“La salvaguardia dell’ambiente come strumento di tutela della salute”: il forum promosso dal “Distretto Rotary 2101” della Campania e dall’AERA.

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“La salvaguardia dell’ambiente è fondamentale per la salute dell’essere umano “. Lo ha affermato il Governatore del “Distretto Rotary” 2101, l’architetto Angelo di Rienzo, nel suo intervento che ha dato avvio al convegno “La salvaguardia dell’ambiente come strumento di tutela della salute” organizzato da “Distretto Rotary 2101”, in collaborazione con l’AERA, l’Associazione Europea Rotary per l’Ambiente, presieduta dall’ingegnere Pietro Freschi, e con i cinque Club Rotary di Salerno:” Rotary Salerno”, presieduto da Francesco Caggiano; “Salerno Est”, presieduto da Ermanno Lambiase; “Salerno Picentia” presieduto da Lucio Bojano; “Salerno Nord Due Principati” presieduto da Vittorio Villari.  A coordinare tutta l’organizzazione dell’evento sono stati i componenti della Commissione Ambiente del “Distretto Rotary 2101”, presieduta dal professor Nicola Pasquino, che è anche Delegato del “Distretto Rotary 2101” per l’AERA, e in particolare dal dottor Giacomo Gatto, Consigliere del Distretto Rotary per l’AERA   e Consigliere AERA. A presentare il convegno è stata la dottoressa Angela Uccella, Co-Segretario Distrettuale, che ha introdotto il Governatore del “Distretto Rotary 2101”, Angelo Di Rienzo, che ha fortemente voluto che si organizzasse il forum sull’Ambiente: “Soprattutto per parlare di Ambiente legato alla relazione che c’è tra la politica in materia ambientale e le ripercussioni della stessa sulla salute dei cittadini. La “Rotary Foundation” ha sostenuto progetti in materia ambientale per oltre cinque milioni di dollari l’anno. Con politiche ambientali adeguate si potrebbero evitare circa tredici milioni di morti l’anno: un terzo dele malattie potrebbero essere prevenute con una virtuosa politica ambientale”.  Il Presidente dell’AERA,  Pietro Freschi, ha ricordato che da trentasei anni l’AERA si  occupa di tematiche ambientali:”  Il nostro obiettivo è quello di far conoscere, nell’ambito rotariano e della società civile, la mala gestione dell’ambiente: proponiamo, organizziamo e in parte finanziamo dei Service insieme ai Club e ai Distretti Rotary italiani; organizziamo anche convegni e, da sei anni, consegniamo delle borse di studio a giovani laureati che nelle loro ricerche si occupano di ambiente e sostenibilità. Tutto nell’ottica di divulgare il “verbo” della salvaguardia dell’ambiente”.  A nome di tutti i presidenti dei Club rotariani ha parlato il Presidente del “Rotary Club Salerno”, Francesco Caggiano, che ha sottolineato l’importanza della tutela dell’ambiente:” È la settima area d’intervento del “Rotary International”. A moderare la prima sessione del convegno sul tema: “Le modifiche antropogeniche dell’ambiente e le azioni di tutela dello Stato e delle Regioni”, è stato il Past Governor Giancarlo Spezie, che ha invitato i relatori a relazionare sul tema. Il Professor Alfonso Vuolo, Ordinario del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Federico II di Napoli, socio del “Rotary Club Nocera – Sarno”,  ha parlato de “La tutela dell’ambiente: principio fondamentale della Costituzione italiana”, spiegando che l’interesse ambientale è emerso prima nella legislazione ordinaria e poi ha trovato riconoscimento nelle previsioni costituzionali con alcune leggi di revisione del testo costituzionale:”  Nell’ultima modifica del testo, del 2022, è stato novellato l’articolo nove che prevede la tutela dell’ambiente, degli ecosistemi e della biodiversità anche nell’interesse delle future generazioni”. Il professor Vuolo ha ricordato che il reato ambientale è punito con norme molto severe: “Chi inquina paga!”.   La dottoressa Caterina Scarpa dell’ARPA Campania, Geologa, ha spiegato le attività che svolge l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania:” Quelle di monitoraggio, controllo e vigilanza per tutelare l’ambiente regionale: includono l’analisi di aria, acqua (marine e reflue), suolo, agenti fisici (rumore, elettromagnetismo) e radioattività, supportando tecnicamente gli enti pubblici. È importante che ognuno di noi si consapevolizzasse e nel proprio piccolo facesse qualcosa per il rispetto dell’ambiente e diventasse sentinella del territorio. Noi operiamo nelle ventiquattro ore e diamo un supporto tecnico per eventuali criticità, per controlli e campionamenti sul territorio”.   Il Maggiore Andrea Baldini del NOE (Nucleo Operativo Ecologico) ha spiegato quali sono le attività svolte per tutelare l’ambiente:” Controlliamo il territorio, gli impianti e svolgiamo attività di indagine”. Il professor Giorgio Budillon, Prorettore alla Ricerca e Rapporti Istituzionali dell’Università Parthenope di Napoli, ha parlato del cambiamento climatico:” Per clima s’intende l’insieme delle condizioni ambientali, non solo quelle atmosferiche, che caratterizzano un’ampia regione geografica per lunghi periodi di tempo, generalmente ci si riferisce ad un periodo di almeno 30 anni. Il 2025 è stato in Italia uno dei più caldi dal 1800 Il cambiamento climatico è in atto e nei prossimi decenni avremo una temperatura che a livello mondiale potrebbe aumentare di un grado e mezzo o addirittura di cinque gradi, a fine secolo, a seconda delle misure che saranno prese per la riduzione di CO2 in atmosfera ossia di gas serra.  Anche il livello del mare aumenterà di 30- 40 centimetri o addirittura di un metro se non si farà nulla. L’ecosistema subirà dei cambiamenti, ma anche noi subiremo delle modifiche dei nostri comportamenti, delle nostre abitudini: le subiranno soprattutto le popolazioni che sono tecnologicamente meno avanzate. Occorre sviluppare strategie di adattamento e mitigazione”.  La sessione sul tema: “L’impatto dell’ambiente sulla salute”, è stata moderata dal professor Francesco De Caro, docente del Dipartimento di Medicina dell’Università di Salerno. Sono intervenuti: Il Direttore del Dipartimento di Prevenzione ASL Salerno, Arcangelo Saggese Tozzi che ha parlato del “Sistema nazionale di prevenzione salute dai rischi ambientali: dalla raccolta dell’incidenza del registro dei tumori al biomonitoraggio degli esposti”: “L’Ambiente va gestito quotidianamente, non è qualcosa che può essere rinviato” – ha spiegato il dottor Tozzi – “Gli interventi sull’ambiente non si vedono nell’immediato, per cui bisogna mettere in piedi una serie di metodologie, di sorveglianze   che ci permettono di capire quando l’ambiente   ha alterazioni che posso poi riprodursi in un danno alla salute. Uno strumento importante è il Registro Tumori che ci segnala come evolvono le malattie tumorali rispetto ad un possibile contagio collegato all’ambiente. Un altro strumento è quello del monitoraggio della qualità dell’aria che ci segnala come l’aria può incidere sulle malattie respiratorie. Importante è anche il biomonitoraggio sulle popolazioni: stiamo costruendo un modello valido per tutta l’Italia, in collaborazione con altre regioni, per individuare la metodologia più corretta    per tracciare in anticipo i danni sulla popolazione esposta in aree inquinate attraverso un’indagine specifica che ci consenta di individuare e valutare una serie di parametri vitali della popolazione che   ci indichino i primi segnali del danno. Solo grazie gli interventi di prevenzione possiamo allungare la nostra vita”. Il dottor Natalino Barbato, Pneumologo, già Primario di Pneumologia presso l’Azienda Ospedaliera Ruggi di Salerno, componente dello Staff Medico dell’Unità Funzionale di Medicina Generale della “Clinica Villa del Sole”, ha parlato di “Ambiente e salute respiratoria”:” C’è una diretta correlazione tra malattie in generale e inquinamento ambientale, in particolare per l’apparato respiratorio che è un organo a contato diretto con l’esterno. Noi respiriamo circa quindicimila litri di aria al giorno; se quest’aria è inquinata avremo problemi di tutti i generi: dall’irritazione delle prime vie aeree alla bronchite cronica, all’asma, ai tumori polmonari” Il dottor Barbato, Past President del “Rotary Club Salerno Duomo”, ha spiegato che l’ambiente modifica anche il nostro genoma:” L’epigenetica mostra che i geni sono controllati dall’ambiente. È ormai noto che l’interazione tra Genoma e Ambiente (Fenotipo) porta all’insorgenza di malattie. Recenti studi hanno dimostrato che circa il 50% dei tumori sono evitabili: cambiando stile di vita, dieta e riducendo l’inquinamento ambientale”. Il Past President della Società italiana della Produzione Umana, il dottor Luigi Montano, Uro – Andrologo presso l’ASL Salerno, Coordinatore di un progetto di ricerca nazionale “EcoFoodFertility”, ha parlato di “Inquinamento ambientale e salute riproduttiva”.” In circa dieci anni abbiamo biomonitorato oltre 2500 ragazzi sani: non fumatori, non bevitori, in diverse aree d’Italia. Siamo partiti dalla cosiddetta “Terra dei Fuochi” e dalla Valle dell’Alto e Medio Sele per valutare quanto l’ambiente può agire sui primi segni di danno riscontrati all’apparato riproduttivo. In pratica la fertilità può essere un indicatore “sentinella” della salute ambientale e generale. Siamo stati anche i primi al mondo a riscontrare la presenza di microplastiche nello sperma e nelle orine. Il nostro progetto è quello di avviare un nuovo modello di prevenzione che parta dalla valutazione della fertilità come indicatore principale di salute e predittivo per patologie cronico – degenerative.  Bisogna fare una prevenzione primaria capace di intercettare i danni prima dell’esordio clinico e dare delle indicazioni affinché la salute delle presenti e future generazioni possa essere tutelata”.

Il professor Gaetano Guerra, già Ordinario di Chimica Macromolecolare presso il Dipartimento di Chimica e Biologia dell’Università di Salerno, socio del “Rotary Club Salerno Duomo”, membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei, ha parlato di “Inquinamenti emergenti: le microplastiche, quali novità”.  Il professor Guerra ha spiegato che nel mondo vengono prodotte   milioni di tonnellate di plastica, che l’Italia è la seconda nazione in Europa per consumo di materie plastiche dopo la Germania e che le microplastiche sono presenti anche in alcuni alimenti:” Al momento non ci sono prove scientifiche sul loro reale impatto sulla salute perché vengono ingerite, ma poi vengono espulse”. Il professor Guerra ha anche spiegato che il riciclo è imprescindibile per ogni materiale di largo uso:” L’economia circolare è una necessità per la Terra ed è anche una grande opportunità economica: è l’allontanarsi progressivamente da quella che è l’economia lineare che prevede, tradizionalmente, l’estrazione di materie prime che vengono trasformate in un prodotto, il quale viene gettato via dopo l’uso. Questo tipo di economia non è più sostenibile: è necessaria l’economia circolare che prevede che i prodotti ottenuti dalle materie prime, dopo essere stati utilizzati, alla fine della loro vita vengano riutilizzati per una nuova produzione, un numero infinito di volte”.                    Aniello Palumbo

 

 

 


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