“Cinque personaggi in cerca d’Autore” il nuovo libro di Giuseppe Esposito lunedì 13 alla libreria “Imagine’s Book” presentato dall’associazione “Parco Storico Sichelgaita”.

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“Cinque personaggi in cerca d’Autore” non è il titolo sbagliato del famoso dramma pirandelliano in cui i personaggi sono sei, ma è il titolo del nuovo libro dell’ingegnere Giuseppe Esposito che sarà presentato alla libreria “Imagine’s Book” di Corso Garibaldi, lunedì 13 aprile alle ore 17.30, nell’incontro organizzato dall’associazione culturale “Parco Storico Sichelgaita” presieduta dalla professoressa Clotilde Baccari Cioffi. A dialogare con l’autore, moderati dal giornalista Aniello Palumbo, saranno la professoressa Clotilde Baccari Cioffi e l’avvocato Tino Iannuzzi. A leggere alcuni brani del libro sarà la professoressa Clara Cuoco. Il commento musicale sarà affidato al professore Matteo Cantarella che, accompagnandosi con la chitarra, eseguirà alcuni brani ispirati dai personaggi del libro che racconta, come scritto nel sottotitolo, i profili di cinque partenopei, tra funambolismo e anarchia. “Ho scelto questo titolo pirandelliano per il mio nuovo libro, edito da “Stamperia del Valentino, per catturare l’attenzione del lettore, incuriosirlo e invogliarlo alla lettura” – ha spiegato lo scrittore salernitano di origini napoletane – “Le analogie con Pirandello non si fermano soltanto al titolo del libro, ma si estendono ai personaggi di Pirandello che, nati dalla mente di un autore, che poi li abbandona, cercano un autore che porti in scena la loro vita drammatica. I miei personaggi, non sono frutto della fantasia, ma sono realmente esistiti: hanno vissuto a Napoli tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX secolo e, come tutti coloro che in questa città hanno subito delle ingiustizie sociali, anche loro, come i personaggi di Pirandello, hanno cercato di reagire, non rassegnandosi alle circostanze avverse iniziali o a ciò che sembrava pre-destinato, per vivere una vita migliore. I personaggi del libro, ognuno a suo modo, seguendo la filosofia di vita napoletana dell’arte di arrangiarsi, basata sulla resilienza, sulla creatività e sulla capacità di adattamento, hanno affrontato l’esistenza seguendo le loro attitudini: il primo personaggio raccontato nel libro, riesce a trasformare una sua particolare abilità nella opportunità di diventare un fenomeno famoso in tutto il mondo e addirittura di entrare nel linguaggio del popolo napoletano. Tutti hanno sentito dire, a proposito di qualcuno che cerca di barcamenarsi in una situazione precaria e difficile:” me pare Arturo ‘ncoppo ‘o filo”. Arturo era un saltimbanco, di origini boeme, un funambolo, dotato di un senso dell’equilibrio fuori dal comune: si esibiva in Piazza Mercato, su una corda lunga più di 80 metri, tesa tra due edifici a 18 metri da terra”. L’atro personaggio raccontato nel libro di Esposito è Don Ciccio Cacozza:” Era il volto gentile dell’anarchia napoletana: un non violento che si opponeva all’autorità e all’organizzazione gerarchica e che per questo veniva arrestato continuamente dalla Polizia, non opponendo però mai resistenza. Lo si potrebbe definire un capopolo pacifista nella Napoli postunitaria che divenne assai popolare per la sua difesa dei più deboli.  Era una delle figure più importanti dell’anarchismo napoletano insieme a Enrico Malatesta e Umberto Vanguardia”.  Un’altra tra le figure che caratterizzarono il periodo a cavallo tra la fine del XIX secolo e i primi due decenni del XX fu quella di Adolfo Narciso, icona della Napoli che non c’è più:” Era nato nel giugno del 1877 nel popolare quartiere dei Tribunali. Nonostante il padre facesse l’orafo, le condizioni della sua famiglia erano piuttosto disagiate e quindi all’età di 14 anni dovette cercare un lavoro. Dopo aver lavorato come fattorino postale, grazie all’impresario teatrale siciliano Carlo Arcuri entrò, senza successo, nel mondo dello spettacolo, ambiente in cui aveva già avuto un’esperienza: insieme ad un suo coetaneo, Enrico, si era esibito come posteggiatore nel “Caffè dei Mannesi”. I due destini si separarono: Enrico divenne Enrico Caruso, uno dei tenori più importanti del nostro teatro lirico, famoso in tutto il mondo e Adolfo divenne un macchiettista che si esibiva nello stabilimento balneare “Eldorado Lucia” sotto Castel dell’Ovo”. Entrò anche a far parte della compagnia teatrale di Raffaele Viviani, ma al culmine del suo successo, Narciso ebbe un incidente nel quale perse l’occhio destro. A quel punto si ritirò dalle scene e iniziò una nuova avventura nel mondo del giornalismo e della scrittura”. Il quarto personaggio del libro dell’ingegnere Esposito si chiama Enigma, nome d’arte di Raoul Pagnanelli, nato a Napoli nel 1896:” È stata la prima drag queen italiana. Pagnanelli fu un precursore dei tempi. Aveva cominciato a travestirsi da donna sin dai primi spettacoli di varietà a cui aveva preso parte sulla scia del successo che quel tipo di spettacolo riscuoteva a New York, a Parigi, a Berlino e a Londra. Pagnanelli non ebbe mai problemi con la legge. I suoi travestimenti restavano esclusivamente relegati nell’ambito teatrale e i suoi spettacoli erano diretti esclusivamente a un pubblico maschile. Pagnanelli, che aveva una voce da tenore, che adattava anche a quella di soprano, era capace di imitare le più grandi star del momento, le protagoniste dell’empireo della canzone del tempo.  Alla fine dell’imitazione si toglieva la parrucca e si mostrava al pubblico stupito   in quello che era il suo vero sesso. Fu una figura significativa nel panorama artistico italiano della prima metà del Novecento, un pioniere del trasformismo e un antesignano delle moderne drag queen”. L’ultimo personaggio raccontato nel libro è Francesco Cangiullo che fu tra le figure di spicco del movimento futurista a Napoli:” Il Futurismo fu la prima avanguardia storica del ‘900 e fu fondato da Filippo Tommaso Marinetti a Milano. Il movimento ruotava intorno ai concetti di esaltazione della velocità, il mito della macchina e del progressivismo. Marinetti, che aveva pubblicato il suo “Manifesto del Futurismo” presso l’editore napoletano Bideri, scelse di presentare ufficialmente il suo Movimento presso il teatro Mercadante di Napoli. Sul palco con lui vi erano tutti i paladini del Movimento: Palazzeschi, Boccioni, Carrà, Russolo, Altomare e Bozza. La prima adesione napoletana al gruppo futurista fu quella di Francesco Cangiullo, scrittore, poeta, compositore ed anche pittore figurativo, che fu subito coinvolto in tutte le attività del fondatore Marinetti, di cui fu spalla, segretario, ed anche suggeritore. Cangiullo scrisse varie opere futuriste come:” Il mobilio futurista” e “Caffè concerto: Alfabeto a sorpresa”. Collaborò anche con Ettore Petrolini per il quale scrisse varie pièce teatrali di successo”.                                                                 Aniello Palumbo

 

 


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