Peculato, arrestati un medico ed una coordinatrice infermieristica del Fucito di Mercato San Severino, nota del Rettore Loia.

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Sono stati arrestati stamattina e, successivamente, posti ai domiciliari, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Nocera Inferiore, Un professore ordinario presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia – Scuola Medica Salemitana dell’Università degli Studi di Salerno e Dirigente Medico presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, in servizio presso l’Ospedale“Fucito”di Mercato San Severino e una coordinatrice infermieristica, dipendente della stessa Azienda Ospedaliera.

L’indagine ha visto coinvolti i NAS di Salerno che, anche con l’ausilio di intercettazioni telefoniche, l’interrogatorio di svariate persone e pedinamenti, hanno raccolto inconfutabili elementi di reità a carico dei due indagati, tali da consentire l’emissione di una ordinanza cautelare applicativa della misura degli arresti domiciliari.

Il medico-professore è accusato di peculato e falso per essersi ripetutamente appropriato di strumentazione di proprietà dell’Ateneo di Salerno, utilizzata per eseguire visite specialistiche in regime privatistico e attività professionale intramuraria (ALPI). Il professionista è responsabile anche di abuso d’ufficio, in quanto, nello svolgimento dell’attività libero professionale intramuraria presso cliniche e studi professionali privati, programmava le visite dei suoi pazienti mediante contato diretto, così evitando agli stessi di effettuare le prenotazioni presso il CUP (CentroUnicoPrenotazioni) e in tal modo procurando un vantaggio per sè, ovvero riscuotendo i compensi dai pazienti ed evitando di versare all’Azienda la quota spettante.

La coordinatrice infermieristica presso l’Ospedale “Fucito” di Mercato San Severino sarebbe responsabile di abuso d’ufficio in concorso con il primario, in quanto, essendo autorizzata a gestire l’accesso per le prenotazioni dei pazienti da sottoporre a visita o ad intervento chirurgico, sistematicamente stravolgeva la lista d’attesa e favoriva amici ed altri pazienti consentendo loro di essere visitati prima rispetto a quanto previsto dal sistema di prenotazione.

Il Rettore Vincenzo Loia esprime profondo rammarico per la vicenda giudiziaria che vede coinvolto un docente dell’Ateneo. “In una fase in cui – sottolinea il Rettore – tutto il personale medico, a seguito della vicenda Covid-19, sta dando prova di grande senso di responsabilità e sacrificio per il bene e l’interesse dell’intera comunità, questa notizia rappresenta una nota stonata”.

Sicuro che l’operato della magistratura farà al più presto luce sulla vicenda emersa e sulle eventuali responsabilità, il Rettore esprime fiducia all’intero personale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria che sta testimoniando rigore ed efficienza durante questa emergenza epidemiologica.

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