Terra è vita, il progetto green del Liceo Genoino di Cava.

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Il liceo scientifico “Andrea Genoino” di Cava de’ Tirreni diventa “casa del green” con la creazione di giardini botanici che ripercorrono l’antica tradizione delle erbe officinali, abbinandola alle più moderne tecnologie che ne permettono la conoscenza.

Il progetto “Terra è Vita” – supportato dalla dirigente scolastica Stefania Lombardi e coordinato dalla docente in Scienze Naturali Preziosa Giordano e dal professor Vincenzo De Feo, docente al Dipartimento di Farmacia dell’università di Salerno – è inserito all’interno del PCTO “Percorsi per Competenze Trasversali e l’orientamento per l’a.s.2020-2021” ed ha come protagonisti gli studenti della III F che, al termine di un programma articolato composto da lectio frontali e interattive, hanno progettato 18 aiuole caratterizzate da piante con diverse peculiarità.

 

Clivia e Strelitzia alba; piante sensoriali con aspetti terapeutici; piante della flora mediterranea; aiuole a effetto cromico della Hydrangea macrophylla detta anche ortensia, di origine asiatica; aiuole arricchite dalle cosiddette “piante del mito”; aiuole con piante medicinali; piante del “Giardino di Dioscoride”, medico greco che scrisse tra il 50 e 70 d.C. l’opera intitolata “De materia medica”. Queste sono le specie vegetali che arricchiscono le aiuole progettate nel corso di “Terra è Vita”.

Del giardino botanico è possibile avere anche un’anteprima grazie alla realizzazione di giardini virtuali, che ben mostrano la valenza innovativa del progetto, pensato per avvicinare gli studenti allo studio delle scienze e per indirizzarli verso comportamenti virtuosi, fatti di piccoli gesti quotidiani che educano al rispetto dell’ambiente.

 

«Questo progetto riguarda le piante medicinali, che possono sembrare qualcosa di desueto, ma sono una realtà in continua crescita – spiega il professor Vincenzo De Feo – Le piante medicinali sono il 40% delle specialità medicinali. Nell’ottica delle piante utili, il percorso si prefigge di dare idee di scientificità. Una pianta non cura perché è magica, ma perché contiene sostanze attive. In laboratorio andremo a imparare quando bisogna raccogliere le piante e quale metodo chimico-fisico si deve usare per l’estrazione. Esistono circa 500mila specie di piante superiori. E con questo progetto abbiamo realizzato un giardino virtuale che poi si trasformerà appena possibile in un giardino reale. Realizzeremo un luogo in cui le persone possono toccare le piante, con un sistema in QR Code, per cui i visitatori verranno con il cellulare e, fotografando il codice, verranno rimandati a una informazione dettagliata. Scopriranno quali sono le piante medicinali, a che servono, qual è la loro storia».

 

«Le nuove generazioni sono chiamate ad utilizzare nuovi strumenti capaci di migliorare la qualità della vita e ridurre l’impatto dell’attività umana – ha aggiunto la docente Preziosa Giordano – La chimica potrebbe dare il suo contributo alla progettazione di processi di trasformazione più efficienti e prodotti a più elevate prestazioni e, nel contempo, si dovrebbe perseguire l’obiettivo di ricorrere a tecnologie più pulite, promuovendo l’uso di risorse rinnovabili e limitando la produzione di rifiuti attraverso il loro recupero e la loro valorizzazione. La green chemistry è la branca della chimica che può rispondere a queste esigenze. Oggi è impegnata a creare nuovi metodi di produzioni e tecnologie per la salvaguardia del patrimonio ambientale e artistico. Questo progetto è straordinario. Nonostante il Covid siamo riusciti a proseguire con “Terra è Vita” ed abbiamo pensato di realizzare virtualmente i giardini scolastici, mappandoli e individuando le sezioni di varie aiuole nel nostro liceo».

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