Il quesito di Pedicini è stato posto a seguito di un procedimento del 6 settembre 2016 dell’Anac (Associazione nazionale anticorruzione), in cui veniva affermato che il rifiuto organico conferito al sito di compostaggio salernitano presentava una frazione di impurità compresa tra il 35 per cento e il 44 per cento, superando quindi il limite del 20 per cento previsto dal codice rifiuti Cer 20 01 08.
Un rifiuto con tale percentuale di impurità – è spiegato nell’interrogazione di Pedicini – andrebbe più propriamente classificato col codice Cer 20 03 01. Tale codice, però, non rientra tra i codici Cer autorizzati dalla Regione Campania per l’impianto in oggetto.
Va precisato che l’impianto di smaltimento rifiuti in questione è stato autorizzato dalla Regione Campania con il Decreto dirigenziale numero 115 del 26 maggio 2009. L’impianto è di proprietà della Daneco Impianti Spa ed è dedicato al trattamento finale della frazione organica dei rifiuti solidi urbani provenienti dalla raccolta differenziata della città di Salerno con trattamento integrato anaerobico/aerobico.