Il Comitato per la Difesa e Valorizzazione del Demanio Marittimo ed il Turismo Costiero della Città di Salerno ha presentato un esposto contro la deliberazione della Giunta comunale n. 132 del 29 luglio 2026 con il quale il Comune di Salerno ha espresso indirizzo favorevole all’avvio della procedura di esclusione dal demanio marittimo di complessivi 9.030 mq di aree a terra e circa 3.298 mq di specchio acqueo relativi a Piazza della Libertà e all’area di Santa Teresa. Attualmente l’area è ancora censita nel demanio marittimo ed è oggetto di concessione con scadenza al 30 settembre 2042.
La tesi di Palazzo di Città è che le suddette aree avrebbero «definitivamente perso l’attitudine ai pubblici usi del mare».
Comitato: non ci sono i presupposti di legge
Secondo il Comitato, presieduto dall’avvocato Alfonso Mignone, esperto in diritto della navigazione e trasporti e già cultore della materia presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Ateneo salernitano, non vi sono i presupposti di legge in quanto, ai sensi dell’art.35 Codice della Navigazione l’esclusione è possibile solo quando il bene non sia più utilizzabile per i pubblici usi del mare in modo effettivo, definitivo e oggettivamente irreversibile.
L’urbanizzazione (piazze, parcheggi, aree verdi, locali commerciali, opere pubbliche) non fa automaticamente perdere la natura demaniale né la destinazione ai pubblici usi del mare come recitano anche i richiamati precedenti giurisprudenziali.
Nel documento il Comitato ribadisce che a) l’area in concessione resta fisicamente inserita nella circoscrizione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale; b) nel contigui approdo di Santa Teresa risultano ancora concessioni per ormeggio di unità da diporto con finalità commerciali; c) Piazza della Libertà è descritta come «naturale affaccio sul mare della città», collegata al Molo Manfredi e alla Stazione Marittima e quindi funzionalmente servente al trasporto marittimo passeggeri; d) Manca un verbale di delimitazione dei confini demaniali marittimi ex art. 42 cod. nav.
In virtù di quanto osservato – recita il documento – l’area non solo resta inserita nella pianificazione portuale vigente ma nel preliminare del Piano Attuativo delle Aree del Demanio Marittimo adottato dal Comune il 31 marzo 2026 è inserita nella categoria «area portuale – retroportuale – interazione porto-città».
Pubblico uso del mare
Il Comitato, richiamando il Codice della Navigazione, ricorda che il “pubblico uso del mare” non si limita a navigazione, ancoraggio, pesca, operazioni portuali o usi balneari in senso stretto, ma comprende tutte le utilizzazioni cui il bene è oggettivamente idoneo in relazione alla sua funzione marittima.
La delibera oggetto dell’esposto afferma da un lato la «piena sussistenza dei presupposti di legge» e dall’altro riconosce la necessità di una ricognizione tecnico-amministrativa e catastale aggiornata: secondo il Comitato le due affermazioni sono incompatibili e anticipano conclusioni che competono allo Stato nell’ambito del procedimento.
Richiesta di verifiche
Il Comitato conclude chiedendo a) verifica rigorosa (tecnica e amministrativa) da parte di Capitaneria di Porto, Autorità di Sistema Portuale, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Agenzia del Demanio sull’effettiva e definitiva cessazione della funzione marittima; b) di non dare seguito a eventuali richieste di esclusione in assenza di tale accertamento; c) di valutare l’opportunità di impugnare la deliberazione comunale, in quanto incidente su beni di competenza statale e potenzialmente lesiva dell’interesse pubblico alla conservazione del patrimonio demaniale destinato ai pubblici usi del mare.
Pertanto, alla luce delle osservazioni contenute nell’esposto la questione si sposta dal livello locale a quello degli enti competenti a verificare i presupposti dell’art. 35 cod. nav.
Scopri di più da Gazzetta di Salerno, il quotidiano on line di Salerno
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.


























































