Il 25 aprile di Acli Salerno.

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Ci prepariamo alla giornata del 25 Aprile per ricordare i sacrifici e le speranze con cui superammo la terribile crisi della nostra identità nazionale con il cuore pieno di angoscia e di timore.

Oggi la nostra Patria vive un momento di grande difficoltà per una emergenza sanitaria ed economica che si traduce in crisi sociale e politica. Sembra che la politica, quella vera e buona, sia oscurata da una nube di rancore e di discordia, incapace nel dare risposta ai drammatici interrogativi che ciascuno si pone.

Persino il ricordo della capacità di ribellarsi alla ingiustizia ed al degrado della persona umana e della vita civile – che fu la virtù italiana nei momenti drammatici della guerra e della occupazione straniera – appare lontana ed impossibile. Così muore la memoria e con essa la speranza.

Il 25 aprile è la ricorrenza dei ribelli per amore; non per vendetta, non per una volontà di guerra, non per settarismo. E’ la giornata per fare memoria di quei valori che ci aiutarono ad uscire dal buio della guerra e dal declino civile, sociale e politico ed a ritrovare quel coraggio che ci permise di salvare l’Italia contro ogni speranza.

E’ l’occasione per affermare, nella complessità delle revisioni storiche, che si trattò di un movimento di popolo anche spontaneo, rispetto a cui la lotta armata in montagna o nel cuore dei municipi, pur necessaria, era solo uno dei fattori.

Come Acli provinciali di Salerno, facciamo nostro l’appello di ANPC ed ANPI a ripercorrere le strade di liberazione fatte di storie, aneddoti, pietre d’inciampo e volti che narrano di uomini e donne, ragazze e ragazzi, che hanno voluto guardare in faccia il mondo e vivere pienamente la loro realtà.

Lo hanno fatto con normalità facendo scelte straordinarie, incapaci spesso di opporre resistenza al richiamo forte della propria coscienza, che li sollecitava a pronunciare parole, ad intervenire in prima persona per fermare l’ingiustizia, le delazioni patite dai propri vicini di casa o quella dei rastrellamenti di massa.

Resta un enorme patrimonio di ricordi, sempre meno le testimonianze fisiche che hanno segnato un cammino straordinariamente nuovo, un destino di un popolo e delle sue future generazioni.

Il prezzo pagato è stato alto, a fronte di una preziosa eredità che oggi siamo chiamati a custodire.

Resistere è una virtù, laica e cristiana, quando ci viene chiesto di opporci all’evidenza dell’ingiustizia, dell’iniquità e dell’indifferenza e la lotta per la liberazione è stata una scelta di coraggio sul flebile crinale tra resa e resistenza.

Per quanto sia pesante oggi il vivere, profonda la disaffezione per la politica, per quanto drammatiche siano le condizioni del lavoro, per quanto possa essere paralizzante la sfiducia e cinica la scomparsa prematura di troppe persone, per quanto sia scandalosa l’assenza dei cristiani, nulla è perduto se non viene meno la speranza ed il coraggio.

Per questo, nonostante le difficoltà, invitiamo tutti a trovare il modo di celebrare assieme questo 25 aprile, convinti che questo sforzo ci sarà di aiuto per contribuire alla costruzione delle nostre comunità e per la nostra stessa liberazione.

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