Un’ampia attività investigativa della Guardia di Finanza di Napoli, coordinata dalla Procura regionale della Corte dei conti della Campania, ha permesso di recuperare oltre tre milioni di euro di imposte regionali sulle concessioni demaniali marittime mai versate dagli operatori portuali di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia.
L’indagine, condotta dal Nucleo di Polizia Economico‑Finanziaria e dal Reparto Operativo Aeronavale, ha passato al setaccio la regolarità delle concessioni rilasciate dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, evidenziando un dato sorprendente: nessun concessionario aveva corrisposto l’addizionale regionale prevista sui canoni demaniali.
Sulla base delle risultanze delle Fiamme Gialle, l’Autorità portuale ha inviato 422 avvisi di messa in mora ai concessionari inadempienti, chiedendo il pagamento dell’imposta dovuta.
Ad oggi, nelle casse della Regione Campania sono già confluiti 3.132.000 euro, cifra destinata a crescere con il completamento delle procedure di recupero.
L’imposta regionale sulle concessioni demaniali marittime:
- è prevista dall’art. 2 della legge 281/1970;
- è stata recepita dalla Campania con la legge regionale 1/1972;
- ammonta a una percentuale variabile tra il 10% e il 25% del canone.
Per anni si era ritenuto — in modo errato — che tale imposta non si applicasse alle concessioni rilasciate dalle Autorità di Sistema Portuale, ma solo a quelle rilasciate da enti come i Comuni. La sentenza n. 131/2024 della Corte costituzionale ha chiarito definitivamente il quadro, confermando la piena applicabilità dell’imposta anche alle Autorità portuali.
Il caso ha un impatto significativo su diversi fronti:
- finanza pubblica: recupero immediato e incremento strutturale delle entrate regionali;
- concorrenza: fine di un vantaggio ingiustificato per gli operatori portuali rispetto ad altri concessionari demaniali;
- governance del demanio: necessità di maggiore coordinamento tra Stato, Regioni e Autorità portuali;
- effetto domino: altre Regioni potrebbero avviare verifiche analoghe.
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