Il progetto della Marina di Pastena continua a essere al centro del dibattito pubblico a Salerno. Nelle ultime settimane, le notizie relative alla procedura di riesame della Valutazione di Impatto Ambientale, alle osservazioni formulate nell’ambito dell’iter e alla validità dell’autorizzazione paesaggistica hanno alimentato nuove discussioni tra cittadini, associazioni, rappresentanti politici e istituzioni.
A intervenire per chiarire la posizione della società concessionaria è l’ingegnere Angelo Ilardi, amministratore delegato di Polo Nautico Srl e responsabile del progetto Marina di Pastena. Secondo quanto dichiarato da Ilardi, la documentazione integrativa richiesta dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica sarebbe stata consegnata entro i termini previsti, mentre la nuova autorizzazione paesaggistica, rilasciata nel 2024, sarebbe tuttora valida ed efficace.
L’ingegnere respinge inoltre la rappresentazione del progetto come un intervento destinato a tutelare esclusivamente interessi privati. Al contrario, sottolinea la presenza di opere e spazi a fruizione pubblica, gli effetti attesi sulla protezione della costa, l’investimento economico previsto e le potenziali ricadute occupazionali.
Ingegnere Ilardi, qual è attualmente lo stato dell’iter amministrativo della Marina di Pastena?
«L’iter sta procedendo regolarmente nell’ambito della procedura prevista dalla normativa per il riesame della Valutazione di Impatto Ambientale. Si tratta di un procedimento articolato, che prevede una fase di consultazione e di interlocuzione durante la quale cittadini, soggetti privati, associazioni ed enti possono presentare osservazioni e richieste di approfondimento.
Nel caso della Marina di Pastena sono state formulate circa quaranta osservazioni, provenienti da soggetti privati. Successivamente, il Ministero dell’Ambiente ha chiesto alla società concessionaria una serie di precisazioni, integrazioni e approfondimenti. La richiesta è stata trasmessa il 27 aprile e noi abbiamo risposto nei tempi prescritti, producendo un dossier estremamente dettagliato».
Di quale documentazione si tratta?
«Abbiamo predisposto oltre settecento pagine di approfondimenti, aggiornamenti tecnici e controdeduzioni. La documentazione affronta puntualmente tutte le questioni sollevate nel corso della procedura.
Non ci siamo limitati a una risposta generica. Abbiamo analizzato ogni osservazione e fornito gli elementi tecnici e amministrativi necessari per consentire agli organi competenti di proseguire le proprie valutazioni. È quindi importante chiarire che le integrazioni richieste sono state presentate e che la società ha ottemperato entro i termini indicati».
Tra le questioni maggiormente discusse vi è quella dell’autorizzazione paesaggistica. L’autorizzazione rilasciata nel 2012 è ancora valida?
«L’autorizzazione paesaggistica del 2012 non costituisce più il riferimento attuale, ma questo non significa che il progetto sia privo di autorizzazione paesaggistica. Nel 2024 è stata infatti rilasciata una nuova autorizzazione, che è tuttora in vigore.
Il dossier presentato al Ministero risponde anche alle richieste di integrazione della relazione paesaggistica. Su questo punto si è generata molta confusione, perché alcune ricostruzioni si sono concentrate sulla precedente autorizzazione senza evidenziare adeguatamente l’esistenza del nuovo provvedimento del 2024».
Il Ministero della Cultura avrebbe chiesto ulteriori documenti. Come avete risposto?
«Anche le osservazioni riconducibili al Ministero della Cultura, pervenute oltre i termini previsti dalla procedura, sono state prese in considerazione. È stato richiesto di integrare la relazione paesaggistica con ulteriori elaborati e documenti.
La società concessionaria ha scelto di rispondere nel merito, fornendo gli approfondimenti richiesti. Il nostro obiettivo è consentire una valutazione completa del progetto, senza sottrarci al confronto tecnico e istituzionale».
Perché ritiene necessario intervenire pubblicamente in questa fase?
«Perché da alcune settimane vengono diffuse informazioni che, a nostro giudizio, non restituiscono correttamente lo stato della procedura. La diffusione di informazioni non corrette, cui assistiamo da qualche settimana, genera grande confusione. Gli organi di stampa, istituzioni e rappresentanti politici vengono strumentalmente disinformati. Questo genera disorientamento nei cittadini e rischia di condizionare anche il dibattito politico e istituzionale.
È legittimo essere favorevoli o contrari a un’opera. Tuttavia, il confronto dovrebbe avvenire sulla base degli atti, dei dati e delle caratteristiche reali del progetto. Le ragioni del no devono essere ascoltate, ma poi devono rispondere alla collettività sul piano ambientale, tecnico, sociale, economico e occupazionali, e, mi sia consentito, anche sul piano giuridico».
Una delle principali contestazioni riguarda il rapporto tra interesse pubblico e interesse privato. Qual è la sua posizione?
«A nostro avviso, la contrapposizione tra interesse pubblico e interesse privato è stata rappresentata in maniera rovesciata. Il progetto della Marina di Pastena comprende opere, servizi e spazi destinati alla collettività. Per questa ragione riteniamo che l’intervento presenti una rilevante componente di interesse pubblico.
Le opposizioni possono certamente esprimere preoccupazioni legittime, soprattutto quando provengono da residenti o attività presenti nell’area. Non si può però ignorare che il progetto prevede una profonda riqualificazione di una parte importante del litorale orientale di Salerno».

Quali sarebbero i principali benefici pubblici dell’intervento?
«Il progetto prevede oltre 33.000 metri quadrati di verde attrezzato e più di 20.000 metri quadrati di parcheggi. È inoltre prevista la realizzazione di un nuovo lungomare di oltre seicento metri, sviluppato verso il mare, e di una grande piazza destinata anche a eventi e iniziative pubbliche.
Questi spazi saranno a libera fruizione e potranno contribuire a risolvere alcune problematiche storiche del quartiere di Pastena, a cominciare dalla carenza di parcheggi, dalla necessità di nuovi spazi verdi e dall’esigenza di valorizzare il rapporto tra la città e il mare.
Non parliamo, quindi, soltanto di posti barca o di servizi legati alla nautica. Parliamo di un intervento urbano complesso, che include infrastrutture pubbliche, aree pedonali, verde e nuovi luoghi di aggregazione».
Quale ruolo dovrebbe avere il porto nella difesa del litorale?
«La componente tecnica è fondamentale. Il progetto è stato sviluppato tenendo conto dell’equilibrio idraulico-marittimo dell’intero litorale cittadino. La costa salernitana, e in particolare alcuni tratti dell’area orientale, presenta elementi di fragilità che non possono essere sottovalutati.
Secondo gli studi alla base dell’intervento, la Marina di Pastena può svolgere anche una funzione stabile di difesa costiera. Modificare o eliminare singole componenti dell’opera senza valutarne gli effetti complessivi potrebbe alterare gli equilibri considerati nella progettazione.
È proprio per questa ragione che il confronto deve rimanere sul piano tecnico. Ogni eventuale proposta alternativa o migliorativa deve essere verificata attraverso modelli, studi e simulazioni, non soltanto sulla base di valutazioni generiche».
Come sarà affrontato il tema della sostenibilità ambientale?
«Il progetto è stato concepito per inserirsi nel contesto ambientale e urbano, prevedendo sistemi per la produzione di energia da fonti rinnovabili e soluzioni finalizzate alla riduzione dell’impatto energetico.
Gli approfondimenti presentati nel corso della procedura di riesame servono proprio a verificare ulteriormente questi aspetti. La sostenibilità non può essere considerata un elemento accessorio: deve accompagnare sia la fase di realizzazione sia la successiva gestione dell’infrastruttura».
Quali potrebbero essere le ricadute economiche per Salerno?
«L’investimento previsto supera i 100 milioni di euro. Un intervento di queste dimensioni può generare conseguenze positive sull’occupazione, sull’indotto e sul sistema economico locale.
Le stime progettuali indicano la possibilità di creare diverse centinaia di posti di lavoro, considerando sia la fase di realizzazione sia le attività permanenti connesse alla gestione del porto, alla manutenzione, ai servizi nautici, alla ristorazione, al commercio e all’accoglienza.
La presenza di una nuova infrastruttura turistica potrebbe inoltre aumentare l’attrattività dell’intero tratto di lungomare, con ricadute sulle attività commerciali e ricettive già esistenti. Potrebbe contribuire anche alla valorizzazione degli immobili della zona, inserendo Pastena in un nuovo circuito urbano e turistico».
C’è ancora spazio per modificare o migliorare il progetto?
«Abbiamo sempre dichiarato la nostra disponibilità al confronto con la pubblica amministrazione e con gli enti competenti. Ogni progetto può certamente essere oggetto di soluzioni migliorative, soprattutto quando emergono nuove sensibilità o esigenze della comunità.
Naturalmente, qualsiasi modifica deve essere compatibile con l’equilibrio tecnico ed economico-finanziario dell’intervento già approvato. Non sarebbe realistico accettare variazioni che compromettano la sostenibilità complessiva dell’opera o gli equilibri idraulico-marittimi sui quali il progetto è stato costruito.
La nostra posizione non è di chiusura. Siamo disponibili a valutare proposte concrete, tecnicamente fondate e capaci di migliorare ulteriormente l’integrazione tra la Marina di Pastena, il quartiere e la città».
Qual è, quindi, il messaggio che vuole rivolgere ai cittadini di Salerno?
«Il progetto del Porto turistico Marina di Pastena è alla sua fase conclusiva ed è rapidamente cantierizzabile. La società Polo Nautico è già concessionaria dell’intervento ed ha risposto a tutte le richieste di approfondimento e di integrazione del Ministero ed è disponibile a fornire anche altri approfondimenti laddove richiesti.
Riteniamo che la Marina di Pastena sia un’opportunità unica per Salerno: per la difesa della costa, per la riqualificazione urbana, per la creazione di spazi pubblici, per l’occupazione e per lo sviluppo turistico ed economico. Il Progetto è un’opera di interesse pubblico che darà al quartiere di Pastena una nuova centralità ed un nuovo orgoglio, risolverà i problemi di carenza di spazi verdi e di parcheggi e servirà ad aumentare il valore delle proprietà immobiliari prospicienti.
E’ questa la strada giusta nell’interesse di tutta la città.















































