Teatro Giuseppe Verdi di Salerno
NATALE IN CASA CUPIELLO
SPETTACOLO PER ATTORE CUM FIGURIS
Una rilettura contemporanea e visionaria del capolavoro di Eduardo De Filippo
Produzione Teatri Associati di Napoli e Interno 5
con il sostegno di Fondazione Eduardo De Filippo e Teatro Augusteo
da un’idea di Vincenzo Ambrosino e Luca Saccoia
spazio scenico, maschere e pupazzi Tiziano Fario
con Luca Saccoia
regia Lello Serao
Il Teatro Municipale Giuseppe Verdi di Salerno ospita, venerdì 23 gennaio 2026 alle ore 21, uno spettacolo fuori abbonamento che promette di sorprendere: Natale in casa Cupiello – Spettacolo per attore cum figuris, versione non convenzionale del celebre testo di Eduardo De Filippo.
La messinscena rompe gli schemi tradizionali: un solo attore in scena, immerso in un cubo scenografico trasparente, interagisce con contributi video e sonori proiettati dal vivo in tempo reale. Le immagini, le voci e i rumori evocano i personaggi assenti, trasformando il palco in un paesaggio emotivo e mnemonico.
Il cubo diventa simbolo dell’isolamento, della solitudine e della memoria: un contenitore di ricordi che accompagna il protagonista in un viaggio interiore, tra echi familiari e presenze invisibili.
L’ispirazione visiva richiama le atmosfere rarefatte di Dogville di Lars Von Trier, mentre la drammaturgia conserva intatta la forza poetica e umana del testo eduardiano.
Il progetto è nato da un’idea di Luca Saccoia e Vincenzo Ambrosino ed ha preso corpo dall’incontro con lo scenografo Tiziano Fario e con Lello Serao, che ne ha curato la regia ed ha precisato: “Il presepe è l’orizzonte dentro cui si muove tutta l’opera sia in senso reale che metaforico. È l’elemento necessario a Luca Cupiello per sperare in una umanità rinnovata e senza conflitti, ma è anche la rappresentazione della nascita e della morte, è il tempo del passaggio dal vecchio al nuovo, è la miscela tra passato e presente, è un’iconografia consolidata e al tempo stesso da destrutturare di continuo”.
Questa versione teatrale riprende l’esperienza video realizzata nel 2020 in un garage di 30 mq, arricchendola con nuovi quadri scenici e riprese in esterni.
La scelta di lavorare con un solo attore è nata dalle limitazioni imposte dalla pandemia e si è trasformata in una sfida artistica. Teatro, performance, videoarte e installazione si fondono infatti in un linguaggio nuovo, capace di restituire la profondità del testo con mezzi contemporanei.
Un omaggio e, nello stesso tempo, una provocazione per celebrare la capacità di Eduardo di raccontare le fragilità dell’animo umano, ma attraverso una forma che interroga il presente, le nostre paure, le nostre solitudini.
Un lavoro che può piacere o meno, come tutte le sperimentazioni, ma che sicuramente non lascia indifferenti.
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