“La violenza è una questione di salute pubblica. L’OMS la definisce una epidemia silenziosa e ci invita a riconoscerla in tutte le sue manifestazioni: autoindotta, interpersonale, familiare, scolastica, lavorativa, digitale o collettiva, legata alle guerre, al terrorismo o ai crimini di odio. Per questi motivi abbiamo necessità di operare su quattro direttrici: studiare e riconoscere la violenza, individuarne i sintomi, i contesti e le modalità con cui si manifesta, definire strategie di intervento di tipo tecnico – scientifico e costruire alleanze tra istituzioni per poterle realizzare”. A dare una lettura del comportamento violento ed aggressivo attraverso la lente della Salute Emotiva e Comportamentale, è stato il dottor Il Dottor Vincenzo Barretta, Medico Psichiatra e Psicoterapeuta, Past President del “Rotary Club Napoli Castel dell’Ovo”, Presidente della Commissione Distrettuale per la Salute Emotiva e Comportamentale e Presidente dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute Emotiva e Comportamentale, in occasione della conviviale rotariana organizzata al “Circolo Canottieri Irno” dal “Rotary Club Salerno” presieduto dal dottor Francesco Caggiano. Dopo la presentazione del ricco curriculum del dottor Barretta, letto dal dottor Vincenzo Caliendo, Past President del “Rotary Club Salerno” e componente della Commissione Distrettuale per la Salute Emotiva e Comportamentale, il dottor Vincenzo Barretta, ha raccontato che dagli studi epidemiologici effettuati dalla Commissione Distrettuale rotariana per la Salute Emotiva e Comportamentale e dall’ Osservatorio Nazionale sulla Salute Emotiva e Comportamentale, riferiti ad ansia, depressione e dipendenze, sono risultate percentuali molto alte che a breve saranno presentate:” Due anni fa da uno studio simile, che effettuammo su 1700 persone, risultò che quasi il 60 % aveva qualche forma di disturbo psichico, soprattutto tra i giovani”. Il dottor Barretta ha spiegato il significato del concetto di “Salute Emotiva e Comportamentale!” È una particolare concettualizzazione che comprende l’ambito della Salute Mentale, l’ambito delle Dipendenze, l’interazione tra queste due aree e le ricadute su vari aspetti della nostra salute ma anche sui sistemi sociali ed economici”. Il dottor Barretta ha spiegato che esiste una correlazione tra disagio e violenza:” È importante comprendere come il disagio emotivo influisca sulla manifestazione della violenza. Comportamenti violenti manifestano un continuum che include l’aggressività, la violenza domestica e il femminicidio, richiedendo un’analisi approfondita delle loro cause e delle loro conseguenze. Questi fenomeni non solo influiscono sulla salute emotiva delle vittime e degli aggressori, ma hanno anche ripercussioni significative a livello sociale e culturale, rendendo necessaria l’implementazione di strategie di prevenzione e intervento”. Il dottor Barretta ha spiegato quali sono le aree del disagio correlato alla violenza:” Violenza di genere, violenza e delinquenza, violenza giovanile, ruolo dei Social Media e dell’impulsività, autolesionismo, suicidi e psicopatologia”. Barretta ha spiegato che le cause della violenza sono multifattoriali:” Includono fattori educativi, culturali, sociali, ambientali, genetici ed epigenetici, psicologici, psicopatologici e comportamentali: un esempio di determinante educativo alla violenza è l’utilizzo delle punizioni corporali come stile educativo che porta ad una maggiore probabilità di presentare, in età adulta, gravi disturbi psicologici e comportamentali; tra i determinanti culturali della violenza vi sono gli stereotipi di genere che includono credenze che legittimano il dominio maschile e giustificano atti violenti; la cultura patriarcale: un modello sociale che collega erroneamente la mascolinità al bisogno di dominanza e controllo sulla donna; la cultura dello stupro e la violenza assistita ossia l’accettazione sociale della violenza come parte “normale” dei ruoli di genere, legata all’aver assistito a scene di violenza in famiglia; tra i determinanti Sociali e Ambientali ci sono i fattori socio -economici; il contesto svantaggiato: le condizioni socio – economiche precarie costituiscono un importante fattore di rischio ambientale che interagisce con le vulnerabilità individuali; i fattori culturali: il basso livello di scolarizzazione e la povertà educativa limitano gli strumenti di elaborazione emotiva e sociale. Anche l’utilizzo dei Social in modo pervasivo, specialmente nelle giovani generazioni, modifica le modalità d’interazione sociale. Anche l’abuso di sostanze come alcol e droghe altera la capacità di giudizio e aumentano la probabilità di reazioni violente. Correlati a un rischio maggiore di reazioni violente sono i disturbi mentali specifici come la depressione, i disturbi della personalità, psicosi e disturbi della condotta”. Il dottor Barretta ha parlato anche di violenza domestica:” È un ampio fenomeno che comprende episodi di comportamento controllante, coercitivo e abusivi tra partner intimi. Può manifestarsi sotto varie forme, inclusa la violenza psicologica, fisica, sessuale, finanziaria ed emotiva, e può verificarsi indipendentemente dal genere o dall’orientamento sessuale dei coinvolti”. Il dottor Barretta ha approfondito anche il fenomeno del bullismo, del cyberbullismo e quello degli haters:” Comprende individui che esprimono odio e disprezzo attraverso commenti offensivi sui social media. Questo comportamento può creare un ambiente tossico e contribuire a una cultura di intolleranza, colpendo non solo le vittime, ma anche la comunità nel suo complesso”. Il dottor Barretta ha illustrato alcuni esempi di strategie da attuare:” Per affrontare efficacemente il disagio emotivo e comportamentale è necessario implementare le strategie di Mental Health Literacy (MHL), per promuovere, mantenere e migliorare il benessere mentale, riconoscere i segnali di disagio e cercare aiuto in modo appropriato, e sensibilizzare contro la violenza. La creazione di una rete di professionisti e volontari, insieme a campagne educative e interventi mirati, rappresenta un passo cruciale verso una società più informata e consapevole. Investire nella salute emotiva porta non solo benessere individuale, ma anche a benefici tangibili in ambito sociale ed economico”. A moderare l’incontro è stata la professoressa Ida Lenza, socia del Club, Dirigente Scolastica del “Liceo Torquato Tasso” di Salerno. Aniello Palumbo




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