40 anni dal terremoto del 1980, il Papa: ferite non ancora sanate. Mattarella: peggior catastrofe della Repubblica.

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Un' immagine d' archivio dei danni causati a Sant' Angelo dei Lombardi dal terremoto del 23 novembre 1980 in Irpinia (magnitudo Richter 6,8 - 2.570 morti). ARCHIVIO / ANSA / PAL
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Il Papa all’Angelus ha ricordato il terremoto dell’Irpinia di 40 anni fa. “Desidero inviare un pensiero speciale alle popolazioni della Campania e della Basilicata a quaranta anni dal disastroso terremoto che ebbe il suo epicentro in Irpinia e seminò morte e distruzione”, ha detto il Pontefice.

“Quell’evento drammatico le cui ferite anche materiali non sono ancora del tutto rimarginate – ha aggiunto Papa Francesco – ha evidenziato la generosità e la solidarietà degli italiani. Ne sono testimonianza tanti gemellaggi tra paesi terremotati e quelli del nord e del centro i cui legami ancora sussistono queste iniziative hanno favorito il faticoso cammino della ricostruzione e soprattutto la fraternità tra le diverse comunità della Penisola”. (ANSA).

“Sono trascorsi quarant’anni dall’immane tragedia provocata dal terremoto che devastò l’Irpinia e la Basilicata, colpendo anche parte della Puglia.

Quasi tremila persone morirono sotto le macerie delle proprie case, o in conseguenza delle distruzioni di edifici.

Tante vite non poterono essere salvate per le difficoltà e i ritardi nei soccorsi. Il numero dei senzatetto si contò in centinaia di migliaia: sofferenze, disperazione, sacrifici che si sono prolungati per anni nel percorso di ricostruzione. Nella ricorrenza del più catastrofico evento della storia repubblicana desidero anzitutto ricordare le vittime, e con esse il dolore inestinguibile dei familiari, ai quali esprimo i miei sentimenti di vicinanza. Anche il senso di comunità che consentì allora di reagire, di affrontare la drammatica emergenza, e quindi di riedificare borghi, paesi, centri abitati, e con essi le reti di comunicazione, le attività produttive, i servizi, le scuole, appartiene alla nostra memoria civile. Profonda è stata la ferita alle popolazioni e ai territori. Immensa la volontà e la forza per ripartire”. Lo afferma in una dichiarazione il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. (ANSA).

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