Arriva il Wellness Wave Festival.
Quando l’arte diventa wellness: estetica, neuroscienze e nuove economie del benessere
È in questa direzione che si colloca il Wellness Wave Festival, in programma tra Vietri sul Mare e Salerno dal 21 al 24 maggio 2026, promosso da Lila Marga ASD PS ETS e diretto da Eliana Andreozzi.
L’evento si inserisce nel crescente filone dei festival “esperienziali”, dove il territorio diventa dispositivo culturale e il benessere una categoria progettuale.
Gli appuntamenti in programma
Yoga, pratiche mindfulness, attività outdoor e laboratori creativi compongono una programmazione che riflette una tendenza ormai consolidata: la trasformazione della cultura in infrastruttura del wellbeing. Non più semplice fruizione, ma partecipazione attiva a dispositivi di rigenerazione psicofisica e sociale.
All’interno del festival si inserisce la presentazione del volume “Arte: un investimento in bellezza” dell’avvocato Gianluca Iaione, che affronta il valore dell’arte come asset culturale ed economico, spostando il focus dalla sola dimensione estetica alla sua capacità di generare impatto sociale e cognitivo.
Questa cornice teorica trova un’estensione nel lavoro dell’artista e regista Nello Petrucci, già presente alla Biennale di Venezia 2024, che presenterà materiali legati a un progetto filmico dedicato al rapporto tra arte e neuroscienze, con interviste a ricercatori internazionali. Il progetto si inserisce nel più ampio trend di ibridazione tra linguaggi artistici e divulgazione scientifica.
Teoria e pratica
Accanto alla dimensione artistica e teorica, il festival costruisce una costellazione di pratiche e figure che attraversano yoga, nutrizione, terapia e arti applicate. Tra queste, gli insegnanti di yoga Eliana Andreozzi, Angela Taylor, Anna Gaito, Maria Chiara Mascia, Mattia Mautone e Luigi Cardone; insieme a Giusy Ledda e Amadio Bianchi.
Il perimetro si allarga alla dimensione clinico-relazionale con la psicoterapeuta Veronica Benincasa e la nutrizionista Rosaria Avallone, mentre il rapporto con territorio e saperi locali è rappresentato dalla chef Cristina De Vita e dalla ceramista e counselor Isadora Mariani, in dialogo con la tradizione ceramica di Ceramica Solimene.
Sul versante performativo e artistico si collocano Flavia d’Aiello, Elvira Landi e l’esperienza sonora di Teodoro Castolo, che si inseriscono nella crescente attenzione per pratiche artistiche immersive e multisensoriali.
Il dispositivo festivaliero include inoltre pratiche legate al movimento e al paesaggio con Adriano De Falco, mentre il dialogo con la produzione culturale locale è affidato a figure come Angela Albarano, Federica Scarpetta e Anna Caterina Scarpetta.
La dimensione internazionale, sempre più frequente nei festival di area mediterranea, è rappresentata da Angela Taylor, dalla scrittrice Kathy Curto e dal pittore William Papaleo.
Il quadro complessivo restituisce l’immagine di un format che si colloca tra festival culturale, piattaforma esperienziale e dispositivo di welfare territoriale. Una forma ibrida, ormai sempre più diffusa, in cui l’arte viene progressivamente assorbita all’interno di un’economia dell’esperienza che ridefinisce pubblici, linguaggi e funzioni.
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