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Medicina, etica e bellezza, per rinascere nella fragilità. Dodicesima edizione del  convegno “La Bellezza continua… Benessere Globale e Antiaging”, organizzato all’Hotel Cetus, dalla dottoressa Maria Laura Vinciguerra.

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Studio di dermatologia e medicina estetica della dottoressa Alessia Maiorino a Salerno

L’incantevole   scenario della Costiera Amalfitana, sul quale affaccia l’Hotel Cetus di Cetara, ha accompagnato le relazioni degli autorevoli relatori intervenuti al convegno scientifico “La Bellezza continua… Benessere Globale e Antiaging”, ideato e curato dalla dottoressa Maria Laura Vinciguerra, Medico Estetico, Omeopata e Omotossicologa, nonché Presidente e Responsabile Scientifico del convegno  rivolto a medici, biologi, farmacisti, fisioterapisti e psicologi.  “Siamo arrivati alla dodicesima edizione di questo convegno che rappresenta un punto di riferimento per l’evoluzione della Medicina Estetica, della Dermatologia, della Tricologia, della Chirurgia Plastica e Maxillo-Facciale, della Nutrizione e del Benessere Globale” – ha spiegato la dottoressa Vinciguerra – “ L’edizione di quest’anno arricchisce la sua offerta scientifica con due importanti novità: le sessioni interamente dedicate alla Medicina della Longevità e alla Medicina Rigenerativa e un  focus di eccezionale rilievo etico e clinico  riservato al benessere del paziente oncologico. L’evento affronta con grande sensibilità le fragilità e la qualità della vita dei pazienti in cura. Promuoviamo una visione integrata dell’assistenza nella quale le diverse competenze specialistiche dialogano  per accompagnare il paziente nelle diverse fasi della vita e, in particolare, nei momenti di maggiore fragilità. La notizia della malattia in una famiglia sconvolge tutti e quindi il malato va seguito prima, durante e dopo: dal punto di vista medico-estetico, dal punto di vista della chirurgia plastica e dal punto di vista della nutrizione, ma soprattutto dal punto di vista psicologico, affrontando tutti gli aspetti di una patologia che può essere altamente invalidante come quella oncologica. Prendersi cura della persona significa andare oltre la malattia e considerare salute, benessere psicofisico e qualità della vita come parti di un unico percorso. Il paziente, quindi, non può e non deve essere individuato come la patologia da cui è affetto, ma una volta individuato il problema occorre affrontare percorsi globali”.  Durante il convegno si è parlato di Medicina Estetica e Rigenerativa: dei meccanismi di rigenerazione con campi elettromagnetici deboli, di sinergia tra terapie sostitutive e rigenerative, di lifting non chirurgico con fili riassorbibili e di gestione cutanea nei pazienti oncologici; di tecniche innovative, non invasive,  e di  protocolli di biostimolazione multilevel; di approccio integrato tra medicina estetica e supporto al paziente oncologico; di Medicina della Longevità con approfondimenti sui trattamenti anti-aging, sul  ruolo della dermobiotica e della salute urinaria e sessuale, del benessere vulvo-vaginale nelle pazienti oncologiche e del  ritmo cardiaco come indicatore di longevità; dell’uso di ossigeno molecolare e acido ialuronico nelle distrofie vulvovaginali; di Tricologia: della ricrescita dei capelli dopo le terapie oncologiche; di  medicina di precisione in tricologia oncologica; di  impatto psicologico della trasformazione dell’immagine corporea; di  Chirurgia Plastica Estetica e Ricostruttiva e di Chirurgia Maxillo-Facciale: di tecniche avanzate di ringiovanimento delle mani, di oncologia cutanea, di mastoplastica additiva mininvasiva, di chirurgia ortognatica, di diagnostica per immagini e di  trattamenti innovativi post-amputazione. Sono state presentate anche tecniche mininvasive e  tecnologie avanzate come la carbossiterapia. Nella sessione LILT si è parlato di Intelligenza Artificiale in medicina estetica oncologica, dell’importanza del microbioma cutaneo, di epigenetica, e degli effetti indesiderati da alta tecnologia, di prevenzione terziaria e di  immagine corporea post-radioterapia; si è parlato anche di integrazione tra tecnologia, medicina estetica e aspetti medico-legali; di nutrizione nel percorso oncologico, di  riabilitazione psicologica, prevenzione tumori gastrointestinali, di dieta mediterranea, delle molecole della longevità, del ruolo delle incretine, di  identità medica nell’era digitale e dell’approccio olistico che collega alimentazione, benessere psicologico e prevenzione. Numerose sessioni sono state  dedicate al benessere, alla qualità della vita e al supporto psicologico dei pazienti in cura oncologica. All’inaugurazione del convegno è intervenuto  il Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca che si è impegnato fortemente a portare avanti un programma , un articolato progetto, per la prevenzione oncologica , sviluppato dal professor Francesco Schitulli , Presidente della LILT, la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori,  che sarà poi  presentato al Comune di Salerno.  Il presidente della LILT, Francesco Schittulli, Senologo-Chirurgo Oncologo, ha sottolineato l’importanza  di organizzare  campagne di prevenzione e  convegni come quello ideato dalla dottoressa Vinciguerra:” E’  importante sensibilizzare l’opinione pubblica sul fatto che prevenire è meglio che curare, anche perché poi la patologia, ovviamente, implica tutta una serie di problematiche che vanno risolte, quindi è meglio muoversi prima che la malattia venga diagnosticata. Oggi le  percentuali di guarigione sono sempre maggiori rispetto a quelle degli anni precedenti, pertanto rispetto a ciò bisogna continuare a lavorare sul piano della ricerca  e della prevenzione”. Il Professor Francesco Schittulli,  ha anche spiegato il ruolo che ha l’intelligenza artificiale nella prevenzione dei tumori:” Rappresenta il futuro, sia sotto l’aspetto diagnostico, sia terapeutico. In campo oncologico si può anticipare la diagnosi e intervenire efficacemente garantendo  delle prestazioni appropriate, cioè personalizzate”. Ad aprire i lavori insieme alla dottoressa Vinciguerra, che ha letto il saluto del Sindaco di Cetara, Fortunato Della Monica, è stato il professor, Onorevole  Guido Milanese, Specialista in Psichiatria e Psicoterapia, Presidente Onorario del convegno,  il quale ha evidenziato la costante crescita dell’evento: “Ogni anno si migliora! E’  un convegno che in qualche modo aspira sempre più in alto e che ha un  carattere nazionale e internazionale: viene trattato tutto ciò che attiene alla medicina del benessere;  spazia in tutti i campi delle varie specializzazioni della medicina. Il tema di quest’anno, relativamente all’oncologia, è un tema particolarmente significativo perché sta ad indicare il miglioramento della qualità della vita e quindi del benessere, della ricerca, dell’estetica, anche quando si ha un male così inesorabile come quello di un tumore. Sappiamo quanto incide la psicologia nell’ambito anche delle difese immunitarie, pertanto lo star bene con sé stessi  e non perdere l’identità del sé corporeo, ha un significato particolare perché alimenta la capacità di risposta delle difese immunitarie rispetto al male che in qualche modo tenta di deprimere naturalmente queste difese stesse. Pertanto è importante tener conto di  quanto è venuto fuori da questo convegno, il significato ed il senso di doversi voler bene anche nelle condizioni più avverse, perché il volersi bene anche in quelle condizioni migliora le possibilità di difendersi”. Il convegno si è articolato in sette sessioni principali, ciascuna presieduta da esperti di settore e con la partecipazione di relatori qualificati.  Nel corso della prima sessione, dedicata alla medicina estetica e rigenerativa, presieduta dalla dottoressa Gloria Trocchi, Specialista in Medicina Interna, Vice Presidente SIME e Coordinatrice del Servizio Ambulatoriale di Medicina Estetica all’Ospedale Isola Tiberina-Gemelli di Roma, con la moderazione della dottoressa Concetta D’Ambrosio, della dottoressa Francesca Finelli, Biologa Nutrizionista, Specialista in Scienza dell’Alimentazione presso l’A.O. San Giuseppe Moscati di Avellino, e del dottor Raffaele Polichetti, il dottor Dario Dorato, Consigliere della Scuola Internazionale di Medicina Estetica (Fondazione Carlo Alberto Bartoletti), ha illustrato i meccanismi di rigenerazione con campi elettromagnetici deboli. Successivamente, il dottor Pasquale Abbruzzese, Professore a contratto del Master in Medicina Estetica dell’Università Federico II di Napoli, ha approfondito le opzioni rigenerative affermando che :”Se la paziente ha bisogno di avere un bell’aspetto in breve tempo dobbiamo usare l’Acido Ialuronico che dà un effetto immediato, mentre per un’azione rigenerativa profonda si usano materiali come il Polilattico o le Cellule Staminali, che richiedono tempi fisiologici più lunghi”. Le tecniche mininvasive sono state esaminate dal dottor Carmine Papa, Specialista in Anestesia e Rianimazione e docente al Master dell’Università Tor Vergata, che ha presentato un  case report sul lifting medio-facciale con fili in PDO, e dalla dottoressa Laura Piombino, Specialista in Scienza dell’Alimentazione e Consigliere Nazionale SIME, che ha trattato la gestione cutanea nei pazienti in follow-up oncologico. Nella seconda parte della sessione, la dottoressa Gloria Trocchi ha sottolineato come la medicina estetica sia un supporto ormai indispensabile in oncologia, seguita dal dottor Giuseppe Serpieri, Specialista in Chirurgia Vascolare e Medico Estetico, che ha analizzato la gestione delle complicanze da fili di trazione, e dalla dottoressa Rachele Sorrentino, Medico di Medicina Generale con formazione in Medicina Estetica, focalizzata sulle strategie rigenerative nel ringiovanimento del collo. Particolare interesse ha suscitato l’intervento del dottor Giovanni Alberti, Specialista in Medicina dello Sport e Presidente dell’Associazione “Lilli Lorusso – Mano nella Mano – ODV”, il quale ha posto l’accento sul ruolo etico del medico:” Il  il primum movens del medico estetico non dover essere quello di essere per forza accondiscendente: deve saper dire di no nei casi impossibili e fare prevenzione partendo dai bambini, educandoli ad evitare sedentarietà e cibi processati in favore dello sport e della dieta mediterranea”. La sessione si è chiusa con la dottoressa Paola Tarantino, Medico Estetico attiva in Italia e a Lugano, che ha illustrato il suo approccio di biostimolazione tridimensionale:” Il 3D del viso è un ringiovanimento globale in cui andiamo a sostenere le strutture in profondità, dal periostio alla superficie, con acido ialuronico e biorivitalizzanti per donare un aspetto riposato, sano e naturale senza stravolgere i lineamenti”. La sessione della “Medicina della Longevità” è stata moderata del dottor Dario Dorato, Consigliere della Scuola Internazionale di Medicina Estetica e dalla dottoressa Laura Baccari, Dirigente medico di Anestesia e Rianimazione ASL Salerno e Consigliere regionale SIAARTI. Il dottor Raffaele Petta, Direttore del Centro Fecondazione Assistita di Salerno e specialista in ostetricia e ginecologia, ha parlato di trattamento con ossigeno molecolare ad alte concentrazioni ed acido ialuronico delle distrofie vulvovaginali:”. Questa tecnica consente di contrastare la degenerazione e l’atrofia cutaneo-mucosa, tipiche della post-menopausa o indotte dai trattamenti oncologici, migliorando nettamente la qualità di vita della paziente e la sua sintomatologia: secchezza, disturbi urinari, disturbi nei rapporti, scarse secrezioni, sanguinamenti al toccamento;  migliora la salute vulvovaginale ed anche la performance a livello sessuale”. Il dottor Eugenio Luigi Iorio, Specialista in Biochimica Clinica e docente di Biologia dell’invecchiamento all’Università Federale di Uberlândia in Brasile, collegato dal Brasile,  ha illustrato il potenziale della biodiversità amazzonica per la medicina  anti-aging ed estetica:”Açaí, urucum, camu-camu e tucumã offrono sostanze bioattive studiate per modulare le difese cellulari, lo stress ossidativo e l’infiammazione. Al centro, i segnali biologici che regolano l’adattamento allo stress e i processi dell’invecchiamento. Le evidenze, ancora prevalentemente sperimentali, suggeriscono potenzialità anche contro il fotoinvecchiamento, da verificare con studi clinici. La prospettiva è una nutraceutica personalizzata che favorisca un invecchiamento di successo, di cui una pelle sana e vitale sia espressione. La medicina estetica si apre così a una visione che collega la qualità della pelle alla salute dell’intero organismo, valorizzando la biodiversità nel rispetto delle comunità amazzoniche. Le molecole che stiamo studiando: tocotrienoli, geranilgeraniolo e quercetina”. La dottoressa Francesca Finelli, Biologa Nutrizionista, Specialista in Scienza dell’Alimentazione con  Dottorato di Ricerca in Nutraceuticals and functional food and Human Health presso l’ Azienda Ospedaliera San Giuseppe Moscati, Avellino, ha parlato di dermobiotica e Skin Longevity:” Un concetto innovativo questo della dermobiotica che si ricollega a quello che è la nuova visione e le nuove ricerche scientifiche sul mondo del microbiota intestinale. La dermobiotica analizza l’asse diretto tra cervello, intestino, pelle e microbiota; parlare di Skin Longevity significa adottare una logica proattiva che mira alla salute biologica cutanea a lungo termine e alla qualità della vita, integrando alimentazione e stile di vita”. Il quadro della longevità è stato completato dal professor Rocco Papalia, Ordinario di Urologia al Campus Bio-Medico di Roma, che ha approfondito il ruolo  della salute sessuale e urinaria nel benessere globale. La  dottoressa Annarosa Catizzone, Segretario SIME (Società Italiana di Medicina Estetica), si è soffermata a parlare delle problematiche dermatologiche e i pseudolinfomi da tatuaggi. Il professor Roberto Angioli, Ordinario di Ginecologia Oncologica al Campus Bio-Medico e Presidente SIOG, ha parlato di  benessere vulvo-vaginale nelle pazienti oncologiche, mentre il dottor Carmine Romano, Cardiologo presso la Clinica Montevergine di Mercogliano, ha evidenziato come il ritmo cardiaco sia un indicatore fondamentale di longevità. La sessione dedicata alla tricologia, presieduta dalla dottoressa Maria Laura Vinciguerra, moderata dal professor Pasquale Abbruzzese, ha approfondito l’impatto della caduta dei capelli nelle terapie oncologiche. La dottoressa Rosa Giannatiempo, Medico Tricologo, Anatomo Patologo e Coordinatore Nazionale SITri, ha evidenziato le correlazioni metaboliche:” Molte pazienti prima del tumore presentano già patologie come sindrome metabolica o insulino-resistenza che causano diradamento; le cure oncologiche aggravano il quadro e generano un forte impatto psicologico: spesso le pazienti non desiderano farsi vedere con un diradamento così importante. Occorre intercettare precocemente queste donne con percorsi dedicati, con l’uso di caschetti refrigeranti e terapie farmacologiche mirate per prevenire la mancata ricrescita”. Successivamente, la dottoressa Fiorella Bini, Specialista in Dermatologia, Past President SITri e cofondatrice del Gruppo di Tricologia Oncologica, ha illustrato i passi avanti della medicina di precisione: “ Circa l’8% delle pazienti rischia di rifiutare la chemioterapia per paura dell’alopecia. Oggi possiamo intervenire con successo attraverso la fotobiomodulazione e farmaci rigenerativi, purché somministrati nelle giuste fasi biologiche. La fotobiomodulazione consiste nell’utilizzo delle luci per la rigenerazione dei capelli. Per quanto riguarda i medicinali usiamo la finasteride che aiuta a rallentare la perdita di capelli e a favorirne la ricrescita”.  La dottoressa Bini ha anche spiegato le cure per le donne oncologiche, soprattutto per quelle affette da tumore al seno che più di tutti provoca la caduta dei capelli”. La Società Italiana di Tricologia, attraverso un gruppo di tricologia oncologica, si occupa da tempo di come assistere le donne dopo il trattamento oncologico per la ricrescita dei capelli.  Dall’ 11 di novembre è nata l’associazione” Oltre la Terapia” che ha l’obiettivo di curare la perdita dei capelli nelle pazienti oncologiche insieme ad altre figure professionali”. L’aspetto emotivo e la ricostruzione dell’identità corporea sono stati analizzati dalla dottoressa Elvira Tulimieri, Psicologa e Psicoterapeuta presso l’Oncologia dell’ASL Salerno a Pagani, mentre l’approccio chirurgico post-radioterapia è stato descritto dal dottor Alessandro Roberto, specialista in Chirurgia Generale. L’integrazione nutrizionale in chemioterapia è stata dettagliata dal dottor Vittorio Marrazzo, Biotecnologo Medico presso la Federico II di Napoli. La quinta sessione ha messo a confronto la chirurgia plastica, ricostruttiva e maxillo-facciale, sempre sotto la presidenza della dottoressa Vinciguerra e con la moderazione del dottor Attilio Maurano, Vice Presidente OMCEO Salerno ed ex Direttore di Endoscopia Operativa al “Ruggi d’Aragona”, della dottoressa Paky Memoli, Endocrinologa e Assessore alla Sanità del Comune di Salerno. La dottoressa Loredana Cavalieri, Specialista in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva,  Consigliere SIME, collegata da remoto, ha presentato un’innovativa tecnica di ringiovanimento delle mani: “Il dorso delle mani rivela prematuramente l’età e va trattato con estrema attenzione anatomica. L’uso di idrossiapatite di calcio iperdiluita permette di ristrutturare la texture cutanea, ripristinare i volumi persi per invecchiamento o dimagrimento e prevenire complicanze, garantendo un risultato naturale”. Il professor Franz W. Baruffaldi Preis, Direttore della Chirurgia Plastica e Centro Ustionati dell’Ospedale Niguarda di Milano da dove era collegato,  ha illustrato i progressi della prevenzione dermatologica: “Per prevenire le neoplasie cutanee occorre evitare comportamenti a rischio come l’esposizione solare sregolata o le lampade artificiali. È fondamentale effettuare controlli annuali e ricordare che quando una lesione o una ferita non rimargina dopo tre settimane, occorre subito verificare che non si tratti di un tumore”. Il dottor Stefano Santoro, Chirurgo Plastico del Campus Bio-Medico di Roma, ha descritto la tecnica mininvasiva Preservé per la mastoplastica additiva: “ Questa tecnica è calibro-specifica sul diametro della protesi, utilizza un accesso più piccolo (circa 2-2,5 cm) eseguito per via smussa e con idrodisezione. A differenza della tecnica tradizionale, viene preservato il muscolo grande pettorale, senza sezionarlo,  e non si utilizzano drenaggi. L’intervento prevede un regime di ricovero di tipo day hospital con dimissioni dopo circa un’ora o massimo un’ora e mezza; un dolore post-operatorio descritto come trascurabile e un recupero rapido”. Per la chirurgia nasale, il professor Paolo Persichetti, Direttore della Chirurgia Plastica al Campus Bio-Medico di Roma, ha spiegato che nelle rinoplastiche primarie l’obiettivo è preservare o ricostruire l’anatomia originale per mantenere una buona funzione respiratoria e un risultato estetico ottimale. Il professor Persichetti  ha spiegato che oggi la rinoplastica  è una delle operazioni più richieste, sia dal sesso femminile, sia da quello maschile, e dettagliato la ricostruzione dell’M-Arch evidenziando come le due cartilagini alari nella parte mediale e laterale possano ricordare vagamente la lettera M (la classica “M di McDonald”, molto regolare rispetto alla realtà anatomica:” La ricostruzione punta proprio a ripristinare questa forma geometrica per garantire la stabilità. La  punta nasale è l’elemento critico della rinoplastica. Ricostruire correttamente la geometria alare e la continuità dei legamenti, come il legamento di Pitanguy, permette di ristabilire il perfetto equilibrio tra estetica e funzione respiratoria, ricorrendo all’occorrenza alla banca dei tessuti per gli innesti cartilaginei”. Ha poi aggiunto un richiamo all’etica professionale: “Sconsigliamo ai pazienti di basarsi sui render o sui modelli social; ogni volto ha una propria anatomia unica ed è indispensabile affidarsi a professionisti di provata competenza ed etica”. Sul distretto facciale è intervenuto anche il professor Pasquale Piombino, Direttore della Struttura Complessa di Caserta e Associato di Chirurgia Maxillo-Facciale, ha illustrato come la chirurgia ortognatica sia diventata un paradigma di bellezza tridimensionale: “ La chirurgia maxillo-facciale nasce dall’evoluzione dell’odontoiatria. Negli anni, il trattamento si è evoluto dalle sole deformità scheletriche e patologie mascellari fino a coinvolgere tutto il volto e l’intero distretto cranio-facciale. Oggi superiamo la vecchia visione bidimensionale guidata solo dai denti per adottare un approccio Face-Driven gestito via Digital Workflow. Tramite TAC 3D, scansioni e guide di taglio stampate in 3D, programmiamo lo spostamento osseo millimetrico per correggere le asimmetrie e ripristinare l’armonia dell’intero volto. Il trattamento ortognatico richiede una stretta sinergia costante tra il chirurgo e l’ortodontista. L’ortodontista gestisce l’allineamento dei denti, spesso tramite allineatori invisibili, mentre il chirurgo pianifica gli spostamenti ossei basandosi su simulazioni computerizzate avanzate”. La diagnosi precoce è stata riaffermata nella relazione del dottor Davide De Concilio del “Centro Medico Percorso Senologico” del dottor  Gaetano Pellegrino. “Il carcinoma della mammella è il tumore femminile più frequente e colpisce circa una donna su quattro. Si stima che in Italia vengano diagnosticati circa 60.000 nuovi casi all’anno. Questo incremento è dovuto, sia a un cambiamento dello stile di vita, sia alla maggiore consapevolezza, all’adesione ai programmi di screening e al controllo medico costante, che permettono una diagnosi precoce. La diagnostica per immagini guida la chirurgia di precisione e la diagnosi precoce consente interventi sempre più conservativi” – ha spiegato il dottor De Concilio- “L’evoluzione della tomosintesi mammografica, l’uso di marcatori come il Magseed e l’integrazione dell’Intelligenza Artificiale tramite la Radiomica ci permettono di estrarre dati predittivi fondamentali. Un tempestivo riconoscimento di tumori mammari, specie in giovane età, può fare un enorme differenza sulla sopravvivenza e qualità di vita della donna. La possibilità di fare diagnosi in stadi molto precoci consente di effettuare trattamenti chirurgici più conservativi piuttosto che demolitivi come le mastectomie”. Il dottor De Concilio ha spiegato anche le applicazioni principali in ambito senologico dell’Intelligenza Artificiale:” La CAD che costituisce un’aggiunta potenziale molto valida al lavoro del radiologo senologo, e la Radiomica che consiste nell’analisi di alcuni dati non visibili all’occhio umano che possono dare grandi informazioni sulla natura delle lesioni sospette”.  A chiudere la sessione clinica è stato il dottor Domenico Amuso, Specialista in Chirurgia Generale e Medicina dello Sport, che ha mostrato uno straordinario caso di salvataggio di un arto inferiore semi-amputato: “Di fronte a un quadro clinico critico che sembrava destinato all’amputazione, abbiamo applicato un protocollo di medicina rigenerativa combinando carbossiterapia, aminoacidi, acido ialuronico e campi elettromagnetici deboli. La completa riepitelizzazione e il recupero funzionale dell’arto dimostrano che quando la medicina avanzata viene applicata con rigore, i risultati clinici sono concreti”. La sessione speciale promossa dalla LILT, presieduta dal professor Francesco Schittulli e moderata dalla dottoressa Maria Laura Vinciguerra  ha affrontato le frontiere della tecnologia e dell’etica. Il dottor Valerio Cirfera, Presidente della Società Italiana di Dermatologia Legale e Forense, ha evidenziato le responsabilità nell’era dell’IA: “L’Intelligenza Artificiale è un supporto straordinario che va usato con equilibrio e ponderazione, ma la responsabilità clinica e medico-legale dell’atto sanitario rimane sempre ed esclusivamente in capo al medico che firma il referto”. La professoressa Roberta Lovreglio, Dermatologo e Coordinatrice del Centro di Medicina Estetica Oncorigenerativa (CRE) della LILT, ha trattato il ruolo dell’ozonoterapia e del microbioma cutaneo:” Il paziente oncologico presenta una cute estremamente sensibile; occorre valutarne il check-up cutaneo, proteggere il film idrolipidico e prevenire le complicanze da radio e chemioterapia attraverso una dermocosmesi mirata e rispettosa della barriera cutanea. L’ozonoterapia non è ancora una metodica riconosciuta a livello oncologico, anche perché non ci sono studi adeguati che ne dimostrino l’efficacia reale”. La sessione LILT è proseguita con il professor Francesco Cortellessa, docente ed esperto in radiodiagnostica e medicina estetica, che ha parlato di energia cellulare, epigenetica e medicina estetica nel percorso oncologico. Il  dottor Ivano Luppino, Ricercatore alla Clinica Dermatologica dell’Università di Catania, ha parlato degli effetti indesiderati da alta tecnologia, mentre la dottoressa Antonella Ciabattoni, Direttore ff di Radioterapia alla ASL Roma 1 e docente all’Università Unicamillus, collegata da remoto,  ha parlato della  prevenzione terziaria e dell’immagine corporea dopo  la radioterapia. È seguito il contributo della dottoressa Anna Perna, medico estetico, agopuntore ed esperto in fitoterapia, con studio a Napoli,  ha spiegato il  protocollo integrato: “Sinergia In-Out” nella Medicina Estetica  e la Biostimolazione per i pazienti oncologici:” L’approccio combina integrazione nutrizionale e biostimolazione estetica/funzionale: la Terapia IN (Integrazione e Nutrizione) è  una sinergia riguardante praticamente tutto quello che noi introduciamo, quindi con la dieta, eventualmente con la nutraceutica, con gli integratori. Viene utilizzato un super antiossidante (il Bacca Maki), che agisce sulla senescenza cellulare, unito a niacina, zinco, selenio, acido ialuronico, elastina e collagene marino idrolizzato. La Terapia OUT( Biostimolazione cutanea) è una biostimolazione, a livello cutaneo, soprattutto nel paziente che ha vissuto un periodo di stress, di forte malattia. Previa autorizzazione dell’oncologo, si interviene per migliorare la Skin Quality della cute e, in una fase successiva (se si interviene sulla perdita di volumi del viso), si utilizzano filler a bassissimo BDDE, altamente studiati per la massima sicurezza tissutale”. La  dottoressa Roberta Perna, medico chirurgo, medico estetico e medico di medicina tradizionale cinese, è intervenuta presentando dei casi clinici di medicina estetica:” Dei  pre e post full face in cui abbiamo trattato dei pazienti di una certa età che o che  avevano avuto dei problemi di salute di tipo neoplastico” La dottoressa Roberta Perna ha sottolineato l’importanza di  non creare dei mostri dal punto di vista estetico:” E’ necessario un trattamento etico, una scelta di coerenza estetica” e spiegato che anche i medici devono essere coinvolti nel fenomeno dell’ecosostenibilità:” Scegliere un materiale  che ci offra la possibilità  di evitare il rilascio di plastica nell’ambiente deve essere un dovere di tutti: anche usare una   siringa di vetro temperato, piuttosto che in plastica, per iniettare il filler, può orientare i medici verso  un approccio olistico e integrato di “one health”.  L’ultima sessione, focalizzata su nutrizione e benessere globale, è stata presieduta dal professor Vito Amendolara, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Dieta Mediterranea, e moderata dal professor Pasquale Abbruzzese e dal dottor Giovanni Saggiomo, Dirigente Medico di Chirurgia Pediatrica all’AORN Santobono-Pausilipon di Napoli. La dottoressa Rita Schiano di Cola, Dietista e Nutrizionista al Pineta Grande Hospital di Caserta, con un video ha illustrato il supporto nutrizionale nelle fasi della malattia, mentre la dottoressa Carla Milanese, Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale a Milano, ha spiegato il passaggio dal distress al benessere: “Il proseguimento delle attività fisiche, relazionali e affettive è prioritario per mantenere una qualità di vita adeguata del paziente oncologico; la terapia cognitivo-comportamentale fornisce strumenti concreti per elaborare la malattia e riappropriarsi del proprio vissuto”. Il dottor Attilio Maurano , Vicepresidente dell’Ordine dei Medici di Salerno, già Direttore UOC Endoscopia Operativa AOU “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno, Vice Presidente OMCEO Salerno e consulente presso la “Villa del Sole” di Salerno,   ha portato i saluti del Presidente dell’Ordine dei Medici, Giovanni D’Angelo, e sottolineato il valore degli screening per la prevenzione del cancro al colon-retto:” La prevenzione salva la vita: eseguire un’endoscopia a 50 anni permette di individuare e asportare i polipi prima che possano degenerare in tumori a 60 anni. Le nuove tecniche ematochimiche e l’IA che ci consentono di  fare gli screening del cancro del colon in maniera molto più accurata e a vedere anche lesioni molto piccole”. La sessione è continuata con la professoressa Severina Pacifico (Università Vanvitelli) sui metaboliti della Dieta Mediterranea; con  la dottoressa Veronica Di Nardo, Biologa Nutrizionista, che ha spiegato l’uso delle proresolvine: le molecole della longevità. Il  professor Massimo Ciccozzi, Ordinario di Epidemiologia al Campus Bio-Medico, attraverso un video, si è soffermato sui modelli di Global Health. Il  dottor Pasquale Mone (Università del Molise) ha spiegato il ruolo delle incretine contro l’obesità e  i rischi cardiometabolici. Il  dottor Antonio Brando, Medico Chirurgo, Specialista in Urologia, già Dirigente Medico dell’Azienda Ospedaliera “San Giuseppe Moscati” di Avellino,  ha spiegato l’importanza dell’integrazione vitaminica:” Per prevenire le   neoplasie, oltre ad effettuare dei regolari controlli clinici che consentono diagnosi precoci, è necessario  adottare un corretto stile di vita.  Sarebbe opportuno seguire una corretta alimentazione come quella suggerita dalla Dieta Mediterranea  e praticare  una moderata attività fisica: i famosi 10mila passi al giorno”. A concludere il convegno è stato il  dottor Valerio Abbruzzese, Digital Transformation Manager, che ha parlato dell’evoluzione dell’identità medica e dell’etica nell’era digitale.  Il successo scientifico ed organizzativo dell’evento è stato garantito dal rigoroso lavoro del Comitato Scientifico composto dalla dottoressa Fiorella Bini, dal professor Massimo Ciccozzi, dalla dottoressa Rosa Giannatiempo, dal dottor Eugenio Luigi Iorio, dalla dottoressa Carla Milanese, dal professor Paolo Persichetti, dalla dottoressa Maria Laura Vinciguerra e dal dottor Raffaele Antonio Vinciguerra ha scelto i nomi dei dottori, relatori e  moderatori , specialisti in vari settori, tutti di alto livello scientifico, che si sono confrontati sui vari aspetti etici e clinici, sugli  aggiornamenti scientifici e sulle  problematiche di grande attualità :  Pasquale Abbruzzese, Valerio Abbruzzese, Giovanni Alberti, Vito Amendolara, Domenico Amuso, Roberto Angioli, Laura Baccari, Emanuele Bartoletti, Franz Wilhelm Baruffaldi Preis, Fiorella Bini,  Antonio Brando, Annarosa Catizzone, Loredana Cavalieri, Antonella Ciabattoni, Massimo Ciccozzi, Valerio Cirfera, Francesco Cortellessa, Concetta D’Ambrosio, Davide De Concilio, Rita Schiano di Cola, Veronica Di Nardo, Dario Dorato, Francesca Finelli, Rosa Giannatiempo, Eugenio Luigi Iorio, Roberta Lovreglio, Ivano Luppino, Vittorio Marrazzo, Attilio Maurano, Pasqualina Memoli, Carla Milanese, Pasquale Mone, Severina Pacifico, Carmine Papa, Rocco Papalia, Gaetano Pellegrino, Anna Perna, Roberta Perna,  Raffaele Petta, Paolo Persichetti, Laura Piombino, Pasquale Piombino, Raffaele Polichetti, Alessandro Roberto, Carmine Romano, Giovanni Saggiomo, Maria Bruna Santoni, Stefano Santoro, Rita Schiano Di Cola, Francesco Schittulli, Giuseppe Serpieri, Rachele Sorrentino, Paola Tarantino, Gloria Trocchi, Elvira Tulimieri, Maria Laura Vinciguerra. Tanti gli stand presenti nella hall dell’albergo che proponevano prodotti professionali di medicina estetica tra i quali vi erano anche lo stand della “LILT” e quello dell’associazione “Sportello Rosa” presieduta dall’avvocato  Maria Gabriella Marotta, che ha illustrato i progetti di ascolto e prevenzione contro la violenza di genere, coordinati sul territorio.

Aniello Palumbo