Dieci storie proprio così, atto terzo, mercoledì 6 al Teatro Verdi.

Targago è il nuovo servizio di Autostrade per l’Italia, potrai pagare i pedaggi sulla Tangenziale di Napoli tramite lettura della targa, passando nell’apposita corsia gialla al casello.
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Studio di dermatologia e medicina estetica della dottoressa Alessia Maiorino a Salerno

Teatro di Roma – Teatro Nazionale

Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale

Emilia Romagna Teatro Fondazione – Teatro Nazionale

Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Onlus – Centro di Produzione Teatrale

 

in collaborazione con

Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale e Co2 Crisis Opportunity Onlus

 

presentano

 

DIECI STORIE PROPRIO COSÌ – terzo atto

da un’idea di GIULIA MINOLI

drammaturgia

EMANUELA GIORDANO e GIULIA MINOLI

 

regia

EMANUELA GIORDANO

con

MARIA CHIARA AUGENTI, DARIA D’ALOIA, VINCENZO D’AMATO, VALENTINA MINZONI, ALESSIO VASSALLO

 

e con

LEONARDO CECCARELLI (chitarre)

PAOLO VOLPINI (batteria)

musiche originali TOMMASO DI GIULIO

mercoledì 6 febbraio  (ore 21) Teatro Verdi

DIECI STORIE PROPRIO COSÌ – terzo atto  è una “ragionata” provocazione contro quella rete mafiosa, trasversale e onnipresente, che vorrebbe sconfitta la coscienza collettiva, la capacità di capire e reagire.

È lo svelamento dei complessi legami che si intrecciano tra economia “legale” ed economia “criminale”, legami che uccidono il libero mercato e minacciano gravemente il nostro futuro.

 

“Siamo partite nel 2012, scavando nella memoria per ricordare chi ha combattuto le mafie – hanno precisato Giulia Minoli ed Emanuela Giordano –. Questo inizio costituisce l’ossatura imprescindibile della nostra esperienza. Da allora abbiamo viaggiato in tutta Italia, approfondendo il tema della lotta alla criminalità organizzata, grazie all’aiuto di alcune università italiane e ai tanti testimoni che ci hanno raccontato le loro storie. Sono più di cinquanta le persone che abbiamo conosciuto e cogliamo l’occasione per ringraziarle: sono stati incontri importanti, ci hanno permesso di accrescere la nostra consapevolezza. Per questa ragione abbiamo deciso di concentrarci sul presente, su ciò che accade ora e su quello che ognuno di noi può realmente fare, assumendoci la responsabilità di un cambiamento faticoso, difficile ma irrinunciabile. Abbiamo approfondito il tema della scelta. La criminalità organizzata si sta appropriando della nostra economia e noi non ce ne siamo accorti? E’ una forma di distrazione di massa o siamo complici? Cambia la logica del merito, del diritto, cambiano le regole del profitto e del mercato e siamo incapaci di reagire, ammutoliti e stanchi. Abbiamo tracciato il profilo di personaggi collusi, grazie alla cui complicità le mafie hanno potuto infiltrarsi in tutti i settori dell’economia. E non solo di quella. Ma non è con il disincanto che possiamo combatterli. Non è l’assenza di impegno a salvarci. Per fortuna c’è chi si oppone, rischia, denuncia, indica alternative fattibili a questo degrado. C’è chi sceglie. Vogliamo raccontarvi un’Italia poco conosciuta: il sindaco che combatte le logiche mafiose che intossicano la sua città; il commercialista che contrasta il rapporto tra aziende e denaro sporco; il giornalista, il collaboratore di giustizia, il testimone. Vogliamo farvi conoscere le strategie di impegno di un gruppo di liceali; la sfida di alcuni imprenditori; vogliamo mostrarvi un’Italia viva: aziende, università, comunità che ci propongono un modo diverso di concepire le risorse economiche, gli spazi comuni, la nostra stessa esistenza. Possiamo farlo anche noi. Stare insieme, in teatro, può aiutarci a imparare”.

È quindi nato Il palcoscenico della legalità, progetto sperimentale di collaborazione tra teatri, istituti penitenziari minorili, scuole, università e società civile.

Sono coinvolte le maggiori istituzioni teatrali d’Italia, le associazioni impegnate nell’antimafia e quelle che lavorano per il riutilizzo sociale dei beni confiscati.

Il progetto nasce nella sua prima forma di spettacolo, Dieci storie proprio così, dall’incontro con decine di familiari di vittime innocenti di mafia, camorra, criminalità e con i responsabili di cooperative e associazioni che sulle terre confiscate alla mafia hanno costruito speranze, lavoro, accoglienza, idee. Lo spettacolo, in seguito a questo primo traguardo, è diventato strumento di riflessione sul come strutturare un rapporto continuativo e di scambio benefico tra istituzioni pubbliche e private, perché insieme si apprenda un nuovo alfabeto civile.

Da allora nelle scuole sono stati attivati laboratori propedeutici alla visione dello spettacolo (più di 48.000 gli studenti coinvolti).

Il linguaggio e le tecniche teatrali sono diventati strumento per imparare il lavoro di squadra, ma soprattutto per ragionare sulla nostra responsabilità individuale e collettiva riguardo a logiche e culture mafiose.

Attualmente l’attività formativa è in corso nelle scuole di dieci regioni italiane.

Parallelamente si è sviluppato il progetto di formazione sui mestieri del teatro negli Istituti Penitenziari Minorili di Airola (BN) e Malaspina (PA), da cui sono nati gli spettacoli Aspettando il tempo che passa, nel carcere di Airola, Fiesta al Malaspina di Palermo e il brano rap Puortame là fore interpretato da Lucariello e Raiz.

Nel 2017 è stato realizzato un film documentario, Dieci storie proprio così, coprodotto da Jmovie e Rai Cinema, che percorre le tappe del progetto, raccontando dei protagonisti, degli obiettivi, dell’impegno in atto e per il futuro, del contributo che ogni cittadino può fornire contro la criminalità organizzata.

La rete di associazioni che oggi sostiene le varie fasi di questo esperimento nasce dalla volontà di Giulia Minoli, con Co2 Crisis Opportunity Onlus, di creare un legame virtuoso di progettualità e collaborazione.

Sono state utilizzate storie, riflessioni ed anche archetipi umani che sintetizzano la complessità di un problema che non può più essere affrontato tracciando con sicurezza una linea di demarcazione tra chi è “contaminato” e chi non lo è.