riceviamo e pubblichiamo
Alla Redazione di Gazzetta di Salerno,
con la presente sottoponiamo alla Vostra attenzione una lettera aperta indirizzata alla Governance dell’Università di Salerno, che riteniamo di interesse pubblico per i temi trattati: trasparenza amministrativa, partecipazione civica, pluralismo delle idee e corretto funzionamento dei sistemi di comunicazione istituzionale.
La lettera nasce da un’esperienza concreta e documentata e si colloca in un contesto più ampio di riflessione sul ruolo delle Comunità accademiche pubbliche, oggi sempre più chiamate a coniugare innovazione, accountability e apertura verso tutte le proprie componenti.
Riteniamo che il contenuto meriti una diffusione integrale, affinché lettrici e lettori possano formarsi un’opinione autonoma e completa su questioni che riguardano non solo un Ateneo, ma più in generale il rapporto tra Istituzioni pubbliche e cittadinanza attiva.
Segnaliamo, inoltre, con senso di responsabilità, che non abbiamo al momento certezza dell’effettiva ricezione della lettera da parte dei destinatari istituzionali, a causa di anomalie tecniche già riscontrate nelle comunicazioni verso le caselle ufficiali. Tale circostanza, a nostro avviso, rende ancor più rilevante una diffusione pubblica, quale garanzia minima di trasparenza.
La presente iniziativa si inserisce esclusivamente in un’ottica di interesse generale e valorizzazione del dibattito pubblico, nel pieno rispetto delle Istituzioni coinvolte.
Confidando nella Vostra sensibilità editoriale rispetto a questi temi, Vi ringraziamo sin d’ora per l’attenzione.
Un Gruppo di dipendenti UNISA
Al Rettore,
Al Prorettore,
Al Direttore Generale,
e p.c. al Personale TAB,
scriviamo con spirito di rispetto istituzionale e senso civico, nel solco dei principi che da mesi ispirano il percorso del nostro Gruppo: trasparenza, partecipazione e cura del bene comune.
Nel corso di questi mesi, ci siamo progressivamente configurati come uno spazio di partecipazione civica spontanea, autonoma e non sindacalizzata, privo di affiliazioni politiche o interessi di parte. Le nostre comunicazioni – consultabili pubblicamente nell’archivio online https://noise.autistici.org/pipermail/lavocedelcampus/ – hanno affrontato temi tecnici, organizzativi e strategici con linguaggio documentato e costruttivo. Le critiche espresse, ove presenti, hanno sempre riguardato dinamiche sistemiche, collocandosi entro un orizzonte etico di miglioramento istituzionale.
Siamo persone che, nella diversità delle sensibilità, condividono principi di correttezza, misura, senso del dovere e attaccamento all’Istituzione. Proponiamo contributi coerenti con le evoluzioni contemporanee della Pubblica Amministrazione – anche in chiave digitale e innovativa – cercando di leggere i processi nel modo più sistemico e strutturale possibile.
Il recente percorso elettorale rettorale di qualche mese fa ha visto convergere i programmi dei principali candidati verso modelli di governance aperti, trasparenti e partecipativi, capaci di valorizzare tutte le componenti della Comunità accademica – incluso il personale TAB. Questo “patto fondativo” della nuova Governance si fonda su dialogicità, co-costruzione e responsabilità condivisa.
Lo Statuto e il Codice Etico di Ateneo confermano e rafforzano tali principi: libertà di manifestazione del pensiero, pluralismo, partecipazione, trasparenza e rispetto della dignità della persona non sono mere enunciazioni, ma pilastri identitari dell’Università. Riteniamo che l’attivismo civico del nostro Gruppo si collochi in piena coerenza con questo ecosistema valoriale.
Come già espresso nella nostra comunicazione del 22 giugno 2025: “(…) il valore delle idee non dipende dalla forma giuridica del mittente, ma dalla qualità del contenuto e dall’etica dell’intenzione. Non è necessario essere una sigla sindacale o un’associazione registrata per esprimere riflessioni in buona fede e in maniera autonoma (…)”.
In contesti caratterizzati da asimmetrie di potere, le nostre iniziative con la specifica metodologia applicata – seppur sui generis – non è sottrazione di responsabilità, ma strumento di tutela che consente a Donne e Uomini di contribuire senza cercare visibilità o riconoscimento, animati unicamente da senso civico. Come ricordava Giovanni Falcone: “Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini“.
La nostra esperienza risponde a un’esigenza concreta e documentata: la cronica assenza di strumenti strutturati di partecipazione aperta, quali piattaforme unificate di raccolta di opinioni e petizioni, analoghe a quelle presenti in altri contesti istituzionali (come ad esempio quella della Camera dei Deputati – https://petizionionline.camera.it/ ). Allo stesso modo, rileviamo la necessità di una differente apertura delle Rappresentanze nei confronti del personale TAB già più volte da noi auspicato in passato, come già realizzato in altri Atenei quali, a titolo non esaustivo, Milano, Pisa, Genova, Pavia, Sassari e Catania – in attuazione dell’art. 25 della Legge 300/1970 – in cui tutto il personale può prendere cognizione dei verbali degli incontri e delle riunioni tra RSU e Parte Pubblica senza essere necessariamente iscritti alle rispettive sigle.
Guardando al futuro, anche le nostre proposte illustrate nella lettera del 08 aprile 2026 legate agli European Universities Games 2026 – in materia di sport, e-sport, team building e fruizione inclusiva degli spazi – si inseriscono in questo spirito: in quell’occasione, infatti, ci congedammo con l’auspicio: “Un’Istituzione che sa giocare insieme è un’Istituzione che sa anche lavorare insieme“.
Veniamo alla ragione principale di questa lettera.
Da un mese a questa parte rileviamo anomalie sistematiche nella consegna delle nostre comunicazioni verso le caselle istituzionali UNISA: i report tecnici confermano che le email vengono regolarmente recapitate al server Google di Ateneo, ma non risultano successivamente smistate ai singoli destinatari, come confermato in privato anche da diverse colleghe e colleghi che ci hanno riferito il non pervenimento delle nostre ultime due lettere del 08 aprile e 16 aprile 2026, contenenti proposte legate rispettivamente ad EUG2026 – di cui sopra – ed alle registrazioni delle procedure selettive del PTAB.
Non è possibile, dalla nostra piattaforma, determinare con certezza se tali anomalie siano riconducibili a nuove dinamiche algoritmiche/euristiche dei sistemi di filtraggio di Google (drop automatici, quarantene, reputazione del dominio ecc.) oppure a specifiche configurazioni interne dell’Ateneo. Si tratta di due perimetri infrastrutturali distinti, e solo l’Amministrazione è in grado di verificarlo (nonché di riallineare) tramite l’admin console del Google Workspace istituzionale UNISA.
Chiediamo che l’Ateneo verifichi le cause delle anomalie riscontrate e proceda all’integrale ripristino della consegna delle comunicazioni provenienti dall’indirizzo della nostra mailing list lavocedelcampus@inventati.org verso le caselle istituzionali, nel pieno rispetto dei principi di trasparenza, libertà di espressione e partecipazione sanciti dallo Statuto e dal Codice Etico.
Nel solco dei principi di libertà di manifestazione del pensiero, pluralismo e democraticità che caratterizzano la nostra Comunità accademica, riteniamo che la piena diffusione delle comunicazioni verso il personale TAB rappresenti un elemento essenziale e non accessorio del buon funzionamento istituzionale.
Siamo perfettamente consapevoli di non detenere alcuna verità universale, né riteniamo che le nostre posizioni debbano essere necessariamente condivise da tutte e tutti. Proprio per questo motivo, riteniamo imprescindibile garantire la più ampia circolazione di idee, opinioni e contributi – nel rispetto dei limiti posti dall’ordinamento – affinché il confronto possa svilupparsi in maniera libera, autonoma e consapevole. In assenza di tale pluralità, si rischia – anche inconsapevolmente – di favorire la formazione di un pensiero unico, potenzialmente “anestetizzante”, alimentato da narrazioni parziali o da letture unilaterali, talvolta riconducibili a specifiche impostazioni di matrice politico-sindacale che, seppur in parte legittime e che noi rispettiamo, tuttavia non possono esaurire la complessità delle variegate sensibilità presenti nell’Ateneo.
Riteniamo, pertanto, che il dissenso, anche critico e/o anonimo purché costruttivo e rispettoso, non solo debba essere tutelato, ma debba essere considerato un valore fisiologico e irrinunciabile di ogni Comunità realmente democratica, affinché tutte le colleghe e i colleghi possano formare le proprie convinzioni nella piena e totale indipendenza di giudizio, senza “anestetici culturali” alcuno.
Se le idee proposte – quale che siano le qualifiche dei mittenti – sono utili, migliorabili o anche discutibili, esse restano espressione di un processo vivo che merita ascolto, non delegittimazione preventiva. Il nostro contributo non è rivolto contro qualcuno, ma per qualcosa: per un’Università più aperta, più giusta e più consapevole del proprio ruolo pubblico.
Nell’accomiatarci, ci sembra opportuno ricordare l’epilogo della nostra lettera del 29 ottobre 2025 – l’ultima prima dell’avvio ufficiale del nuovo mandato rettorale – in cui auspicammo: “(…) A pochissimi giorni dall’inizio ufficiale della nuova legislatura rettorale, desideriamo congedarci richiamando un brano che, pur nella sua apparente semplicità, racchiude un messaggio profondo: abbiamo scelto Dreams dei Cranberries perché parla della forza dei sogni e della speranza come motore di cambiamento, della capacità di immaginare una realtà diversa e migliore anche quando tutto sembra cristallizzato.
La cantante, Dolores O’Riordan, ha raccontato che la canzone nasceva dal suo primo amore, da quella purezza di sentimenti che ci fa credere che tutto sia possibile. Ed è proprio di questo che parliamo: dell’amore genuino per la propria
Comunità, di quella dedizione che ci spinge a desiderare il meglio per l’Istituzione che serviamo ogni giorno, come in un primo amore che non conosce cinismo né rassegnazione.
È esattamente questo spirito che muove costantemente l’operato del nostro Gruppo, la convinzione che un’Università fondata su trasparenza, merito e imparzialità non sia un’utopia irraggiungibile, ma un sogno concreto che chiede solo il coraggio di essere realizzato.
Come quel brano ci ricorda, i sogni non sono evasione dalla realtà, ma il primo, necessario passo per trasformarla.
E questo Ateneo merita di sognare e costruire un futuro all’altezza della propria storia e della propria Comunità affinché il nostro Ateneo diventi, finalmente, l’Università dei Sogni (…)”.
Con senso di responsabilità istituzionale.
Un Gruppo di dipendenti UNISA
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