Home Istruzione e Formazione L'Università che cambia Università 2026/2027: quali lauree offrono le migliori prospettive di lavoro

Università 2026/2027: quali lauree offrono le migliori prospettive di lavoro

Studenti universitari e scelta delle lauree con maggiori opportunità di lavoro nel 2026
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Scegliere un corso di laurea significa decidere che cosa studiare per i prossimi anni, ma anche iniziare a costruire il proprio futuro professionale. Per questo, soprattutto nel periodo delle immatricolazioni universitarie, una delle domande più frequenti tra studenti e famiglie è sempre la stessa: quali lauree offrono oggi le migliori opportunità di lavoro?

Non esiste naturalmente una risposta valida per tutti. Attitudini personali, interessi, territorio, capacità individuali e specializzazione successiva alla laurea continuano ad avere un peso determinante. Tuttavia, i dati più recenti sul mercato del lavoro italiano consentono di individuare alcune tendenze piuttosto chiare.

Le previsioni del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere per il periodo 2025-2029 indicano infatti che il mercato del lavoro italiano potrebbe avere bisogno complessivamente di 3,3-3,7 milioni di occupati. Una parte consistente di questa domanda sarà determinata dal ricambio generazionale, ma rimane significativo il fabbisogno di personale qualificato e di figure professionali ad alta specializzazione.

Per chi oggi deve scegliere l’Università, conoscere queste dinamiche può essere importante quanto conoscere il piano di studi.

Laurea e lavoro: il titolo universitario continua ad avere valore

Il quadro generale resta favorevole alla formazione universitaria. Il Rapporto AlmaLaurea 2026 sugli esiti occupazionali della laurea, realizzato su una popolazione di quasi 700 mila laureati di 81 Atenei, evidenzia come un livello di istruzione più elevato continui ad associarsi a migliori possibilità di inserimento nel mercato del lavoro.

I dati richiamati nel rapporto mostrano che, nella fascia 25-34 anni, il tasso di occupazione dei laureati raggiunge il 74%, contro il 42,5% rilevato tra i giovani diplomati di 18-29 anni. Il confronto va letto tenendo conto della diversa età e del differente momento di ingresso nel mercato del lavoro, ma conferma il vantaggio occupazionale associato a livelli di istruzione più elevati.

La domanda più interessante diventa quindi: quali indirizzi universitari sembrano avere oggi le prospettive migliori?

Ingegneria e informatica tra le aree con maggiore domanda

lauree con più sbocchi lavorativiTra i percorsi che presentano un rapporto particolarmente favorevole tra domanda prevista e numero di laureati disponibili emergono innanzitutto le discipline STEM.

Secondo le previsioni Excelsior 2025-2029, per l’area Ingegneria, esclusa ingegneria civile, il fabbisogno medio annuo è stimato tra circa 38.900 e 42.600 persone, rispetto a un’offerta di circa 32.300 laureati.

Ancora più significativo è il rapporto per scienze matematiche, fisiche e informatiche, dove il fabbisogno previsto è compreso tra 13.500 e 15.400 unità all’anno a fronte di circa 10.200 persone in uscita dai percorsi formativi.

Sono numeri coerenti con una trasformazione ormai evidente in quasi tutti i settori produttivi: digitalizzazione, intelligenza artificiale, cybersecurity, analisi dei dati, automazione industriale e sviluppo software stanno rendendo le competenze tecnologiche sempre più trasversali.

Il Rapporto AlmaLaurea 2026 individua infatti tra i gruppi con maggiori chance occupazionali, a parità delle altre condizioni considerate, proprio ingegneria industriale e dell’informazione, informatica e tecnologie ICT e architettura e ingegneria civile.

Economia continua a essere uno degli indirizzi più richiesti

Anche l’area economica mantiene un ruolo molto importante. Le previsioni Unioncamere stimano per l’indirizzo economico-statistico un fabbisogno medio annuale compreso tra circa 49.200 e 54.100 profili, a fronte di un’offerta di circa 37.000 persone. Il rapporto tra fabbisogno e offerta risulta quindi particolarmente elevato.

Non si tratta più, inoltre, soltanto delle tradizionali professioni amministrative.

La trasformazione digitale delle imprese sta facendo crescere la necessità di competenze che combinino economia, gestione, analisi dei dati, marketing, finanza e organizzazione aziendale.

Anche il rapporto Excelsior dedicato ai laureati evidenzia che nel 2025 l’indirizzo economico è stato quello maggiormente richiesto dalle imprese private tra i percorsi universitari.

Per questo Economia continua a rappresentare un percorso con numerose possibili applicazioni professionali, dall’amministrazione alla consulenza, dal marketing alla gestione d’impresa, fino agli ambiti finanziari e manageriali.

Competenze digitali sempre più importanti anche fuori dall’Ingegneria

Un altro errore da evitare è pensare che la trasformazione digitale riguardi esclusivamente ingegneri e informatici. Secondo Excelsior, competenze digitali, capacità trasversali e conoscenze legate alla transizione green stanno diventando requisiti sempre più presenti nelle richieste delle imprese. Problem solving, autonomia, capacità di lavorare in gruppo e utilizzo consapevole degli strumenti digitali accompagnano ormai moltissime professioni.

Questo apre prospettive interessanti anche per percorsi nell’ambito della comunicazione, del marketing e delle scienze sociali, soprattutto quando alla preparazione universitaria vengono associate competenze digitali concrete.

Social media, produzione dei contenuti, analisi dei dati, comunicazione aziendale e applicazioni dell’intelligenza artificiale stanno infatti modificando profondamente professioni che fino a pochi anni fa avevano caratteristiche completamente differenti.

Psicologia, educazione e Scienze Motorie: valutare anche il percorso successivo

Non tutte le lauree possono essere giudicate soltanto attraverso il numero di assunzioni immediatamente successive al titolo. È particolarmente importante ricordarlo quando si considerano percorsi come Psicologia, Scienze dell’Educazione o Scienze Motorie.

In alcuni settori l’accesso alle professioni può richiedere una laurea magistrale, specializzazioni, abilitazioni, concorsi o ulteriori percorsi formativi. Il dato sull’occupazione immediata deve quindi essere interpretato insieme alla struttura della professione alla quale si intende accedere.

AlmaLaurea sottolinea proprio la necessità di interpretare con cautela i confronti tra gruppi disciplinari differenti, perché percorsi universitari e prospettive professionali possono essere profondamente diversi.

La domanda corretta, quindi, non dovrebbe essere soltanto “Qual è la laurea con più lavoro?”, ma anche:

“Quale percorso mi permette di costruire la professione che voglio svolgere?”

Giurisprudenza: una laurea che non conduce soltanto alla professione forense

Lo stesso ragionamento vale per Giurisprudenza. L’avvocatura resta uno degli sbocchi più conosciuti, ma il percorso giuridico può essere utilizzato anche in altri contesti: pubblica amministrazione, imprese, compliance, gestione contrattuale, risorse umane, consulenza e numerose professioni legate alla conoscenza delle norme.

In questo caso, più che inseguire una classifica generica delle lauree, può essere utile comprendere in anticipo quale specializzazione costruire e quali competenze complementari sviluppare.

Nel Mezzogiorno la domanda di lavoro resterà significativa

Il tema assume particolare interesse anche per gli studenti campani. Secondo le previsioni Excelsior, tra il 2025 e il 2029 Sud e Isole potrebbero concentrare quasi il 30% del fabbisogno complessivo di occupati italiano. Per la sola Campania viene stimata una domanda compresa indicativamente tra 280 mila e 314 mila persone nel quinquennio, pari a circa l’8,5% del fabbisogno nazionale nello scenario considerato.

Questo non significa naturalmente che tutti i nuovi posti richiederanno una laurea, ma dimostra quanto orientamento, formazione e adeguamento delle competenze alle richieste delle imprese siano questioni centrali anche per il territorio campano.

Scegliere l’Università significa valutare anche come si studierà

Le prospettive occupazionali sono quindi importanti, ma non rappresentano l’unico criterio. Prima dell’immatricolazione bisognerebbe valutare almeno quattro elementi: interesse personale, caratteristiche del corso, opportunità professionali e sostenibilità del metodo di studio.

Quest’ultimo aspetto assume particolare rilevanza per chi lavora o deve conciliare l’Università con altri impegni.

La diffusione delle università telematiche e dei modelli di e-learning ha ampliato le possibilità di accesso alla formazione universitaria, consentendo di organizzare parte consistente dello studio attraverso piattaforme digitali.

È uno dei temi sui quali operano anche i Learning Center Unicusano di Pagani e Salerno, che svolgono un’attività territoriale di informazione e orientamento per chi desidera conoscere i corsi disponibili e comprendere modalità e organizzazione dello studio.

La scelta della facoltà, soprattutto nel 2026, non dovrebbe dunque essere guidata da una semplice classifica.

I dati mostrano una forte domanda in alcune aree – in particolare Economia, Ingegneria, informatica e discipline STEM – ma il percorso migliore rimane quello capace di mettere insieme attitudini individuali, competenze richieste dal mercato e obiettivi professionali.

E proprio questa valutazione rappresenta il vero significato dell’orientamento universitario.

Non hai ancora deciso quale facoltà scegliere? Richiedi un colloquio di orientamento.
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