“Com’è nata l’Italia?” A rispondere a questa domanda è stato il professor Carmine Pinto, Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Salerno; Ordinario di Storia Contemporanea presso l’Ateneo salernitano che ha proposto una riflessione attualizzata sul senso storico e politico di quella che è stata l’unificazione nazionale, in occasione della conviviale rotariana a lui dedicata organizzata, presso il Ristorante “Contro Vento” di Via Porto, dal “Rotary Club Salerno” presieduto dal dottor Francesco Caggiano. Il professor Pinto ha spiegato che l’Italia come Nazione è un grande capolavoro politico del XIX secolo:” La Nazione Italiana fu costruita contro l’equilibrio internazionale, contro le più importanti monarchie della storia europea e contro la Chiesa cattolica”. Pinto ha anche spiegato che dopo l’unificazione italiana nel Mezzogiorno iniziò un conflitto civile e una guerra nazionale:” Che marcò tutto il decennio tra il 1860 e il 1870, soprattutto il periodo tra il 1861 e il 1865. Una guerra che ha marcato non solo la storia del Mezzogiorno, ma anche la formazione stessa dello Stato Italiano. Un conflitto armato in cui gli aspetti politici, sociali e culturali sono stati più importanti di quelli militari: le idee, la mobilitazione politica, la caratterizzazione sociale, l’arte, la cultura, hanno avuto un peso maggiore di quello, pur rilevante, delle operazioni militari”. Il professor Pinto, considerato uno dei massimi studiosi contemporanei dell’800, ha spiegato i motivi per cui si pone il problema di costruire una nazione:” Al mondo esistono 195 nazioni che sono prevalentemente invenzioni della contemporaneità. La nazione è la coincidenza di due concetti: quello di Comunità e quello di Stato. Noi ci consideriamo italiani per motivi etnico – culturali, linguistici, identitari; ci consideriamo parte di una comunità senza avere la necessità di conoscerci. L’Italia è una nazione che appare relativamente recente: come Stato è stata istituzionalizzata nel marzo del 1861 mentre come Comunità è stata immaginata prevalentemente dall’arte, dalla letteratura, dalla cultura, nei novant’anni che ne precedono l’istituzione”. Come si arriva all’Italia? “Si Arriva all’Italia attraverso il Risorgimento che è il modo con cui gli italiani diventano moderni: sostituendo un mondo piccolo e vecchio con un mondo più grande e più nuovo. Il Risorgimento è stato il momento forse più alto della nostra storia”. Il professor Pinto ha spiegato che:” La verità storica non esiste o esiste solo nei regimi autoritari” e che il Conte di Cavour è stato l’uomo più importante della nostra storia, insieme a De Gasperi:” Cavour era un personaggio energico, diabolico: aveva una grande capacità di regista; è stato quello che ha reso possibile la nascita di questa nazione. Lui diceva di essere figlio della Libertà”. Nel corso della serata è stato presentato dal Past President Michele Di Filippo un nuovo socio: il notaio Raffaele Laudisio.
Aniello Palumbo



















































