“Il Teatro è corpo, è emozione, è mente e memoria, ma anche relazione. Riflettere insieme sul valore educativo del teatro rappresenta la strada maestra per restituire significato ad una esperienza formativa che è strategia pedagogica fondamentale per intervenire, in modo concreto, anche sul disagio giovanile”. E’ stata la professoressa Ester Andreola, pedagogista e socia del “Club Inner Wheel Salerno Carf” a presentare il progetto “La Cultura del Teatro come Volano di Sviluppo” che ha lo scopo di valorizzare il ruolo del Teatro nella realtà contemporanea dando vita e parola agli esperti del settore, agli attori e ai giovani studenti delle scuole secondarie di II grado della nostra città che da anni vivono esperienze di teatro a scuola: “ Il progetto, che è partito il 20 febbraio, è consistito in un ciclo di tre conversazioni sul Teatro, presso il Complesso San Michele, e un incontro al “Teatro Pasolini” dove gli alunni di tre licei salernitani: il Liceo Classico “Francesco De Sanctis”, diretto dalla Dirigente Scolastica Cinzia Lucia Guida; il Liceo Classico “Torquato Tasso”, diretto dalla Dirigente Scolastica Ida Lenza e il Liceo Artistico “Sabatini -Menna”, diretto dalla Dirigente Scolastica Renata Florimonte, hanno presentato delle performance teatrali tratte dalle opere di autori greci”, ha spiegato la professoressa Andreola che ha introdotto i protagonisti della terza conversazione sul Teatro, tenutasi presso il Complesso Sa Michele, dedicata alla funzione del Teatro oggi ed in una prospettiva futura. L’incontro, moderato dal professore Alfonso Amendola, Docente e Referente del Rettore dell’Università di Salerno, Virgilio D’Antonio, per la Radio- Televisione d’Ateneo, è iniziato con gli interventi dei presidenti delle associazioni che hanno promosso, realizzato e sostenuto l’iniziativa: la Presidente del Club Inner Wheel Salerno Carf, la dottoressa Marcella Anzolin, che ha ricordato gli scopi e gli obiettivi dell’Inner Wheel:”E’ una delle più grandi organizzazioni femminili di service al mondo. Una rete internazionale di donne impegnate a promuovere amicizia, solidarietà e servizio, con l’obiettivo di sostenere progetti sociali, culturali e umanitari nella comunità locale e oltre. Essere parte di quest’ associazione significa condividere valori di attenzione verso gli altri, collaborazione e crescita comune”; il Presidente della “Fondazione Carisal”, il dottor Domenico Credendino, ha ricordato le tante iniziative organizzate presso il Complesso San Michele:” Mostre, concerti, attività di formazione professionale non convenzionali, eventi culturali ed anche di ambito sportivo. Il Complesso San Michele è ormai diventato un vero hub culturale e per questo ringrazio tutto lo staff; tutta la squadra Carisal diretta dal dottor Francesco Paolo Innamorato”. Il professor Alfonso Amendola, Professore di Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi dell’Università degli Studi di Salerno, ha portato i saluti del Rettore Virgilio D’Antonio e sintetizzato il tema dell’incontro “Il Teatro e il Futuro”:” Il Teatro ha un suo passato, una sua tradizione che bisogna tenere presente, ma il Teatro è il futuro: il teatro non è solo la sua forma spettacolare, narrativa, ma è innovazione, forza viva, è sempre un agire nel sociale. È un Teatro politico, corale: che vive la contemporaneità”. Il professor Giovanni Greco, Regista e Scrittore, Docente di Storia dello Spettacolo presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, ha ricordato che l’Accademia da novant’anni si occupa di formazione teatrale:” Dall’Accademia D’Amico, fondata nel 1936, sono usciti i più importanti attori e registi del nostro cinema e del nostro teatro: da Anna Magnani a Vittorio Gasmann, da Monica Vitti a Sergio Castellitto, fino agli ultimi come Pierfrancesco Favino e Fabrizio Gifuni”. Il professor Greco ha spiegato che nonostante i giovani vivano il mondo in modo completamente diverso rispetto al passato, immersi in un flusso continuo, veloce e iper-connesso, il teatro mantiene qualcosa di irrinunciabile:” La presenza del corpo e della voce dell’attore, la presenza dello spettatore. Oggi è tutto virtuale e forse il teatro è l’ultima forma rimasta per confrontarsi, di raccontare in presenza, di comunicare senza filtri e mediazioni. La possibilità che ha un uomo di raccontare ad un altro uomo una storia, facendosi interprete di un sentimento comune in cui si rispecchia una comunità è qualcosa che resterà nel tempo e che non tramonterà mai”. L’ Archeologo Gabriel Zuchtriegel, Direttore del Parco Archeologico di Pompei, ha raccontato com’è nata in lui l’idea di fare Teatro, con i giovani, a Pompei:” Volevo che si creasse un maggiore legame tra il Parco Archeologico e la gente del territorio: ho pensato di coinvolgere i ragazzi delle scuole del territorio per far fare loro teatro; stare su un palco li avrebbe resi protagonisti attivi e sicuramente avrebbero poi convolto anche i loro familiari che sarebbero venuti al Teatro Grande per assistere alle rappresentazioni teatrali. Era per me importante fare in modo che la gente si riappropriasse del Teatro Antico di Pompei. Questo è il quinto anno del progetto “Sogno di Volare”, realizzato grazie al regista Marco Martinelli, che sta riscuotendo un grande successo: anche la star Madonna, che nell’agosto del 2024 scelse Pompei per festeggiare il suo 66° compleanno, fu coinvolta dai ragazzi che partecipano al progetto teatrale, tanto da decidere di finanziarlo per quell’anno. Nell’edizione 2026, che inizierà il 22 maggio, metteremo in scena l’Antigone di Sofocle. Il 23 maggio avremo una novità che apre il progetto alla danza: sarà messo in scena lo spettacolo di danza “Le Baccanti” di Euripide”. Il Drammaturgo e Regista Marco Martinelli ha raccontato com’è nato il progetto teatrale “Sogno di Volare” che da cinque anni sta realizzando a Pompei:” Mi chiamò il Direttore del Parco Archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel per realizzare questo progetto che ogni anno propongo con circa cento adolescenti delle scuole medie superiori dell’area vesuviana: da Castellammare di Stabia a Torre del Greco, da Torre Annunziata a Pompei. Ogni anno mettiamo in scena un classico: per quattro anni abbiamo messo in scena Aristofane e quest’anno “metteremo in vita” l’Antigone di Sofocle. Mi piace molto lavorare con i classici greci, ma non solo: anche con i testi di Shakespeare. Credo che siano delle macchine narrative capaci di smuovere l’immaginazione, la fantasia di un adolescente. È molto più eccitante ed emozionante dedicarsi al Teatro che usare uno smartphone”. Il Regista ravennate ha raccontato di aver fondato, nel 1983, la sua compagnia teatrale di Ravenna “Il Teatro delle Albe”, insieme alla moglie Ermanna Montanari, e nel 1991 il “Ravenna Teatro”, di cui è Direttore Artistico. “Tutti possono avvicinarsi al Teatro: noi non facciamo provini” – ha spiegato Marco Martinelli – “L’importante per me è vedere il desiderio negli occhi di ogni singolo ragazzo: solo allora decido che può lavorare con me. Quando i ragazzi provano questo desiderio creano dei tesori di improvvisazione, di fantasia che i grandi certe volte non se li sognano neanche. Il teatro si impara facendolo”. A coordinare gli alunni delle scuole che hanno aderito all’iniziativa è stato il professor Pasquale De Cristofaro, Regista Teatrale, che ha sottolineato l’importanza del progetto:” È importante che il Teatro continui ad esistere, ad essere un presidio per l’umanità, soprattutto in favore delle nuove generazioni. Il teatro, come suggerito da Julian Beck, è un vascello per esplorare”. Presenti all’incontro: il dottor Michele Buonomo, Vicepresidente della Fondazione Carisal; la dottoressa Gabriella Monetta, Referente del progetto per la Fondazione Carisal; il dottor Francesco Paolo Innamorato, Direttore della Fondazione Carisal, la Consigliera Luisa Mautone e la Past President Nazionale dell’Inner Wheel, Maria Andria Pietrofeso. Aniello Palumbo


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