Home Cultura e Società Associazionismo “Dall’Europa di Lepanto all’Europa di Bruxelles”. L’avvocato Casale e la dottoressa Bonomo...

“Dall’Europa di Lepanto all’Europa di Bruxelles”. L’avvocato Casale e la dottoressa Bonomo al convegno organizzato dalla “Università della Terza Età” di Salerno.

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“Se a Lepanto i nostri antenati furono chiamati a scegliere tra il combattimento fisico e la dissoluzione, oggi siamo chiamati a scegliere quale futuro vogliamo per l’Europa e l’Italia: quella di Lepanto o quella della sottomissione alla Sharia? Dobbiamo fare la nostra parte con coerenza nella vita pubblica, sociale, culturale e politica”. Con questo accorato appello è iniziata la relazione del professor Francesco Casale, scrittore,  avvocato canonista presso i Tribunali Ecclesiastici della Conferenza Episcopale Italiana, presentata in occasione del convegno intitolato “Dall’Europa di Lepanto all’Europa di Bruxelles: il 7 ottobre, il Santo Rosario, il “problema islamico”, tenutosi nella grande sala del chiostro del Convento Francescano di Salerno, organizzato dalla “Università della Terza Età”, diretta dalla professoressa Florinda Battiloro   che ha voluto inaugurare l’anno sociale trattando un tema di grande attualità con l’avvocato  Francesco Casale e con la dottoressa Marialuisa Bonomo, studiosa dell’islam,  da oltre 16 anni assistente personale di Magdi Cristiano Allam, il più qualificato esperto di islam in Italia, musulmano convertito al cristianesimo, sotto scorta da decenni perché vittima di una condanna a morte da parte dell’Islam L’avvocato Casale nel suo intervento  ha ricordato la Battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571:” Quando la flotta cristiana sconfisse quella ottomana, salvando l’Europa dalla islamizzazione. San Pio V attribuì la vittoria contro i Turchi non solo al coraggio dei comandanti e dei soldati, ma alla fede cattolica degli europei che accompagnarono la flotta con la recita corale del Rosario in tutta la Cristianità: le cronache raccontano che San Pio V pregava a Roma con i cristiani e a mezzogiorno ebbe, durante la recita del Rosario, una visione. In quella visione lui colse questa vittoria e la annunciò. Pio V istituì la festa di “Santa Maria della Vittoria”, poi trasformata da Gregorio XIII in “Madonna del Rosario”, e attribuì alla Madonna il titolo di “Auxilium Christianorum” (Aiuto dei Cristiani)”. L’avvocato Casale ha spiegato che la minaccia islamica, a distanza di secoli, non è svanita:” In Europa, con forme differenti, si ripresenta oggi: abbiamo un confronto piuttosto serio con l’Islam nella sua espressione politico-ideologica a sfondo religioso, e ne vediamo ogni giorno le problematiche. La Fratellanza Musulmana salafita, attraverso la sua rete di organizzazioni satelliti, è riuscita ad insinuarsi nelle istituzioni europee e ad accedere a fondi UE. In Italia, attraverso associazioni come l’UCOII (Unione delle Comunità Islamiche), finanzia con milioni di euro l’edificazione di moschee e le attività degli imam, che molto spesso sono predicazioni d’odio. Questo problema è reso ancora più acuto dalla concomitante crisi demografica, dagli interessi economici (manodopera a basso costo) che hanno sostenuto flussi migratori irregolari che un’élite progressista, incapace di comprendere, usa per calcoli tattici di natura politica”. Casale auspica che i cristiani prendano coscienza della peculiarità dell’Islam:” Lo richiamava già San Giovanni Paolo II nell’esortazione post-sinodale “Ecclesia in Europa”: è difficile il dialogo e occorre che i cristiani prendano coscienza di questo e superino un po’ la concezione devozionistica e alimentino anche la cultura, le radici, il senso della testimonianza coerente, perché è evidente che è in gioco non soltanto la libertà civile. Si parla molto del problema delle donne, del burqa, ma questo è un problema marginale; c’è un problema di affermazione della fede cristiana come riscoperta della unicità e universalità del sacrificio redentivo di Gesù Cristo. Lui ha detto: “Io sono la via, la verità e la vita”. I cristiani devono riscoprire questa realtà e devono viverla coerentemente”. Casale ha ricordato che in Francia è stato coniato il termine “islamo-gauchisme” (islamo-sinistrismo):” Un neologismo che viene utilizzato per descrivere una presunta alleanza ideologica ed elettorale tra la sinistra radicale (la gauche) e i movimenti legati all’Islam politico – religioso. Questa parte della politica non si rende conto del grave pericolo di questa situazione singolare, anche perché la realtà del laicismo della sinistra è quanto di più lontano c’è da ciò che l’Islam professa. Però c’è un tatticismo politico che evidentemente in questo momento fa sì che si attui questa scelta suicida”. Casale ha anche ricordato l’incontro tra San Francesco e il Sultano d’Egitto:” San Francesco nel 1219 andò dal Sultano Malik al-Kamil non come un pacifista nel senso moderno, ma principalmente per predicare il Vangelo e convertire il Sultano o accettare il martirio. Quando il Sultano gli chiese perché i cristiani combattessero le Crociate se il Vangelo dice di porgere l’altra guancia, Francesco rispose che i cristiani combattono giustamente perché gli islamici occupano i luoghi santi e usano violenza contro il nome di Cristo”. Casale ha spiegato che Lepanto ha ancora  oggi un suo significato:” Non soltanto richiama il valore del Rosario come strumento accessibile di resistenza interiore in questo clima di facile quanto superficiale pacifismo ecclesiastico e devozionismo molto spesso fine a sé stesso, significa anche riscoprire, l’eredità, l’identità storica e spirituale dell’Europa e dell’Occidente, anche in vista di un possibile dialogo interreligioso che è possibile solo se i cristiani sono consapevoli di chi sono e della propria storia. La festa del 7 ottobre ci ricorda pure che le istituzioni, le libertà, la stessa geografia del continente sono frutto di precisi snodi storici in cui la componente cristiana è stata determinante. Oggi, a distanza di quasi 500 anni, quell’esempio ci pare necessario perché il vero miracolo di Lepanto fu l’unione dei popoli europei, sempre in competizione tra loro, l’unione contro il nemico comune per la salvaguardia della propria civiltà. Se le nostre donne sono libere e non portano il burqa lo dobbiamo a Lepanto. Se si è potuto sviluppare quella sana laicità frutto dell’umanesimo fondato sulla filosofia scolastica e sul sano rapporto di fede e ragione che ha permesso di erigere le basi solide dei diritti umani poi rilanciati con l’illuminismo, e la prosperità delle società occidentali con la rivoluzione industriale a cui tutti guardano come efficace modello di sviluppo, lo dobbiamo a Lepanto”. L’avvocato Casale ha anche raccontato come è nata la bandiera europea: “Il Consiglio d’Europa indisse nel 1951 un concorso per un vessillo. L’autore del bozzetto vincente fu Arséne Heitz, un grafico belga noto devoto mariano. L’azzurro è il colore della Vergine, le 12 stelle sono quelle che circondano il capo della donna dell’Apocalisse (Maria) e le 12 tribù d’Israele / 12 apostoli, impresse sulla Medaglia Miracolosa. La firma solenne del documento avvenne l’8 dicembre 1955, giorno della festa dell’Immacolata Concezione. L’Europa laicista, senza volerlo, ha adottato un simbolo mariano”.  La dottoressa Maria Luisa Bonomo ha ricordato che sono trascorsi 453 anni dalla vittoria di Lepanto:” Una vittoria che di fatto sancì la consacrazione della fede cristiana dell’Europa. A 453 anni di distanza, l’Europa è sempre più scristianizzata ed è sempre più islamizzata. Possiamo definire Bruxelles come la capitale islamica dell’Unione Europea: in questa città il 24% della popolazione è musulmana, ma il lato più inquietante e preoccupante è che la popolazione al di sotto dei 30 anni al 40% è dei musulmani. A Bruxelles e in altre capitali europee, il primo nome tra i nuovi nati è Mohammed. Ecco perché è fondamentale oggi conoscere la realtà dell’Islam per salvaguardare la nostra civiltà cristiana, quella che fu difesa a Lepanto”. La dottoressa Bonomo ha spiegato che i musulmani come persone vanno rispettati:” Vanno valutati sulla base delle loro azioni individuali, come succede a noi; ma al tempo stesso dobbiamo sapere che l’Islam non è una religione compatibile con la nostra umanità. L’Islam è l’Islam, sempre e ovunque. Il Corano non predica l’amore verso il prossimo e Maometto non è stato un uomo di pace. Oggi, a 453 anni da Lepanto, ognuno di noi ha la responsabilità di salvaguardare la nostra civiltà cristiana, dalle radici giudaico-cristiane, che si fonda sulla sacralità della vita, sulla pari dignità tra uomo e donna e sulla libertà di scelta personale”. La dottoressa Bonomo ha spiegato che l’islamizzazione dell’Europa è promossa oggi pubblicamente dalla Turchia di Erdoğan, dall’Arabia Saudita, dal Qatar e gode dell’appoggio di tutti i paesi islamici e di tutte le organizzazioni islamiche a loro affiliate:” Oggi non si combatte più con la spada ma con altre armi. La prima, ed è quella che sta veramente avendo un ottimo successo, è l’arma demografica. Nel 1974, in un discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, l’allora presidente algerino Boumédiène si alzò e candidamente, pubblicamente disse: “Sarà il ventre delle nostre donne a dare la vittoria”. Nel 2017 il presidente turco Erdoğan, nel pieno di una crisi diplomatica tra la Turchia, la Germania e i Paesi Bassi, in un comizio pubblico si rivolse direttamente ai residenti turchi della Germania e dei Paesi Bassi e disse: “Finora vi abbiamo chiesto di fare tre figli; da oggi vi chiediamo di farne cinque. Comprate le macchine più belle, abitate le case più belle, perché voi siete il futuro dell’Europa”. Ed è innegabile che siamo nel pieno di un vuoto demografico, perché noi europei non facciamo più figli: abbiamo un tasso di fertilità dell’1.2 che è totalmente inadeguato, è impossibile che i nostri figli sostituiscano noi genitori. I musulmani hanno un tasso del 3.1. Quindi questa non è un’ideologia, non è una propaganda politica, questa è statistica. Quindi è inevitabile che il vuoto demografico sarà riempito da loro. Questo vuoto demografico, però, è riempito anche con l’accoglienza indiscriminata di clandestini islamici, impropriamente chiamati immigrati, che riempiono quei vuoti lavorativi che gli europei o in generale gli occidentali non vogliono fare o non possono fare. La seconda arma è l’arma finanziaria. Londra è la capitale della finanza islamica mondiale. A fronte di un’ingente quantità di denaro nelle banche, nei settori strategici degli Stati (gli armamenti, i settori energetici), nello sport, nelle proprietà, negli immobili di lusso, a fronte di tutto questo si condizionano i governi e si richiede una contropartita: la costruzione delle moschee, che non sono un luogo di culto, ma sono un luogo dove si pratica il lavaggio del cervello, dove si pratica un indottrinamento. L’altra arma è l’infiltrazione nelle istituzioni pubbliche:” Si costituiscono le comunità musulmane residenti, si costituiscono nei propri partiti e attraverso il puro esercizio democratico formale del voto vengono eletti: il comune di Bruxelles è totalmente islamico. Ci sono anche altre forme di influenza islamica: online, in rete, ci sono le influencer del velo; c’è la promozione dei cibi halal, l’ostentazione della preghiera pubblica dei musulmani nelle nostre piazze e nelle nostre strade; ora c’è la piscina per sole donne islamiche che vanno col burkini: un costume che le copre dalla testa ai piedi. Tutte queste manifestazioni esteriori rappresentano e attestano una rapida islamizzazione della società. In questo contesto, il terrorismo islamico, cioè i terroristi che compiono efferati attentati o che vengono fermati un minuto prima nel chiaro obiettivo di ammazzare quante più persone possibile e/o di farsi ammazzare, acquisendo di fatto la santità del martire islamico che garantirà loro l’ingresso immediato nel paradiso di Allah, in questo contesto i terroristi islamici non solo sono la punta dell’iceberg, ma sono funzionali ai centri di potere che promuovono la islamizzazione: oggi i veri musulmani sono i terroristi islamici.   (Foto di Sabato Scarpa).

Aniello Palumbo


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