Ferrovie dello Stato si prepara a rientrare nel capitale di Sita a distanza di circa quindici anni dalla scissione che portò alla separazione tra Sita Nord, confluita nell’orbita di Busitalia, e Sita Sud, rimasta alla famiglia Vinella. L’operazione prevede la costituzione di una holding controllata al 50,1% da Fs e al 49,9% dalla famiglia pugliese, senza esborso di denaro.
Secondo quanto riportato dal Corriere del Mezzogiorno, i patti parasociali stabiliscono un controllo congiunto della società. Ferrovie nominerà tre consiglieri su cinque e l’amministratore delegato della holding, mentre la famiglia Vinella designerà il direttore generale. Sita Sud resterà invece sotto il controllo operativo dei Vinella, che disporranno anche di un’opzione di uscita dalla holding a un valore prefissato determinato dalla due diligence.
L’operazione avrebbe già ottenuto il via libera del Governo nell’ambito della normativa sul golden power, mentre è atteso il pronunciamento dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. L’obiettivo sarebbe completare il percorso entro novembre, nominare i nuovi consigli di amministrazione entro dicembre e avviare la nuova governance dall’inizio dell’anno successivo.
La mossa si inserisce nella strategia di espansione di Busitalia nel settore del trasporto su gomma. Negli ultimi mesi il gruppo Fs ha infatti acquisito il ramo media e lunga percorrenza di Simet e le attività di City Sightseeing Italia e Florentia Bus.
L’integrazione con Sita punta a creare un operatore con ricavi stimati intorno a 600 milioni di euro annui, capace di competere nelle gare italiane ed europee con i principali gruppi internazionali del trasporto pubblico. Un percorso già anticipato dalla recente collaborazione tra Busitalia e Sita Sud per la gestione dei servizi di trasporto pubblico locale a Salerno e provincia per i prossimi dieci anni.


















































