In un contesto sempre più urbanizzato, vivere in condominio è ormai la regola per la maggior parte degli italiani. Ma cosa succede quando la convivenza con i vicini si trasforma in un incubo fatto di molestie, minacce e comportamenti ossessivi? Lo abbiamo chiesto all’avvocato penalista Michele Sirica, titolare dello Studio Legale Sirica di Sarno e da anni impegnato nella difesa delle vittime di reati contro la persona.
M.C.: Avvocato Sirica, cos’è esattamente lo stalking condominiale?
Lo stalking condominiale è una particolare forma di atti persecutori, puniti dall’art. 612-bis del Codice Penale. Si verifica quando un soggetto, solitamente un vicino di casa, mette in atto una serie di comportamenti reiterati e molesti – minacce, insulti, danneggiamenti, sorveglianza ossessiva – che finiscono per generare nella vittima uno stato d’ansia grave, paura o addirittura la necessità di cambiare abitudini di vita.
Non parliamo quindi di semplici litigi tra condomini, ma di condotte che, per frequenza e intensità, superano la soglia della tollerabilità e assumono rilevanza penale.
M.C.: Quali sono i segnali che dovrebbero far sospettare una situazione di stalking?
Spesso la vittima tende a minimizzare, ma ci sono segnali ben precisi. Se un vicino inizia a controllare in modo ossessivo i tuoi movimenti, ti rivolge insulti in modo costante, ti minaccia o ti provoca volontariamente rumori molesti, e tutto questo si ripete nel tempo, allora potrebbe configurarsi il reato di stalking.
Il segnale più importante è la reazione della vittima: se si vive in un perdurante stato d’ansia, se si inizia a modificare le proprie abitudini quotidiane per evitare di incontrare quella persona, allora è giunto il momento di agire.
M.C.: Come può tutelarsi chi è vittima di queste condotte?
In primo luogo, è fondamentale documentare tutto: registrazioni audio o video (ove lecite), screenshot di messaggi, testimonianze di altri condomini, referti medici o psicologici.
In secondo luogo, è necessario rivolgersi alle Forze dell’Ordine o alla Procura della Repubblica per sporgere querela. In presenza di elementi sufficienti, il Giudice può anche emettere misure cautelari, come il divieto di avvicinamento o di comunicazione.
M.C.: Qual è il ruolo dell’avvocato in questi casi?
L’avvocato ha un ruolo centrale: innanzitutto accompagna la persona in un percorso di consapevolezza e valutazione giuridica del caso. In Studio iniziamo sempre con un audit legale approfondito per comprendere la dinamica dei fatti e il livello di gravità.
Successivamente, costruiamo una strategia difensiva personalizzata, che può comprendere l’invio di diffide, la raccolta delle prove, l’assistenza nella redazione della denuncia e il supporto nel corso del procedimento penale.
In casi particolarmente gravi, assistiamo anche nella costituzione di parte civile per il risarcimento dei danni morali e materiali.
M.C.: Esistono precedenti giurisprudenziali rilevanti in materia?
Assolutamente sì. Negli ultimi anni la Cassazione Penale ha più volte confermato che le molestie tra vicini, se reiterate e capaci di generare un grave turbamento nella vittima, rientrano a pieno titolo nel reato di stalking.
Ricordo, ad esempio, la sentenza n. 20993 del 2020, in cui è stata confermata la condanna per un condomino che aveva insultato e minacciato più volte la vicina, rendendole impossibile una vita normale all’interno del proprio appartamento.
Questi precedenti dimostrano che la legge offre strumenti concreti di tutela, ma è essenziale denunciare per attivarli.
M.C.: Quanto è diffuso il fenomeno?
Più di quanto si pensi. Nella mia esperienza professionale, ho seguito numerosi casi in cui la persona offesa aveva paura a rientrare a casa o evitava perfino di usare le aree comuni del condominio.
Spesso le vittime sono donne sole, anziani, o persone percepite come vulnerabili. Ma può capitare a chiunque. Il punto critico è la vicinanza forzata: vivere sotto lo stesso tetto con il proprio persecutore è una condizione insostenibile, e per questo la legge prevede misure incisive.
M.C.: Un messaggio per chi si trova in questa situazione?
Non restare in silenzio. L’isolamento è il primo alleato di chi ti molesta. Se ti riconosci in questa situazione, parlane con un professionista, raccogli prove, denuncia i fatti. La legge è dalla parte di chi subisce ingiustizie, e oggi esistono strumenti efficaci per porre fine a questi comportamenti e tornare a vivere serenamente nella propria casa.
Per chi desidera ricevere assistenza o approfondimenti legali sul tema, è possibile contattare lo Studio Legale Sirica attraverso il sito www.studiolegalesirica.com o fissare un colloquio riservato presso la sede di Sarno.
















































