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Quando il suono delle campane orientava la città: il campanile del Duomo di Salerno come “faro acustico” normanno

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Può un campanile medievale essere letto non solo come segno religioso e monumentale, ma anche come dispositivo capace di organizzare lo spazio attraverso il suono? Da questa domanda prende forma la ricerca condotta dal Professor Fabrizio Barone, Ordinario di Fisica Applicata dell’Università degli Studi di Salerno, insieme al Professor Marco Casazza. Al centro dello studio vi è il campanile della Cattedrale di Salerno, interpretato come sistema architettonico in grado di amplificare e orientare la propagazione sonora nella città normanna. Il Professor Barone ha spiegato che l’indagine nasce da un approccio interdisciplinare:” Nel quale acustica, geometria, architettura e storia del territorio concorrono a un’unica lettura scientifica. Il campanile non viene osservato soltanto come struttura destinata a sostenere la campana, né esclusivamente come elemento decorativo o simbolico, ma come elemento architettonico dotato di una funzione comunicativa. In questa prospettiva, il suono non sarebbe stato un fenomeno accessorio, ma un mezzo capace di attraversare lo spazio, scandire il tempo collettivo e raggiungere punti strategici. Il punto di partenza è la torretta superiore. La sua configurazione, costituita da un volume cilindrico sormontato da cupola emisferica e aperto da dodici finestre laterali voltate, presenta caratteristiche che meritano di essere interpretate anche in chiave funzionale. La campana del XIII secolo, sospesa al suo interno, eccita la cavità architettonica, trasformando la torretta in una struttura risonante. Analisi acustiche e simulazioni numeriche mostrano compatibilità tra frequenze di emissione della campana, forma della cavità e disposizione delle aperture. Da tali elementi emerge l’ipotesi di un sistema acustico integrato, nel quale campana e campanile non agiscono come componenti separati, ma come parti di una medesima architettura sonora. Le dodici aperture non avrebbero avuto soltanto la funzione di consentire la diffusione del suono, ma anche il ruolo di contribuire alla sua direzionalità”. Il Professor Barone ha spiegato che la torretta si configura come una struttura capace di amplificare e indirizzare il segnale sonoro secondo una logica progettuale non casuale:” È in questo quadro che prende consistenza l’interpretazione del campanile come “faro acustico” direzionale della Salerno medievale”.  Barone ha sottolineato che la  ricerca non si limita al singolo manufatto:” La posizione della Cattedrale, in rapporto con porte urbane, Castello di Arechi, campanili di chiese entro la cinta muraria e luoghi del potere religioso e civile, rafforzano l’ipotesi secondo cui le  direttrici sonore risultano compatibili con assi significativi della città normanna:” Il campanile del Duomo, oltre al valore artistico e religioso, potrebbe quindi essere stato elemento chiave di governo del territorio, contribuendo alla comunicazione e al controllo simbolico e operativo”. Questa lettura si inserisce in un contesto storico di particolare densità culturale:” Il Mezzogiorno medievale è stato un luogo di incontro e integrazione tra civiltà differenti. Salerno ne rappresenta uno degli esempi più rilevanti: capitale del Principato longobardo, sede della Scuola Medica Salernitana e poi centro politico normanno con Roberto d’Altavilla, fu un laboratorio di relazioni tra culture, saperi e forme di potere. In tale scenario, anche il suono delle campane poteva assumere un valore liturgico, sociale, politico e territoriale. Lo studio si estende quindi al paesaggio sonoro medievale del Mezzogiorno. Campanili, torri, monasteri, chiese, fortificazioni e centri abitati appaiono spesso disposti a distanze compatibili con la propagazione del suono delle campane. In alcuni casi, tali presenze sembrano colmare vuoti acustici, contribuendo alla formazione di corridoi di comunicazione sonora. Questa ipotesi consente di rileggere i campanili normanni come possibili nodi di una rete acustica, capace di sincronizzare attività religiose e civili, rafforzare l’identità delle comunità e favorire la coesione di territori complessi. Il campanile della Cattedrale di Salerno diventa così il simbolo di una nuova interpretazione del patrimonio culturale: non soltanto monumento religioso o capolavoro architettonico, ma possibile infrastruttura sonora, testimonianza materiale di un rapporto profondo tra forma, funzione, potere e paesaggio”. In questa prospettiva il campanile esprime il Genius Loci di un Mezzogiorno costruito attraverso secoli di stratificazioni e integrazioni culturali”. I risultati, cui ha collaborato la professoressa Rosa Fiorillo, Professore Associato di Archeologia Cristiana e Medievale presso il Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università di Salerno, sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista “npj Heritage Science” di Springer Nature.

Aniello Palumbo