Sulla questione dell’Ospedale di Pogerola mai entrato in funzione intervengono i sindaci di Maiori ed Atrani, Gianpiero Romano (peraltro medico) e Michele Siravo.
Romano (Maiori): avviare istruttoria condivisa
La proposta avanzata da Maiori è quella di avviare un’istruttoria che coinvolga ASL Salerno, Regione Campania e Comuni della Costiera, a partire da Amalfi, per acquisire elementi concreti sulla situazione dell’immobile. Tra gli aspetti da approfondire figurano le condizioni della struttura, gli eventuali costi di recupero, le esigenze sanitarie e sociosanitarie del territorio e le possibili fonti di finanziamento.
La questione potrebbe inoltre essere sottoposta al Comitato dei Sindaci del Distretto 63 e agli altri organismi istituzionali competenti.
Nel documento diffuso dal Comune di Maiori viene evidenziata anche l’opportunità di rafforzare il coordinamento tra le amministrazioni della Costa d’Amalfi attraverso una Conferenza dei Sindaci. In questo senso, Maiori manifesta la propria disponibilità a esaminare il disciplinare già proposto da Atrani e a valutare la definizione di una convenzione tra i Comuni ai sensi dell’articolo 30 del Testo unico degli enti locali, con l’obiettivo di stabilire modalità di rappresentanza, regole e continuità del confronto.
Convenzione e Conferenza dei sindaci
A sostegno della proposta vengono richiamate alcune esperienze maturate in altri territori italiani. Nel Litorale Cilento Sud, Regione Campania e tredici Comuni costieri hanno adottato un percorso basato su protocollo d’intesa, convenzione tra gli enti, Comune capofila e Conferenza dei Sindaci. Nel Litorale Veneto, invece, la Conferenza dei Sindaci è stata istituita attraverso una legge regionale ed è stata affiancata da un’associazione dei Comuni quale soggetto operativo per i progetti comuni.
«Il disciplinare è il primo passo di un percorso non più rinviabile. Occorre tradurlo in una convenzione tra i Comuni e avviare con la Regione Campania il percorso per il riconoscimento della Conferenza quale interlocutore stabile della programmazione territoriale», afferma Romano. «La Costiera ha bisogno di uno strumento politico e istituzionale attraverso il quale affrontare insieme le questioni che superano i confini dei singoli Comuni, costruire posizioni comuni e sostenerle nelle sedi competenti».
Verificare interesse pubblico
Per quanto riguarda nello specifico il San Michele, la posizione di Maiori prevede innanzitutto una verifica dell’eventuale interesse pubblico alla conservazione e al riutilizzo della struttura. La Conferenza dei Sindaci, in questo scenario, avrebbe un ruolo di coordinamento tra le amministrazioni costiere, senza sovrapporsi agli organismi previsti dalla normativa sanitaria.
Solo nel caso in cui le ipotesi di utilizzo pubblico risultassero concretamente impraticabili, secondo la posizione espressa da Maiori, potrebbe essere valutata l’eventuale alienazione dell’immobile. Anche in tale eventualità, il Comune propone una preventiva ricognizione dell’interesse da parte degli enti pubblici e dei Comuni della Costiera, con particolare riferimento al Comune di Amalfi.
Nel caso di vendita, viene inoltre indicata la possibilità di valutare un diritto di priorità per i Comuni costieri, singolarmente o in forma associata, alle stesse condizioni economiche previste dalla procedura.
Il Comune richiama infine l’articolo 28, comma 10, della legge regionale n. 32 del 1994, che prevede la destinazione del ricavato dalla vendita dei beni delle aziende sanitarie a nuovi investimenti coerenti con la programmazione regionale.
Su questo punto Maiori chiede che, qualora si arrivasse alla vendita del San Michele, le risorse possano essere destinate al territorio della Costa d’Amalfi, attraverso interventi nel settore sanitario e sociosanitario e mediante atti pubblici e rendicontati.
«Su questa vicenda servono una posizione comune e un percorso chiaro: prima la verifica dell’interesse pubblico, poi la priorità ai Comuni del territorio e, soltanto come ultima possibilità, la vendita. In ogni caso, il valore del San Michele dovrà restare al servizio della Costiera», conclude Romano.
Siravo (Atrani): uffici ASCCCA ed una RSA
La vicenda del complesso San Michele di Pogerola , pur non riguardando direttamente il comune di Atrani, ma di Amalfi,lo stesso ha deciso di proporre per una struttura sanitaria mai utilizzata, prima che l’ASL Salerno completi l’iter di autorizzazione alla vendita presso la Regione Campania,una serie di proposte che dovranno essere tenute in debita considerazione, poiché prima che un patrimonio pubblico costiero, nato con soldi pubblici di tutti ,merita di restare al servizio dei cittadini prima di essere messo sul mercato.
RSA Costiera
“Quello che sento più spesso dai cittadini, parlando di San Michele di Pogerola, è il bisogno di una RSA, di una struttura dedicata alla cura e all’assistenza degli anziani della Costiera -ha dichiarato il sindaco di Atrani Michele Siravo—ovvero una risposta concreta a un’esigenza reale del territorio. A questa idea si potrebbe affiancare, se ci sarà spazio, anche un presidio con uffici dedicati ai servizi sociali della Costiera Amalfitana, a prescindere da chi li gestirà in futuro. Tengo a sottolineare-ha continuato il sindaco Siravo – che gli uffici dell’ ASCCCA, l’Azienda Speciale Consortile Cava-Costa d’Amalfi, un modello nato sotto la precedente gestione di Cava de’ Tirreni, dove Atrani, non ha mai ratificato l’adesione, perché riteniamo che quel modello debba ancora chiarire molti aspetti, ha la sede amministrativa dei servizi sociosanitari anche dell’ambito della Costa d’Amalfi. temporaneamente, a Cava de’ Tirreni, lontana dai cittadini della costiera.
Per cui avere un presidio fisico qui, sul territorio, a San Michele di Pogerola,vorrebbe dire avvicinare i servizi ai cittadini e avere davvero il polso delle esigenze reali della Costiera. È un’idea che vale a prescindere da quale ente gestirà domani questi servizi Anche questa è trasparenza dovuta ai cittadini.”
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