È il giorno di San Matteo, patrono di Salerno, e la città si è svegliata immersa nella sua festa più identitaria. Il culto del santo evangelista, profondamente radicato nella tradizione popolare, si vive da giorni nelle strade e nelle case: non solo celebrazioni religiose, ma anche riti familiari e gastronomici, dalla milza imbottita (‘a meveza ‘mbuttunat) al dolce Santa Rosa, simboli immancabili della ricorrenza.
Il Pontificale in Cattedrale
Dalle 11, nella Cattedrale dei Santi Matteo e Gregorio Magno, è in corso il solenne Pontificale presieduto dall’arcivescovo Andrea Bellandi, alla presenza di numerosi fedeli, autorità e turisti.
Tra i presenti anche il sindaco Vincenzo De Luca, con fascia tricolore: per lui è il ritorno alle celebrazioni del santo come primo cittadino.
La processione: migliaia di persone attese
Alle 18 partirà la tradizionale processione dalla Cattedrale. Sfileranno le statue di: San Matteo, San Giuseppe, San Gregorio VII, i santi martiri Ante, Gaio e Fortunato.
Il corteo attraverserà le principali strade del centro, accompagnato da migliaia di persone, tra devoti, confraternite, associazioni e famiglie che ogni anno rinnovano la loro partecipazione.
Fuochi d’artificio a mezzanotte
I festeggiamenti si concluderanno a mezzanotte con il tradizionale spettacolo di fuochi d’artificio dal Molo Masuccio Salernitano, uno dei momenti più attesi della festa, che richiama cittadini e visitatori sul lungomare.
Una festa che unisce fede, identità e tradizione
San Matteo rappresenta per Salerno un elemento di identità collettiva: una festa che intreccia devozione, storia, memoria e comunità. La città, come ogni anno, si stringe attorno al suo patrono con una partecipazione che va oltre il rito religioso e diventa racconto di appartenenza.
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