In occasione delle celebrazioni per San Matteo, l’Associazione Salerno Experience Network APS accende i riflettori sul valore economico e sociale del turismo religioso, un comparto in fortissima espansione che a livello nazionale registra numeri da record con oltre 6 milioni di ospiti e circa 25 milioni di presenze annue, inserendosi in un mercato globale che muove centinaia di milioni di viaggiatori.
Turismo religioso
«I dati parlano chiaro: il turismo religioso e dei cammini rappresenta un volano straordinario, capace di generare flussi costanti che trascendono la stagionalità e le logiche del turismo mordi e fuggi», dichiara Rosaria Chechile, presidente di Salerno Experience Network.
«La festa di San Matteo è, per i salernitani, il momento identitario per eccellenza, ma deve diventare il trampolino di lancio per una strategia permanente di accoglienza, mettendo a sistema le straordinarie potenzialità della città». Per intercettare e trattenere stabilmente questi flussi, secondo Chechile è necessario «liberare la nostra città dalla semplice funzione di “gateway”, di luogo di passaggio, connettere i crescenti arrivi turistici con l’immenso patrimonio storico-religioso del nostro territorio, trasformandoli in un’esperienza unica di viaggio e di permanenza, che sappia unire profondamente l’arte e la fede».
Tasso altissimo di fidelizzazione e legato a bassa stagione
Le analisi di settore evidenziano come il turismo legato alla spiritualità vanti un tasso altissimo di fidelizzazione e prediliga i periodi di spalla o di bassa stagione, rispondendo perfettamente all’esigenza di destagionalizzazione urbana e di sviluppo di una destinazione d’eccellenza a misura d’uomo.
«Investire nei luoghi dell’anima e in un’accoglienza strutturata significa creare opportunità per le nuove generazioni, valorizzare il nostro patrimonio e attrarre un pubblico trasversale, composto non solo da pellegrini, ma da studiosi, crocieristi, amanti dell’arte medievale e viaggiatori lenti», sottolinea Chechile.
Welfare turistico-culturale
«Come associazione – conclude la presidente di Salerno Experience Network – crediamo fortemente nella necessità di fare squadra attraverso la promozione di un welfare turistico-culturale. Mettendo in sinergia il dialogo costante tra istituzioni, mondo accademico, diocesi e reti associative, possiamo davvero trasformare la devozione, la cultura e la bellezza del nostro territorio in un motore permanente di crescita economica, inclusione e coesione sociale per l’intera comunità».
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