Home Rubriche A Proposito Di... La” Teoria del paesaggio” secondo il filosofo Cocco, il musicologo Pulignano e...

La” Teoria del paesaggio” secondo il filosofo Cocco, il musicologo Pulignano e il critico d’arte Bignardi al “Rotary Club Salerno Picentia”.

Scopri MeravigliosaCampania.it: gite scolastiche in Campania tra storia, cultura e natura, con itinerari educativi per scuole e gruppi.
Compro oro e argento usato, negozi Gold Metal Fusion a Salerno, Battipaglia, Nocera Superiore, Agropoli, Vallo della Lucania. Quotazioni dell'oro in tempo reale, pagamento in contanti immediato, oggetti inviati alla fusione.
Scopri su Gioieweb.com i migliori gioielli, orologi e oggetti preziosi dei brand più esclusivi come Giovanni Raspini, Mirko Visconti, Marcello Pane, Donna Oro, Misis, Dadini, Philip Watch, Lucien Rochat, Festina. Eleganza e qualità garantite dalla Gioielleria Juliano. Acquista online con spedizione sicura!
Studio di dermatologia e medicina estetica della dottoressa Alessia Maiorino a Salerno
Ecommerce di successo è un programma di Kynetic agenzia web di Salerno specializzata nella consulenza e nella realizzazione di siti web di commercio elettronico integrate con Amazon, Ebay e i migliori marketplace
CartolibreriaShop.it acquista online tutti i prodotti per la scuola e per l'ufficio. Zaini, astucci, colori, penne, quaderni, raccoglitori, evidenziatori, Stabilo, Legami Milano, Eastpack, Invicta, Pool Over, Panini, Seven
Unicusano Salerno Learning Center e sede di esame dell'università telematica Niccolò Cusano

Kynetic agenzia web di Salerno specializzata nella gestione dei social network come Facebook, Instagram, Linkedin
Unicusano Pagani Learning Center e sede di esame dell'università telematica Niccolò Cusano

Kynetic agenzia web di Salerno specializzata nella gestione dei social network come Facebook, Instagram, Linkedin

“Come sarebbe bello se ci fosse un mondo, e se noi, come degna conclusione di questo mondo giunto ormai alla fine, organizzassimo , da qualche parte, una serie di conferenze, e il sottotitolo dell’evento fosse:” Convegno sulla teoria del paesaggio”, e durante questo evento si avvicendassero, uno dopo l’altro, come gli acrobati nell’arena di un circo, un fisico, uno storico dell’arte, un poeta, e un geografo, un musicologo, un architetto, un filosofo, e così via,  provenienti da ogni parte del globo, tutti a tenere lezioni sulla teoria del paesaggio, sempre davanti allo stesso pubblico”. Questo brano, intitolato “Come sarebbe bello”, tratto dal libro “Avanti va il Mondo” scritto dallo scrittore ungherese László Krasznahorkai, uno dei maggiori autori della letteratura contemporanea europea, Premio Nobel per la Letteratura 2025, ha ispirato il dottor Vincenzo Capuano, Past President del “Rotary Club Salerno Picentia”, che ha immediatamente coinvolto il presidente del Club rotariano, l’ingegner Amabile D’Agosto. Insieme hanno organizzato un’interessante serata, all’Hotel Mediterranea di Salerno, nel corso della quale tre professionisti: un filosofo Enzo Cocco, un musicologo, Ernesto Pulignano, e uno storico dell’arte, Massimo Bignardi, si sono confrontati sul tema “La teoria del paesaggio”. L’evento, introdotto dal presidente Amabile D’Agosto, nasce dalla riflessione sul tempo, sulla memoria e sulla resilienza delle comunità, interpretando la vita come un flusso in continuo divenire:”Un testo che racconta il procedere della vita e delle generazioni come un flusso continuo in cui le vicende umane si intrecciano con la storia collettiva” – ha spiegato Amabile D’Agosto – “Al centro c’è l’idea che, nonostante le perdite e le trasformazioni, il mondo continua a muoversi in avanti trascinando con sé memoria, fatiche e speranze”.  Il filosofo Enzo Cocco, già docente di Filosofia Morale all’Università di Salerno, ha evidenziato la contraddizione del parlare di paesaggio proprio mentre lo si sta distruggendo, sottolineando la necessità di un’etica dell’abitare:” Quand’è che si parla di paesaggio? Quando stiamo perdendo il paesaggio. Ogni secondo, 2,5 metri di territorio vengono devastati. Abbiamo devastato completamente l’ambiente, dimenticando l’azione etica dell’uomo. È come se si avesse l’impressione che parliamo di paesaggio per nostalgia. Ethos per i greci… era anche la dimensione dell’abitare. Avere un atteggiamento etico significa non solo abitare la terra, ma averne cura”. Il filosofo salernitano ha spiegato che non possiamo assolutamente far coincidere l’idea di paesaggio con l’idea di spazio:” Più che parlare di spazio per un paesaggio, dobbiamo parlare di un metaspazio, cioè qualche cosa che va al di là del semplice spazio; uno spazio che sa coniugare, che sa tenere insieme, che sa con -tenere il limitato e l’illimitato, il visibile e l’invisibile”.  Citando Leopardi, Cocco ha spiegato che il paesaggio non è solo spazio, ma anche tempo:” Il paesaggio è tempo, e lo è perché ogni paesaggio sta nel tempo, ma la cosa più importante è che nel tempo diviene. Non esiste un paesaggio fuori dal tempo. I paesaggi vivono”. Sulla natura psicologica e percettiva del paesaggio il professor Cocco ha spiegato che vediamo nel paesaggio qualche cosa di noi stessi: “Non il paesaggio è uno stato d’animo, ma uno stato d’animo è un paesaggio”.  Il Maestro Ernesto Pulignano, musicologo, professore di accompagnamento pianistico, Vicedirettore e coordinatore delle relazioni internazionali presso il “Conservatorio Giuseppe Martucci” di Salerno, ha spiegato il ruolo della musica e del melodramma nel creare e orientare la percezione dei luoghi: “La musica può cambiare la percezione del paesaggio; può crearlo, ricrearlo e orientare le aspettative dello spettatore. La musica non descrive soltanto un paesaggio, costruisce invece l’idea che noi abbiamo di quel paesaggio. Noi come compositori, ma anche noi come ascoltatori”. Pulignano ha approfondito il concetto spiegando che la musica è uno spazio percepito, abitato e ricordato e che la  musica può descrivere tanto una presenza, quanto un’assenza; qualcosa che c’è, qualcosa che manca:” La musica può fare in modo che un personaggio sulla scena, che non è presente sulla scena, possa esserci nella mente dello spettatore, semplicemente perché è associato a un tema o, semplicemente, come un ricordo dello stesso personaggio che può tornare in mente allo spettatore sempre attraverso la riproposizione della musica precedente”. Infine Pulignano ha spiegato la connessione tra suono, cinema e memoria:” Nel cinema il paesaggio può essere visto, ma la musica può dirci come guardarlo e forse a quel punto il paesaggio non è più soltanto qualcosa che guardiamo, ma qualcosa che ascoltiamo nel tempo”. Le conclusioni sono state affidate al professor Massimo Bignardi, già professore ordinario di Storia dell’Arte Contemporanea e di Arte Ambientale e Lettura del Paesaggio presso l’Università di Siena, che ha evidenziato come l’arte sia il mezzo primario di conoscenza storica ed empatica dei luoghi: “Tutto ciò che sappiamo del tempo, dei luoghi, delle civiltà, l’abbiamo appreso attraverso l’immagine della storia dell’arte. Se vedo un paesaggio dipinto, ho due condizioni: la mia memoria e ciò che il pittore mi propone come sua memoria. Viviamo in empatia con quel paesaggio perché vi ritroviamo un’emozione che abbiamo dentro”. Attraverso l’esempio delle incisioni di Peter Willburger dedicate alle “coste” vietresi, Bignardi ha illustrato la natura profondamente umana del paesaggio:” Peter Willburger era un artista austriaco venuto in Italia alla fine degli anni ’60. Stabilitosi a Vietri sul Mare, all’inizio degli anni ’70, è stato uno dei più grandi incisori europei. Nell’ultima parte della vita, dal ’93 al ’95, Peter ha lavorato su un tema che erano “Le coste”, che stanno a semplificare il concetto del luogo dove lui abitava, vale a dire tutta la parte che si vede della costa che da Faito va alla spiaggia di Marina di Vietri, che lui governava dalla terrazza di casa sua, a Raito. “Le coste”, è dedicata allo sguardo che lui ha sul paesaggio, e quindi all’ identità tra il vedere, il percepire e l’essere. Il paesaggio non ha una dimensione spaziale in sé, ha una dimensione sostanzialmente umana. Il paesaggio è un luogo. Ciascuno di noi ha dei luoghi particolari che sono abitati da persone, da cose. Lo spazio non può essere vuoto se non è presente una dimensione umana, che lo fa diventare luogo, lo fa diventare ambiente. Il paesaggio non è solo una visione che noi abbiamo, incantata, ma anche la realtà effettiva delle cose: un mondo che vive, un mondo che pulsa. Il paesaggio è aprendo gli occhi e guardando l’esistenza. Questo è quello che la storia dell’arte ci insegna”.

Aniello Palumbo

 

 

 

 

 

 

 

 


Scopri di più da Gazzetta di Salerno, il quotidiano on line di Salerno

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.