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VeliaTeatro continua in settembre e inventa un festival nel festival

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La rassegna sull’espressione tragica e comica del teatro antico continua il suo tour all’Antiquarium di Palinuro (4 settembre) e nel borgo medievale di Rodio (5 settembre), per approdare il lunedì successivo nel cortile del Castello Talamo Atenolfi di Castelnuovo Cilento, ai piedi della Torre Angioina.

Qui si terrà – dal 7 al 17 settembre – un vero ‘festival nel festival’: cinque spettacoli in 10 giorni.

In scena, i due poemi omerici nella versione per voce sola di Gianluigi Tosto, «L’arbitrato» di Menandro con le maschere di Roberto Zorzut, il «Simposio di Platone» nell’interpretazione di Christian Poggioni con le musiche originali di Irina Solinas e la rivisitazione in chiave contemporanea di «Medea e Clitennestra», uno spettacolo di Angela Malfitano tratto da Dario Fo, Franca Rame e Marguerite Yourcenar.

Programma

Palinuro (Sa) – Antiquarium – Località Ficocella

  • Venerdì 4 settembre ore 20,30

“E tu onore di pianti, Ettore, avrai”
Lectio brevis di Angela Iannuzzi
A seguire
Omero. ILIADE
Regia e interpretazione di Gianluigi Tosto
Nell’Iliade i sentimenti non conoscono mezze misure e da tale integrità scaturisce la struttura netta, decisa, a tinte forti, della narrazione. L’ira di Achille, la superbia e l’arroganza di Agamennone, la celebrazione della potenza dell’esercito greco nel celebre catalogo delle navi, la cruenza delle battaglie, lo slancio giovanile di Patroclo, l’eroismo di Ettore, il dolore di Priamo: tutto assume dimensioni epiche e un sapore ancestrale, quasi primitivo, ogni situazione esprime un sentimento nella sua totalità. La voce dell’attore incarna di volta in volta il punto di vista più oggettivo del narratore o i punti di vista più emotivamente sentiti di alcuni dei personaggi coinvolti nella vicenda.
Sullo sfondo delle battaglie raccontate da Omero, necessariamente ridotte nella loro ampia articolazione, si è voluto porre in primo piano soprattutto questi grandi sentimenti dei personaggi umani, le loro virtù e le loro debolezze, le loro passioni e le loro sofferenze che, ancora oggi, dopo migliaia d’anni toccano con le loro corde gli animi di tutti noi.
Quanto agli strumenti, il suono di guerra del djembé accompagna la lite fra Achille e Agamennone o l’esibizione di forza dei Greci nel catalogo delle navi; delle mazze di ferro ritmano le cruente battaglie fra i due eserciti; il gong annuncia l’intervento sempre decisivo degli dèi; i campanellini indiani fanno emergere dal mare Teti, la madre di Achille, e la innalzano in cielo al cospetto di Giove; la ciotola tibetana evoca il sogno di Agamennone o celebra le esequie funebri di Ettore.
La traduzione utilizzata è, di base, quella di Vincenzo Monti che, rispolverata dalla patina scolastica, si è rivelata la più evocativa e la più adatta a lasciare emergere l’andamento lirico e musicale dell’opera, senza nulla togliere alla concretezza e allo spessore emotivo dei sentimenti espressi. Ma Tosto ha voluto alternare, per variare il linguaggio e i ritmi, anche altre traduzioni, quale quella del Romagnoli, o altre più moderne come quelle di Calzecchi Onesti e di Giammarco.

 

Rodio di Pisciotta (Sa) – piazza Vittoria

  • Sabato 5 settembre ore 20.30

Evento in collaborazione con l’Associazione “Fucina Rhodium”
“Il canto e la memoria del viaggio tra seduzione e ritorno”
Lectio brevis di Angela Iannuzzi
A seguire
Omero. ODISSEA
Regia e interpretazione di Gianluigi Tosto
La struttura narrativa dell’Odissea è molto più varia e articolata di quella dell’Iliade e ben diversi sono i toni e le atmosfere che si incontrano seguendo Ulisse nelle sue lunghe peregrinazioni.
I suoni e i clamori della guerra di Troia e dei grandi duelli fra eroi lasciano il posto alla malinconia e alla nostalgia della patria, alla delicatezza dell’incontro con Nausicaa, alla festosità dell’accoglienza dei Feaci, al pianto per il racconto di Demodoco, allo stupore, la meraviglia e il terrore degli incontri con Polifemo, Circe, il Regno dei Morti, le Sirene, Eolo, fino alla determinazione nell’affrontare i Proci e alla commozione del riconoscimento con Telemaco e Penelope.
Gli episodi e i personaggi dell’Odissea appartengono alla nostra cultura da sempre e sono delle pietre miliari nella formazione del nostro immaginario. Moderna e attuale è la figura di Ulisse, e lì dove nell’Iliade predominava l’azione brutale e istintiva, senza ripensamenti, degli eroi sul campo di battaglia, nell’Odissea prevale il pensiero , il ragionamento, il calcolo del suo protagonista che prelude sempre ad una azione efficace e ben meditata. 
 

Dal 7 al 17 settembre

Castelnuovo Cilento (Sa) – Castello Talamo Atenolfi

  • Lunedì 7 settembre ore 21.15

Omero. ILIADE
Regia e interpretazione di Gianluigi Tosto
  • Venerdì 11 settembre ore 21.15

Omero. ODISSEA
Regia e interpretazione di Gianluigi Tosto

Sabato 12 settembre ore 21.15

Menandro – L’ARBITRATO
La risoluzione della contesa (Epitrepontes)
Con Rosa Ferraiolo e Roberto Zorzut, e con Alessandra Cavallari, Gabriele Giusti, Gianluca Rossetti. Coreografie Michelle Sigillo / musiche Eugenio Tassitano, Maria Piazza , Piero Brega, Oretta Orengo / Maschere Emanuele D’Andrea, Roberta Gentili e Roberto Zorzut / Scene Renato Mambor e Roberta Gentili / aiuto regia Francesca Verrelli. Luci e regia Roberto Zorzut
“L’arbitrato” è una commedia brillante e intrigante che si svolge nell’antica Atene. Esplora temi universali come l’amore, la giustizia e le astuzie della vita quotidiana. Al centro della vicenda c’è una diatriba tra due litiganti, entrambi desiderosi di risolvere una questione spinosa riguardante una giovane donna. La commedia si sviluppa attraverso una serie di malintesi e colpi di scena, mentre il personaggio dell’arbitro si trova a dover gestire una situazione sempre più complessa e divertente.
Un sapiente intreccio di dialoghi arguti e situazioni comiche tiene il pubblico con il fiato sospeso, invitandolo a riflettere sulla natura delle relazioni umane e sulle strade tortuose che possono condurre all’amore e alla comprensione. La modernità di Menandro, commediografo ateniese e maestro più di vita quotidiana che di scena del III sec. a.C. sta in questo: riuscire a portare sulla scena drammi che affliggono da sempre l’umanità in una società essenzialmente patriarcale, che dunque, a seconda delle epoche, li sottovaluta o meno.
Menandro, pur conoscendo benissimo la condizione della donna nella Grecia del suo tempo, non tralascia l’occasione di trattare il tema anche in un momento di evasione, che il teatro da sempre rappresenta. “L’arbitrato” è un’opera che combina ironia e filosofia, un’ode alla sarcastica bellezza dell’umanità.
  • Mercoledì 16 settembre ore 21.15

Platone. SIMPOSIO
Regia e interpretazione di Christian Poggioni. Musiche originali di Irina Solinas / Costumi Micaela Sollecito / Maschere Zorba Officine Creative
Il dialogo platonico dedicato all’amore si presenta come una raffinata conversazione – forse la più bella conversazione della storia della letteratura – fra spiriti eccellenti. Atene, 416 a.C. Il poeta Agatone con il suo primo dramma teatrale vince le gare tragiche.
Per festeggiarlo, il fiore degli intellettuali ateniesi viene invitato ad un simposio, il banchetto rituale durante il quale i convitati bevono vino, cantano, ascoltano musica e discutono di svariati argomenti. Tra i presenti, oltre ad Agatone, troviamo Socrate, il suo allievo Fedro, il commediografo Aristofane, il politico Pausania, il medico Erissimaco e il giovane rampante Alcibiade.
Uno dopo l’altro, prendono la parola per celebrare la potenza inesauribile di Eros. Attraverso le loro voci, Platone offre uno straordinario affresco della sensibilità greca nei confronti dell’amore: le due forme di Afrodite, il mito dell’androgino, la morbidezza e l’asprezza di Eros, la natura del desiderio. Infine affida a Socrate e a una donna, la sacerdotessa Diotima, il compito di schiudere i segreti ultimi di Eros e del suo manifestarsi nel mondo.
  • Giovedì 17 settembre ore 21.15

MEDEA E CLITENNESTRA
da Dario Fo, Franca Rame e Marguerite Yourcenar. Uno spettacolo di Angela Malfitano.
Medea è un monologo che la stessa Franca Rame ha allestito per Angela Malfitano. La composizione si rifà alla commedia dell’arte e alla tradizione dei “maggi” umbro-toscani.
La lingua è quella che Dario Fo ha lasciato alla storia del teatro: un gramelot umbro-laziale e rinascimentale con il quale Medea vive la sua presa di coscienza. Si confronta con le donne di Corinto e rivendica giustizia per sè, straniera e ripudiata dal marito Giasone come madre e moglie. Clitennestra, la mitica regina di Micene, moglie di Agamennone si presenta davanti a un’immaginaria corte di giudizio dopo aver ucciso il marito e l’amante di lui Cassandra.
La rilettura di Marguerite Yourcenar della vicenda ci restituisce una donna forte e innamorata con tutte le sue ragioni e i suoi dolori. Una scrittura lucida per un’anima che scava in se stessa e in chi la sta a guardare, audace e schietta, senza sconti. «Ho cercato di restituire una figura di stupore doloroso e di innocenza. Di ironia e candore macchiate da tinte grottesche. – spiega la stessa Malfitano – La regina Clitennestra si trasforma da barbona di strada ad eroina tragica.
La guitta che recita stancamente la sua parte trasforma le sue iniziali leggerezze in parole pesanti. Racconta del tempo dell’abbandono prima, dell’amore per Egisto poi, e infine del ritorno dalla guerra di Troia di un eroe stanco, di un dio caduto: Agamennone.»

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