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Il professor Marcello Andria presenta un manoscritto inedito di Leopardi ai soci dei Club Rotary: “Salerno Picentia” e “ Salerno Duomo”.

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Nel 1814 Leopardi, appena sedicenne, che nei suoi anni di “studio matto e disperatissimo” amava consultare, avidamente, i libri contenuti nella grande e ricca biblioteca del padre Monaldo, a Recanati, realizza un accurato e capillare spoglio, un indice di autori antichi tratti da un’edizione del 1696 dell’opera omnia di Giuliano l’ Imperatore, conosciuto come Giuliano l’Apostata,  che era anche un filosofo. Questo manoscritto autografo inedito, tratto dalle carte della “Biblioteca Nazionale” di Napoli, è stato ritrovato dal professore salernitano Marcello Andria, già Direttore della Biblioteca Universitaria di Salerno, Docente di Bibliografia all’Università di Salerno, che ha presentato il manoscritto di Leopardi durante l’incontro organizzato al “Saint Joseph Resort” di Salerno, dal “Rotary Club Salerno Picentia”, presieduto dal dottor Rocco Di Riso, in interclub con il “Rotary Club Salerno Duomo” presieduto dal dottor Raffaele Parlato. Il ritrovamento del manoscritto è stato raccontato  nel libro “Leopardi e Giuliano imperatore. Un appunto inedito dalle carte napoletane” di Marcello Andria  e  Paola Zito, edito da “ Le Monnier Università”, che ha avuto una vasta  eco mediatica :”  Se n’è parlato anche nel   Telegiornale di Rai1”. Il professor Andria che da oltre trentacinque anni studia le “carte” di Leopardi ha raccontato che più volte ha portato alla luce, anche insieme ad altri studiosi,  i manoscritti inediti  del poeta e illustrato i manoscritti famosissimi di Leopardi, tra i quali “L’infinito”, “Alla Luna”,  e “Il canto notturno di un pastore errante”.   “Prima di morire a Napoli, nel 1837, Leopardi lascia il suo intero e prezioso corpus manoscritto all’amico Antonio Ranieri che aveva convissuto con lui negli ultimi sette anni di vita. Ranieri conserva questi manoscritti fino alla sua morte che sopravviene nel 1888. Dal 1907 i manoscritti di Leopardi sono custoditi nel caveau blindato della Biblioteca Nazionale di Napoli” –  ha raccontato il regista teatrale salernitano che ha anche approfondito quello che era il modo di studiare, il metodo di lavoro, di comporre, di Leopardi: ” Era un poeta, un pensatore, un filologo, estremamente meticoloso”. Andria ha annunciato che a breve  sarà possibile  consultare in rete , ad accesso libero,  tutte le carte digitalizzate di Leopardi :” Soprattutto i giovani, che sono affascinati da Leopardi,  potranno scoprire  le sue  carte.  Leopardi che era  un uomo geniale. Era sempre proiettato in avanti: una vera Pop Star. I giovani non possono non amarlo. A loro consiglierei di non studiare soltanto i “Canti” di Leopardi, ma anche le “Operette Morali”, definite da Calvino “un libro senza uguali ”, e lo “Zibaldone”, fondamentale per comprendere il pensiero leopardiano, dove è scritta anche la frase” Solo colui che sa perfettamente scrivere ne comprende fino al fondo tutta la difficoltà”.

Aniello Palumbo

 

 

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