La giornata di domenica si apre alle 10.30 con RASSEGNA STAMPA DEL MATTINO. GIORNALI E CAFFÈ al Bar Cuba Libre, Piazza Matteotti. Riprendendo un’antica tradizione del festival, due appuntamenti per sfogliare insieme i giornali e discutere di attualità con Paolo Di Paolo, qualche ospite di Salerno Letteratura e Gabriella Gagliardi, autrice di La volpe e il porcospino. Una favola per i nostri tempi (Armando).
Piccole Donne Scrivono
Alle 11, alla chiesa dell’Addolorata, Premiazione VII concorso “Piccole Donne Scrivono” — Soroptimist. Il concorso è rivolto alle allieve degli istituti di istruzione superiore di Salerno e tende a valorizzare il talento delle giovani scrittrici. Nel corso dell’incontro, presentato dalla presidente del club Alma Alfano, saranno assegnati i premi alle tre vincitrici e letti i loro racconti. La scelta dei lavori vincitori è stata affidata a una giuria presieduta da Lia Persiano e formata dalle soroptimiste Amalia Coppola, Giulia De Marco, Annaluisa Giuliano, Angela Guerra, Mena Scaramella e Maria Tota. Le letture dei racconti sono affidate alle soroptimiste Pina Russo e Lissi Tarantino e ad Enzo Tota.
Le Mani sulla storia
Il pomeriggio parte alle 18 all’Addolorata con LE MANI SULLA STORIA, incontro con Giorgio Caravale. Conduce Gennaro Carillo. «Chi controlla il passato controlla il futuro», scriveva George Orwell in 1984, e mai come oggi quella frase risuona attuale. In tutto il mondo la storia è tornata terreno di scontro: in Italia Giorgia Meloni e la destra di governo praticano una storia per omissioni, fatta di silenzi calcolati e memorie selettive, spingendo per un uso identitario dell’insegnamento; negli Stati Uniti Donald Trump ha trasformato il passato in un’arma politica, intervenendo su simboli, programmi scolastici e istituzioni culturali. Dalla Russia di Putin alla Cina di Xi, dai campus americani alle aule italiane, Caravale mostra come il controllo del passato sia divenuto la posta in gioco decisiva in una dinamica di potere che mira a piegare la storia al presente.
Ljuba Arnautović
Sempre alle 18, al Museo Virtuale Scuola Medica Salernitana, incontro con Ljuba Arnautović. Conducono Annalisa Russo e Chiara De Silva. Vienna, 1934: Eva, militante della resistenza, manda i figli Karl e Slavko in Unione Sovietica per salvarli dal fascismo. Ma nel paese dellʼutopia comunista, i due fratelli vivranno tra speranze e tradimenti della Storia, segnati dall’impossibilità di tornare in Austria e dalle atrocità dei regimi nazista e staliniano. Sarà il gulag a fare da sfondo all’amore tra Karl e Nina, futuri genitori dellʼautrice. Ljuba Arnautović firma unʼepopea famigliare che attraversa i drammi del Novecento, esplorando il complesso rapporto fra trauma e memoria.
Igiaba Scego
Alle 19 a Largo Pomona, incontro con Igiaba Scego, autrice di Figli della foresta (Becco Giallo). Conduce Daria Limatola. Nel 1873 l’esploratore Giovanni Miani muore durante una spedizione sul Nilo Superiore, lasciando tra i suoi “averi” due bambini africani. La notizia scatena la fibrillazione del mondo scientifico europeo, ansioso di osservare dal vivo i famigerati “pigmei”, appartenenti a una delle popolazioni della foresta pluviale dell’Africa Centrale. I due bambini — ribattezzati Tibò e Kairalla, privati persino dei loro nomi originali Tukuba e Makunka — vengono di fatto deportati in Europa e trascinati attraverso numerose città: Khartoum, Il Cairo, Alessandria, Napoli, Roma, Firenze, Rovigo, Verona. Disumanizzati da una scienza che non li ha mai riconosciuti come persone, subiscono analisi corporee, classificazioni razziste e la violazione della loro intimità. Di loro restano poche fotografie, i resoconti scientifici delle violenze subite e i volti mai illuminati da un sorriso. Tukuba e Makunka sono due simboli delle rimozioni sul passato coloniale italiano, a cui questa graphic novel restituisce oggi dignità nella Storia.
Dino Bruno, Nicola Ciancio e Gaetano Pastore
Sempre alle 19 a Spazio Matteotti, incontro con Dino Bruno, Nicola Ciancio e Gaetano Pastore, autori del volume Orsa Maggiore curato da Matteo Gallo. Il volume ricostruisce la straordinaria storia del reparto scout Orsa Maggiore, nato all’interno della Casa di Rieducazione di Eboli negli anni Cinquanta. Una realtà unica nel panorama educativo italiano che attraverso lo scoutismo ha saputo restituire a tanti giovani provenienti da contesti difficili la possibilità di crescere come persone libere e responsabili. Un ritratto corale di un’avventura educativa che ha inciso profondamente sul territorio e che oggi torna a essere patrimonio condiviso, capace di parlare anche al presente.
Guido Barbujani
In contemporanea all’Addolorata, IL SANTO E IL GENETISTA, incontro con Guido Barbujani, autore di Un evangelista e il suo DNA. Una storia di reliquie e di scienziati (Laterza). Conduce Gennaro Carillo. Nel 1998 un gruppo di esperti apre, dopo quattrocento anni, lʼurna dove si conservano i presunti resti dellʼevangelista Luca nella basilica di Santa Giustina a Padova. Lo scheletro – senza testa, di un uomo morto in tarda età – è autentico? O la reliquia è custodita altrove, a Venezia, in Vaticano, forse a Praga? Per rispondere, il vescovo convoca storici, chimici, filologi, archeologi e un paleontologo. Il genetista Guido Barbujani analizza il DNA per verificarne le origini siriane, e in questo libro racconta l’intera avventura: duemila anni di storia attraversati con rigore e ironia, tra Giuliano imperatore, le crociate e il Medio Oriente contemporaneo. Ma il libro è anche una riflessione lucida sui meccanismi della ricerca: le potenzialità e i limiti del metodo scientifico, gli scontri tra discipline diverse, le motivazioni personali che portano a piccoli, preziosi passi avanti nella conoscenza.
Massimo Corsale
Alle 19 a Palazzo Fruscione LA RADICE GRECA, incontro con Massimo Corsale, autore di In pellegrinaggio verso Delfi. Fenomenologia della Parola (Edizioni Scientifiche Italiane). Conduce Stefano Amendola. I greci a Delfi, gli ebrei con la Torah, e poi cristiani, musulmani e buddisti: attraverso le Sacre Scritture, i credenti di ogni tempo hanno cercato risposte sul senso della vita. Nelle società post-industriali e “disincantate”, secondo Weber – questo diventa arduo. Chi vuole vivere consapevolmente non può rifugiarsi nel quotidiano né nella corsa cieca al progresso tecnologico. Massimo Corsale, fenomenologo, già docente nelle Università di Salerno, Roma “La Sapienza” e Napoli “Suor Orsola Benincasa”, propone una rilettura fenomenologica del pensiero occidentale per spiegare il “vuoto di senso” contemporaneo. La via d’uscita non passa per le utopie di massa otto-novecentesche, ma per la riscoperta e valorizzazione di élites consapevoli capaci di ritrovare un significato che trascenda il quotidiano.
Marino Niola
Alle 19.30 al Museo Diocesano arriva Marino Niola, autore di La capitale dell’anima (Raffaello Cortina Editore) in dialogo con Rosanna Romano e Elisabetta Moro. Napoli è molto più di una città: è uno spazio interiore, dove l’anima trova rifugio in una fitta rete di mediazioni tra naturale e soprannaturale, tra sacro e profano, tra vivi e morti. Dalla Napoli barocca del Cunto de li cunti a Caruso, dal teatro di Eduardo a Totò, da Maradona a Malaparte: la magia di Napoli parla a tutti. Le sue strade, i suoi volti e le sue tradizioni diventano simboli di un’esperienza umana che va oltre i confini fisici della città. Il racconto di Marino Niola ci invita a esplorare il lato più intimo di Napoli, “che ha il disincanto negli occhi e l’iperbole sulle labbra, la misura nella mente e la trafittura nel cuore. La tana perfetta di un popolo che ha l’esagerazione nel genoma”. Un luogo che parla all’anima e invita a un confronto autentico con il mondo.
Anna Bisogno
Alle 19.30 all’Arco Catalano c’è Anna Bisogno, autrice di TV espansa. Piattaforme, social network, IA (Carocci). Conduce Barbara Cangiano. La televisione non è scomparsa: si è spostata nei feed, nelle piattaforme, negli schermi che scrolliamo ogni giorno, dove gli algoritmi decidono cosa vedere. In questo nuovo ecosistema, la TV si ibrida con il linguaggio dei social, si frammenta in clip, si ricompone in meme e si estende nei format digitali. Si tratta di un media espanso, che dialoga con l’intelligenza artificiale, costruisce archivi infiniti e personalizza gusti e sguardi. I dati partecipano al processo creativo, orientano le narrazioni, plasmano ritmi e formati, ridefinendo il ruolo degli autori e il senso stesso della scrittura creativa. La TV entra così in osmosi con piattaforme e social media, dando vita a un modello eterogeneo in cui la visione si trasforma in esperienza condivisa e continua.
Stefania Ricciardi-Marguerite Yourcenar
Alle 20 a Palazzo Fruscione incontro con Stefania Ricciardi, curatrice di Se vogliamo provare ancora a salvare la Terra (Einaudi), di Marguerite Yourcenar. Conduce Michele Buonomo. Si nous voulons encore essayer de sauver la Terre è il titolo della conferenza pronunciata da Marguerite Yourcenar pochi mesi prima di morire, ed è il suo testamento spirituale: un appello a proteggere la natura e le specie minacciate dal pericolo della distruzione causata da sfruttamento e inquinamento umani. Alla radice, la consapevolezza che la Terra appartiene non solo a noi, ma a ogni creatura vivente. Dello stesso tenore è l’altro scritto raccolto in questo libro: Chi sa se il soffio vitale delle bestie scenda in basso, verso terra? Stefania Ricciardi, che cura il volume, sottolinea l’attualità di questi scritti e il loro intreccio con il nostro drammatico presente: siamo tutti chiamati a tutelare ciò che resterà dopo di noi.
Dario Voltolini
Alle 20 all’Addolorata incontro con Dario Voltolini, autore di Il cespuglio (Aboca). Conduce Francesca Salemme. Rotola, incessante, attraverso deserti e città abbandonate. Lo spinge il vento, quello stesso vento che gli sussurra storie che nessuno ascolta. È un cespuglio: narratore improbabile eppure irresistibile, testimone silenzioso di violenze, misteri e segreti umani. Vola, cade, rimbalza e vola ancora: ogni caduta un atto di liberazione, ogni rotolata un’epifania. Dal deserto del Mojave all’isola del Giglio, dalle rocce del Carso a Creta, questo viaggiatore senza radici racconta la propria storia con una voce inverosimile eppure plausibilissima. Lasciamoci prendere dal suo movimento ipnotico, fino a un toccante crescendo finale che sfocia nella letteratura fantastica.
Andrea Fabozzi
Alle 20.15 nell’Atrio del Duomo c’è Andrea Fabozzi, Direttore de “Il Manifesto”. Conducono Daniela Preziosi e Gennaro Carillo. Il direttore del Manifesto, Andrea Fabozzi, farà luce sul quadro politico internazionale, sulle incertezze che lo dominano, sulle variabili impazzite che incombono sul mondo. In questo scenario ansiogeno, qual è il futuro dell’Europa (se l’Europa ha un futuro, direbbe Sciascia)? E l’Italia ha qualche chance residua di giocare un ruolo che non sia di mera sudditanza all’Amico americano? Sollecitato da Daniela Preziosi e Gennaro Carillo, Fabozzi racconterà poi dall’interno di “il Manifesto”, mostrando l’eccezionalità di questo strumento critico, essenziale per tenere desti i cuori e le menti dell’opinione pubblica.
Claudio Fava
Alle 20.30 al Museo Diocesano il protagonista è Claudio Fava, autore di Non ti fidare (Fandango). Conduce Paolo Di Paolo. Sulla soglia dei trent’anni, Stella Carnevale vive in Italia con il padre, un colonnello argentino in pensione. Insegna geografia e, per ribellione alla rigida educazione familiare, si dedica a incontri a pagamento con pochi clienti selezionati. Quando il padre scompare e due poliziotti la convocano in commissariato, la verità che emerge è devastante: Stella è in realtà figlia di due giovani oppositori della dittatura argentina, passati per lʼEsma, il famigerato centro di tortura di Buenos Aires. Un esame del Dna basterebbe a dimostrare che il colonnello non è suo padre. Si può continuare ad amare l’uomo che ti ha cresciuto, ma che ha contribuito alla morte dei tuoi veri genitori? Non ti fidare racconta i nipoti di Plaza de Mayo, in un romanzo sul tormentato rapporto padre-figlia.
Massimiliano Smeriglio
In contemporanea, a Largo Pomona, incontro con Massimiliano Smeriglio, autore di Il legame covalente (Mondadori). Conducono Igiaba Scego e Brunella Caputo. Si può trovare una via d’uscita quando i punti cardinali del nostro mondo sono saltati, quando il rancore diventa l’unico compagno di viaggio? Come due atomi in cerca di equilibrio, così è il legame tra il protagonista, professore di chimica, e Marcella, tecnica di laboratorio: un’unione coniugale intensa, basata su una connessione profonda. Quando il caos irrompe, Marcella muore, la figlia Beatrice – già distante – si chiude ancora di più, e lʼuomo precipita in una depressione che lo spinge verso lʼabisso. Finché una scoperta sconcertante apre uno scenario del tutto imprevisto. Con scrittura agile e contemporanea, Massimiliano Smeriglio guida senza moralismi il lettore nella mente disperata del protagonista, mostrandoci come in ogni vita ci sia sempre spazio per una nuova luce, in un altro tempo.
Massimo Palma – David Bowie
Alla stessa ora all’arco Catalano arriva Massimo Palma, autore di Desiderare Bowie (Nottetempo). Conduce Giorgio Sica. David Bowie è stato molte cose insieme: icona pop, artista sperimentale, attore, pittore. Inglese fino al midollo ma alieno in ogni luogo, ha costruito mille maschere — da Major Tom a Ziggy Stardust, dal Duca Bianco a Button Eyes — scandagliando le paure e i desideri della società, dalla migrazione alla follia, dal gender trouble al potere. La sua musica sceglie la marginalità e la mette al centro, insinuandosi in ogni ascolto. Fin dove può spingersi la ricerca ossessiva di sé come merce desiderabile? Fin dove arriva il Bowie-prodotto? A dieci anni dalla morte e contro ogni innocua beatificazione, Massimo Palma, filosofo e critico musicale, racconta l’artista e l’uomo come nessuno ha fatto prima.
Venanzio Postiglione
Alle 21.30 nell’atrio del Duomo incontro con Venanzio Postiglione, autore di Le dieci parole tradite (Solferino). Conducono Gennaro Carillo e Marco Piemonte. Ci sono parole fondanti della nostra civiltà. Venanzio Postiglione, vicedirettore del “Corriere della Sera”, ne ripercorre le origini – etimologie, miti, valori – e ne racconta la trasformazione nel tempo, fino al tradimento odierno. La democrazia è diventata illiberale, la verità sommersa dalle falsità, la felicità non è più un bene pubblico, la fraternità è sparita, la libertà travolta dall’odio social, la pace stracciata. Lʼetà delle potenze ha spazzato via quella delle regole; la politica dell’istante ha bruciato quella delle idee; la società dell’ansia ha sommerso il dialogo. Unʼepoca senza moderazione né moderatori. Eppure queste parole smarrite sono la nostra coscienza, lo specchio di ciò che siamo. È da loro che dobbiamo ripartire: dieci capitoli, dieci storie che ci riguardano.
Chiara Gily
Alla stessa ora a Largo Pomona, c’è Chiara Gily, autrice di Baciami al Caffè Napoli (Mondadori). Conduce Nunzia Soglia. L’atteso seguito di Aspettami al Caffé Napoli. Si torna nella bottega vintage nata dall’entusiasmo di delle vulcaniche Lidia, Alice e Mila. Tra il profumo della cuccuma e oggetti scelti con cura, le tre amiche organizzano uno “spritz date” mensile per mettere in rete pittori, scultori, scrittori e poeti. Quando assumono Amanda, giovane pittrice fiorentina dal curriculum perfetto, Lidia e Alice possono viaggiare e stare con le loro bambine, mentre Mila si dedica alle mostre fotografiche. Ma Amanda è riservata e reticente sul suo passato. Al Caffè Napoli, però, ogni segreto diventa un’occasione preziosa per rinsaldare amicizie, ridefinire equilibri familiari e coronare un amore.
Corrado De Rosa – Totò Schillaci
Alle 21.45 al Diocesano il protagonista è Corrado De Rosa, , autore di Totò Schillaci. Non ero previsto (66thand2nd). Con i musicisti Gianmarco Volpe e Giacomo Casaula. Non era previsto che fosse lì. Eppure, ai Mondiali del 1990, gli occhi spalancati di Totò Schillaci e i suoi gol improvvisi lo trasformarono nel volto dell’Italia. Veniva dalle case popolari di Palermo: era il Sud senza pedigree capace di scalare il calcio internazionale. Corrado De Rosa parte da una foto scattata al San Paolo – semifinale contro lʼArgentina – per raccontare un uomo e insieme una nazione che celebra i propri eroi e li consuma in fretta. Passata quella stagione leggendaria, infatti, l’Italia lo mise sotto il tappeto.
Valerio Grutt
Alle 22.30 all’Arco Catalano incontro con Valerio Grutt. autore di Rudere occidente (Mar dei Sargassi) Conduce Giorgio Sica Rudere Occidente è un libro nato dalla distruzione e rinascita della voce del suo autore. È uno sguardo lucido sul presente, dove le ferite del passato restano visibili. Brand, icone del cinema, social media sembrano antichi quanto i miti: tutto proviene da una memoria profonda. Tra le macerie qualcosa brilla ancora — ciò che conta è sopravvissuto e continua a parlarci, attraverso i gesti, le crepe, la luce. Poeta e artista, Valerio Grutt è dal 2024 il direttore artistico di “Dove ci conduce questo suono – Cesenatico Poesia Festival”.
Maledizione della guerra
Stesso orario, Largo Pomona, MALEDIZIONE DELLA GUERRA, reading spettacolo dei Primo Consumo, con Marco Onofrio (voce), Lorenzo Giammarioli (basso e chitarra acustica); Valentina Onofrio (percussioni). Maledizione della guerra è un’opera di impegno civile dalla struttura organica di un musical: ogni elemento è in relazione con gli altri, nulla è casuale. È una performance poetico-musicale che si dispiega come un bengala nel buio della notte. Gli spettatori vengono trascinati da un ritmo serrato che, in poco più di un’ora, alterna senza pause testi poetici a canzoni e intermezzi strumentali. È un viaggio della coscienza offesa: parte dagli squilibri planetari generati dalla cieca ricerca del profitto, attraversa l’inferno della guerra, raggiunge l’arcobaleno utopistico della pace – mai duratura – e tende mani disperate verso i semi di speranza, concludendo con una nota luminosa, non banalmente consolatoria.
Diego De Silva – Anteprima Malinconico Blues
Si chiude alle 23 al Diocesano con Diego De Silva, autore di Malinconico Blues (Einaudi), in anteprima per Salerno Letteratura. Intermezzi musicali di Aldo Vigorito (contrabbasso) e Stefano Giuliano (sassofono). Un nuovo capitolo Malinconico, scritto come un blues. In attesa della pubblicazione, a settembre, del nuovo romanzo di De Silva, un’improvvisazione a partire da un tema, fra diversamente umani e amanti improvvisati, sorpresi da una telecamera di sorveglianza.
Il programma aggiornato è consultabile sul sito di Salerno Letteratura.
















































