Un patto salernitano per evitare che la camorra approfitti della emergenza coronavirus.

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“La criminalità organizzata rischia di trarre benefici dalla emergenza. E’tema anche salernitano è troppo sottovalutato. Il Procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero de Raho, le associazioni più rappresentative, la Chiesa, hanno sollevato il tema. Va affrontato anche a Salerno”. Così il giornalista Gaetano Amatruda che segue, su alcuni aspetti, il Presidente Carmine Mocerino. L’appello firmato, per il momento da Aniello Salzano, professore Universitario, Luca Lamberti,imprenditore. Dagli avvocati Fabio Mammone, Antonio Elefante, Manuel Gatto,Luca Iannone, Vincenzo Indelli, Rosita Orlando. Ed ancora da Raffale Ciancio, imprenditore, Antonio Saggese, insegnante, Luca Mazzeo, associazionismo, Salvatore Annunziata, libero Professionista ‘San Marzano Attiva’, Italo Ventura, manager distretto turistico salernitano, Giovanni Iuorio, consigliere comunale, Pippo Della Corte, imprenditore, Giuseppe Coglianese, insegnante, Alfonso Baldi, consigliere comunale ed agente immobiliare.

“La Commissione regionale ‘Anticamorra e Beni Confiscati della Campania, con il Presidente Carmine Mocerino e con la unanimità dell’ufficio di presidenza, ha avviato – ricorda Amatruda – un importante lavoro di monitoraggio e coinvolgendo tutte le Istituzioni. Ho chiesto, con altri e più autorevoli amici salernitani, al Presidente di accendere, nelle forme che riterranno più opportune, un faro sulla provincia di Salerno”. 

“I dati delle principali associazioni di categoria confermano – aggiunge Amatruda- che sono già chiuse 2500 attività dall’inizio dell’anno in provincia, dopo questa fase imprese e famiglie avranno difficoltà di accesso al credito e la camorra rischia di recuperare spazi. La Direzione Investigativa Antimafia, in riferimento alla provincia di Salerno, nella relazione di inizio anno ha sottolineato ‘che le famiglie criminali ‘hanno sviluppato, accanto agli affari illeciti tradizionali (traffico di sostanze stupefacenti, in particolare), più incisive tecniche di penetrazione nel tessuto socio-economico, politico e imprenditoriale locale, finalizzate a controllare alcuni settori nevralgici dell’economia provinciale (costruzione di opere pubbliche, forniture di servizi, gestione dei servizi per l’ambiente ed altro di similare) anche attraverso il condizionamento di Enti territoriali locali e Comuni’. Un quadro preoccupante che conferma gli interessi economici della Camorra”.

“Serve dunque – conclude Amatruda- un’azione di controllo che possa stimolare le Istituzioni a fare ogni sforzo per consentire l’accesso al credito e misure di contenimento della pressione fiscale e che, ancora, stimoli sistema bancario ad avere maggiore sensibilità e lettura dei territori”.

Immediata e pronta la risposta del Presidente Carmine Mocerino. “Il lavoro della Commissione interesserà naturalmente tutta la Campania. Le sollecitazioni che arrivano da Salerno – dice il Presidente della Commissione regionale anticamorra e Beni Confiscati – saranno valutate. Nel rispetto delle diverse competenze e nella logica della necessaria collaborazione istituzionale” 

 

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