Venti studenti: dottorandi, dottori di ricerca e ricercatori, provenienti da varie Università d’Italia, parteciperanno, dal 25 al 29 maggio, presso il “Complesso San Michele di Salerno”, alla Summer School su “Green Transformation and Inequalities: New Challenges for Regional Policies” organizzata, dal DISES, il “Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche” dell’Università di Salerno, diretto dal professor Sergio Destefanis, insieme all’AISRE, l’Associazione Italiana di Scienze Regionali, presieduta dal Professor Giulio Cainelli. La scuola si articolerà in cinque giorni che prevedono lezioni teorico pratiche, che si terranno la mattina, mentre nel pomeriggio si potranno seguire dei laboratori di pratica empirica con la presentazione, da parte dei discenti interessati, dei propri lavori e progetti, al fine di avere dei feedback utili. Un pomeriggio sarà dedicato all’incontro di editor di riviste scientifiche di fama internazionale. Da una prospettiva di scienza regionale, la trasformazione verde costituisce un importante cambiamento strutturale, capace di ridefinire l’organizzazione sul territorio delle attività economiche, i percorsi di sviluppo regionale e i quadri di governance multilivello. Sebbene la transizione verso la sostenibilità ambientale rappresenti una risposta fondamentale al cambiamento climatico e alle pressioni ecologiche, essa pone anche sfide cruciali in termini di coesione territoriale, disuguaglianze territoriali e impatti differenziati tra regioni. Le Regioni differiscono profondamente per struttura produttiva, capacità innovativa, sistemi energetici e qualità istituzionale, determinando capacità molto diverse di adattarsi e beneficiare della transizione verde. Le Regioni strutturalmente più deboli, spesso caratterizzate da bassa produttività, limitata diversificazione, mercati del lavoro fragili e ridotta capacità di policy, affrontano costi di aggiustamento particolarmente elevati. In questi contesti, la trasformazione verde potrebbe non agire come motore di convergenza, ma piuttosto rafforzare trappole di sviluppo e dipendenze dal percorso già esistenti. Inoltre, per le aree interne e periferiche già esposte a processi di spopolamento, deindustrializzazione e riduzione dell’accessibilità, la transizione verde può rappresentare un punto di svolta critico. Se progettate in modo inadeguato o scarsamente integrate nelle specificità territoriali locali, le politiche ambientali e climatiche rischiano di diventare un colpo finale, erodendo ulteriormente la sostenibilità economica, la resilienza sociale e le prospettive di sviluppo. Al contrario, se interpretata attraverso una prospettiva place-based e territorialmente consapevole, la transizione verde può aprire nuove opportunità per lo sviluppo endogeno, il turismo sostenibile e l’innovazione green. Comprendere queste dinamiche contrapposte rappresenta una sfida centrale per la moderna scienza regionale. La Summer School mira a coinvolgere dottorandi e giovani ricercatori in questo dibattito, fornendo strumenti teorici ed empirici avanzati per analizzare il modo in cui la trasformazione verde interagisce con le disuguaglianze regionali e con le politiche regionali. Combinando quadri concettuali con metodi quantitativi e spaziali applicati, la School intende stimolare una riflessione critica sulle condizioni in cui le transizioni verso la sostenibilità possano approfondire i divari territoriali oppure favorire percorsi di sviluppo regionale più inclusivi e resilienti. Di alto spessore culturale i docenti che parteciperanno alla Summer School: Jeroen van den Bergh (Universitat Autònoma Barcelona and Vrije Universiteit Amsterdam); Arnab Bhattacharjee (Heriot-Watt University); Maria Giovanna Brandano (Gran Sasso Science Institute – GSSI); Raffaello Bronzini (Banca d’Italia); Sergiu Constantin Burlacu (Fondazione Bruno Kessler – FBK-IRVAPP); Sergio Pietro Destefanis (Università di Salerno); Ugo Fratesi (Politecnico di Milano); Claudia Ghisetti (Università degli Studi di Milano-Bicocca); Giuseppe Giordano (Università di Salerno); Michele Raitano (Università La Sapienza di Roma); Alessandro Sapio (Università degli Studi di Napoli Parthenope); Maria Prosperina Vitale (Università di Salerno). Importante il lavoro svolto dai professori del Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche, dell’Università di Salerno che hanno organizzato la Summer School: Fabio Carlucci, Gianluigi Coppola, Sergio Pietro Destefanis, Anna Maria Ferragina, Fernanda Mazzotta, Lavinia Parisi. Aniello Palumbo
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