Si è spento a Roma, all’età di 98 anni, Pietro Rescigno, uno dei più autorevoli maestri del diritto civile italiano, figura che ha attraversato oltre settant’anni di storia accademica, scientifica e professionale del Paese. Professore emerito della Sapienza Università di Roma, Accademico dei Lincei e avvocato dal 1951, Rescigno ha formato generazioni di giuristi, lasciando un’impronta profonda sulla cultura giuridica nazionale.
Dalle origini a Salerno agli studi internazionali
Nato a Salerno nel 1928, si era laureato in Giurisprudenza all’Università di Napoli nel 1948, allievo di Francesco Santoro‑Passarelli e Alessandro Graziani, due colonne del diritto privato del Novecento. Dopo esperienze di studio a Cambridge, Tubinga e Heidelberg, intraprese una carriera accademica che lo portò a insegnare a Macerata, Pavia e Bologna, prima dell’approdo nel 1970 alla Sapienza, dove rimase fino al 2005, Sapienza che poi lo nominò Professore Emerito.
Una produzione scientifica che ha segnato la disciplina
La sua opera ha attraversato tutti i grandi territori del diritto civile: persone e famiglia, obbligazioni e contratti, successioni, proprietà.
Una riflessione sempre attenta alla realtà sociale e al rapporto tra diritto privato e principi costituzionali.
Tra le sue opere più importanti: il Manuale di diritto privato, il monumentale Trattato di diritto privato, il Trattato dei contratti, diretto insieme a Enrico Gabrielli.
Il giurista e l’avvocato
Accanto all’attività accademica, Rescigno ha esercitato per oltre settanta anni la professione forense. Era legato allo studio Ughi e Nunziante, che ha annunciato la scomparsa ricordandolo come «Maestro del diritto civile italiano e punto di riferimento per generazioni di giuristi». «Il suo insegnamento e il suo esempio – si legge nel messaggio pubblicato su LinkedIn – continueranno a essere parte della storia e dell’identità del nostro studio».
Accademie, bioetica e riconoscimenti
Membro di numerose istituzioni scientifiche, Rescigno fece parte del Comitato Nazionale per la Bioetica dal 1990 al 2006. Nel 2014 era stato insignito del titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
L’eredità
Con Pietro Rescigno scompare non soltanto uno dei maggiori civilisti italiani del Novecento, ma un giurista capace di tenere insieme ricerca, insegnamento e professione, contribuendo a formare una scuola e un modo di leggere il diritto privato destinati a restare ben oltre la sua generazione.
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