostrano con chiarezza quanto sia necessario, per la Costiera, dotarsi finalmente di un organismo di coordinamento realmente operativo: continueremo a sollecitarne l’adozione, portando anche il caso di Pogerola come esempio concreto di ciò che un coordinamento strutturato tra i Sindaci potrebbe affrontare con maggiore forza.”
Pronti a confronto
Restiamo fin da ora disponibili a un confronto diretto con i colleghi Sindaci della Costiera, alla prima occasione utile, perché una questione di questa portata merita un’attenzione condivisa e non la voce di un solo Comune.Riteniamo però che non basti opporsi alla vendita:prima di rivolgersi all’ente proprietario è necessario condividere un progetto concreto e ben definito,che indichi con chiarezza a quale finalità pubblica destinare il complesso -sanitaria, sociosanitaria,o residenziale ,anche per individuare in modo mirato le fonti di finanziamento necessarie a realizzarlo.Solo una ipotesi di utilizzo chiara e condivisa consente di trattare da una posizione di forza e non limitarsi ad un diniego.
Impegno a verificare esigenza bisogno pubblico
Ribadiamo infine, l’impegno di questa Amministrazione ad attenzionare la vicenda del San Michele di Pogerola e a portarla nelle sedi istituzionali competenti — Conferenza dei Sindaci dell’ASL Salerno, Comitato di rappresentanza, Comitato dei Sindaci del Distretto 63 — affinché, prima di ogni decisione definitiva, sia verificato concretamente se quel patrimonio possa ancora rispondere a un bisogno pubblico della Costiera.Questa Amministrazione intende essere, con i fatti prima ancora che con le parole, un’Amministrazione aperta al confronto con i cittadini e con le realtà associative del territorio, capace di ascoltare e di dare seguito concreto ai loro bisogni.
Non basta preservare la Costiera per chi la visita: dobbiamo garantirle un futuro per chi la abita “, ha aggiunto il Sindaco, che si è detto disponibile a un confronto diretto con i colleghi Sindaci e con il Comitato. Siravo ha colto l’occasione per rilanciare la proposta, ferma da mesi, di dotare finalmente la Conferenza dei Sindaci della Costa d’Amalfi di un disciplinare che oggi non ha: un’iniziativa promossa da Atrani già nell’ottobre 2025, ed a cui gli altri Comuni della Costiera non hanno ancora dato riscontro.
Scopri di più da Gazzetta di Salerno, il quotidiano on line di Salerno
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

























































