142 chilometri di storia, fatica e bellezza. Il 14 maggio il Giro d’Italia attraversa il cuore della Campania: dai templi millenari di Paestum fino al traguardo di Napoli, passando per Salerno, la Costiera Amalfitana e l’Agro Nocerino Sarnese. La sesta tappa della corsa in rosa è un viaggio tra cultura, bellezza e tradizioni.
Il sostegno della Regione Campania
La Giunta Regionale della Campania ha stanziato un contributo di 244.000 euro a favore del Comune di Capaccio Paestum. Le risorse, a valere sul Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) 2021-2027, copriranno i costi organizzativi della partenza. Contestualmente, è stato approvato lo schema di protocollo di collaborazione tra le amministrazioni coinvolte per il coordinamento delle attività e la gestione dei flussi finanziari.
“La delibera approvata dalla Giunta regionale, con la quale si assegna un contributo alla tappa campana del Giro d’Italia, consolida il legame tra la nostra regione e la Carovana rosa che, attraverso il ciclismo, traina anche lo sviluppo turistico dei territori” ha commentato l’assessora regionale allo Sport, Fiorella Zabatta. “Siamo fieri di contribuire al Giro d’Italia, un evento che ha una forte dimensione comunitaria e un rapporto speciale e consolidato con la nostra regione”, conclude Zabatta.
La sesta tappa del Giro d’Italia: Paestum-Napoli
Saranno 142 i chilometri percorsi dalla Carovana in rosa, tutti in Campania. Il 14 maggio il Giro diventerà una vetrina internazionale capace di raccontare, in un unico percorso, territori, identità e paesaggi lungo l’intero tracciato che si snoda tra la provincia di Salerno e quella di Napoli.
La Paestum–Napoli sarà anche un omaggio alla grande tradizione ciclistica campana e napoletana, che nel tempo ha visto passare campioni straordinari, da Fausto Coppi a Eddy Merckx, da Francesco Moser a Mark Cavendish.
Scopri i dettagli del percorso della sesta tappa e tutti i Comuni attraversati
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Paestum
Partire dai Templi di Paestum significa celebrare le radici della nostra terra. Paestum fu un’antica città della Magna Grecia, chiamata dai greci Poseidonia in onore di Poseidone. Dopo la sua conquista da parte dei Lucani venne chiamata Paistom, per poi assumere, sotto i Romani, il nome di Paestum. Il Parco Archeologico, con i suoi tre maestosi templi dorici, tra i meglio conservati al mondo, è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1998.
Eboli
A testimonianza della grande vitalità di questo centro i romani concessero ad Eburum lo status giuridico di municipium, rendendo i suoi cittadini a tutti gli effetti cives romani pur mantenendo il diritto a governarsi con leggi proprie. Tra i luoghi d’interesse storico-culturale di questa cittadina della Piana del Sele spicca la Basilica di San Pietro Alli Marmi.
Salerno
Salerno è una città bellissima, affacciata sul Tirreno, piena di storia, passione e cultura. Qui sorse una delle prime istituzioni mediche d’Europa, la Scuola Medica Salernitana, operativa già dal XI secolo e in quanto tale ritenuta antesignana delle moderne università. Simbolo della città è il Castello di Arechi, costruito in età tardo romana.
Vietri sul Mare
Noto per l’antica tradizione di lavorazione della ceramica, è il comune più popolato della Costiera amalfitana nonché il suo territorio più orientale. Vietri sul Mare storicamente è identificata con l’antica Marcina, prima insediamento costiero etrusco-sannita, poi porto romano.
Cava de’ Tirreni
I primi abitanti delle “terre de la Cava”, furono i Tirreni, o Etruschi, per cui nel 1862 l’amministrazione comunale cambiò il nome della città in Cava de’ Tirreni. Il borgo originario, nucleo della città di Cava, è caratterizzato dai caratteristici portici che si snodano lungo tutto il corso.
Nocera Inferiore
Antichissima città di origine etrusca, al suo nome è legato un alfabeto e batté moneta durante la fase sannitica. Cicerone la definì “una delle città principali della Campania”. Tra i luoghi d’interesse storico e monumentale spiccano il campanile della cattedrale, opera del Solimena, e il Convento di Sant’Anna.
Sarno
Il centro fa parte geograficamente dell’Agro nocerino sarnese e si sviluppa alle falde del monte Saro e sulle rive dell’omonimo fiume Sarno. Tra i principali punti di interesse storico-culturale va senz’altro annoverata l’importante Chiesa concattedrale di San Michele Arcangelo.
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