Il secondo weekend del Ravello Festival 2026 si è concluso con due serate di grande successo, mettendo in dialogo le radici del teatro musicale europeo, il grande repertorio sinfonico e la diplomazia culturale.
Orfeo sabato 11
La serata di sabato 11 luglio è stata dedicata alle origini dell’opera con L’Orfeo di Claudio Monteverdi, eseguito in forma di concerto da Le Concert des Nations e La Capella Reial de Catalunya diretti da Jordi Savall, tra i massimi interpreti del repertorio antico. Sul palcoscenico del Belvedere si sono alternati Mauro Borgioni nel ruolo di Orfeo, Marie Théoleyre, Sara Mingardo, Marianne Beate Kielland, Salvo Vitale e Furio Zanasi, restituendo al pubblico tutta la modernità della favola in musica che nel 1607 segnò la nascita del teatro musicale europeo.
Ad anticipare il concerto era stata, nella chiesa di San Giovanni del Toro, l’esecuzione di Risonanze d’Orfeo di Luca Francesconi, affidata ai Fiati dell’Orchestra Sinfonica di Milano diretti dallo stesso compositore, raffinata rilettura contemporanea del capolavoro monteverdiano che ha completato l’omaggio del Festival al musicista milanese nel suo settantesimo compleanno.
L’Orchestra di Bucarest domenica 12
Domenica 12 luglio il Festival ha accolto l’Orchestra dell’Opera Nazionale di Bucarest, diretta da Daniel Jinga, con il violinista Alexandru Tomescu nell’ambito delle manifestazioni per l’Anno culturale Romania–Italia 2026.
Questo concerto è stata così l’occasione per alcuni momenti istituzionali di particolare rilevanza, considerata anche la presenza a Villa Rufolo dell’Ambasciatrice della Romania in Italia Gabriela Dancău. Prima dell’inizio del concerto, il Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati on. Federico Mollicone ha consegnato la Medaglia della Camera dei Deputati al direttore Daniel Jinga e all’Orchestra.
Al termine della serata, il Ministro della Cultura della Romania Demeter András ha conferito al presidente del Ravello Festival Alessio Vlad la Medaglia “George Enescu” «quale segno di altissimo apprezzamento per l’insigne contributo al consolidamento del dialogo culturale tra la Romania e la Repubblica italiana, per il sostegno ai valori culturali europei e per il prezioso appoggio accordato alla promozione della cultura romena nel quadro dell’Anno culturale Romania–Italia 2026».
La motivazione sottolinea inoltre come, «con professionalità, lungimiranza e costante dedizione al servizio della cooperazione culturale internazionale, egli abbia contribuito ad avvicinare le nostre comunità e a rinsaldare i legami di amicizia tra i due Paesi, incarnando appieno quei valori di dialogo e di eccellenza culturale che la Medaglia George Enescu intende onorare».


























































