Grassetto e sottolineato: stereotipo o dubbio?

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Lo sport del calcio, nel nostro bellissimo Paese, è anche e soprattutto una attività industriale da fatturati elevatissimi e che come tale impiega, sia direttamente  che indirettamente,  tantissimi addetti.

Secondo il sig. Carlo Tavecchio, presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio dall’11 agosto 2014, occupa il nono posto tra le industrie italiane.

Forse è per questo motivo, o anche per questo motivo, che si ha l’impressione che gli eventi collegati vengono “trattati” in maniera diversa da come vengono trattati gli eventi, anche analoghi, ma che vedono come protagoniste, a volte anche non volutamente, altre attività industriali.

Non si capisce perché, per esempio, qualche anno fa fu concesso ad una società la cui squadra militava e milita tuttora nella serie A di dilazionare i suo debito (accertato e accettato) con l’erario in 20 anni e senza interessi quando ad una qualsiasi altra attività industriale (e non) viene addirittura precluso il diritto, sacrosanto, dell’incasso  se, disgraziatamente, ha la sventura di avere il cosiddetto DURC (acronimo di Documento Unico Regolarità Contributiva) non in regola, e questo è solo uno dei casi di disparità di trattamento.

Se poi si considera che per una “normale” partita si fa ricorso, per il mantenimento dell’ordine pubblico (ma ha senso parlare di ordine pubblico quando durante queste manifestazioni  è il disordine ad imperare?) ad ingenti forze di polizia che, gioco forza, vengono sottratte alla normali attività parimenti importanti, forse si inizia a prendere coscienza della mastodonticità  del conto che ogni cittadino, tifoso o no, è costretto a pagare.

Altro aspetto da non sottovalutare sono i danni materiali che vengono prodotti in occasione degli stessi eventi: l’elenco è purtroppo lunghissimo e si parte dal danneggiamento delle strutture degli stadi, di proprietà pubblica, ai danneggiamenti di tutto ciò che si incontra durante la marcia di avvicinamento allo stadio stesso, per non parlare del tributo di vite umane immolate per una causa che causa proprio non è, anzi …..

Ma chi sono gli autori di tutto ciò? Le opinioni  non mancano (potrebbe essere altrimenti?) e c’è chi li identifica secondo il colore squadra, c’è chi li identifica secondo l’appartenenza religiosa, c’è chi identifica secondo la nazionalità e  c’è chi, per identificarli, si affida a vecchi stereotipi che in quanto tali non corrispondono a realtà.

Le opinioni in merito, al pari dei danni, non mancano e l’elenco è piuttosto lungo.

Alla luce dei recenti fatti, e mi riferisco alla vandalizzazione della fontana monumentale avvenuta a Roma ed alla bomba carta esplosa durante il derby di Torino, mi sento in dovere morale di segnalare alla signora Luciana Littizzetto che i civilissimi tifosi torinesi, e non importa se di fede bianconera o di fede granata, hanno superato i civilissimi tifosi olandesi autori dei fatti di Roma.

Quindi a questo punto lo stereotipo ha perso la partita con il dubbio: in entrambi i casi mica sono stati i napoletani …..