Scuola, Anief: “L’unica vera sicurezza contro il virus è la vaccinazione. Vacciniamo subito alunni e Proff.”

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Secondo il parere di Marcello Pacifico, Presidente ANIEF, così come dichiarato già a metà dicembre, “non è possibile tornare in classe senza screening obbligatori per personale e studenti. Ad agosto lo abbiamo fatto su base volontaria e a maggior ragione oggi, con picchi anche di 20mila contagi al giorno, deve essere previsto un periodo ‘cuscinetto’ in cui procedere coi test e valutare di aprire in sicurezza a febbraio. Le scuole di per sé sono luoghi sicuri, abbiamo firmato i protocolli di sicurezza, ma sappiamo per certo che la curva dei contagi è aumentata durante le vacanze, all’interno delle nostre famiglie, dunque riaprire in questo momento gli istituti è un rischio”. Senza screening di massa della popolazione studentesca e del personale e priorità nelle vaccinazioni, sostiene, il rinvio dell’apertura delle scuole, sarà inconcludente per garantire la sicurezza. Il Presidente ANIEF, lancia un appello ai governanti affinchè si assumano la responsabilità di provvedimenti condivisi nella sicurezza di tutti. La scuola a macchia di leopardo incrementa le differenze tra gli studenti, confonde le famiglie e preoccupa il personale. Siamo stati i primi. dichiara Pacifico, a chiedere di disporre dopo le feste, prima della riapertura del 1° febbraio 2021, screening obbligatori per personale e studenti, perché era facilmente prevedibile visto l’aumento della curva dei contagi per il mancato rispetto del distanziamento sociale nelle case degli italiani durante le vacanze. E siamo stati i primi in questi giorni a ricordare la necessità di dare una priorità alla vaccinazione volontaria di Ata e insegnanti se si vuole che ritornino a lavorare in presenza nelle nostre scuole. Se si pianificavano tamponi dal 20 al 31 gennaio, sostiene, come è stato fatto quest’estate per il personale, ma includendo anche la grande parte degli studenti, avremmo potuto prevedere da febbraio istituto per istituto la riapertura delle scuole con maggiore sicurezza e certezza di poterle tenere aperte anche per il resto dell’anno senza trasformarli in focolaio, come siamo riusciti a non farli diventare tali grazie alle misure ad oggi poste e ai protocolli sottoscritti. Istituzione per istituzione e non regione per regione, però. Perché ora assistiamo a un balletto incredibile che sconfessa gli accordi presi in Conferenza unificata e porta gli italiani in uno stato di incertezza che non aiuta. Secondo il rapporto dell’Istituto superiore della sanità, peraltro, il 60% dei contagi tra gli studenti ha riguardato nel primo quadrimestre gli alunni del primo ciclo, con picchi a ridosso del primo ponte di novembre, eppure scuole dell’infanzia, primaria e media sono state riaperte dopo le vacanze natalizie in tutto il Paese lunedì senza alcun provvedimento delle regioni, ad eccezione della Sicilia, Calabria (ordinanza sospesa dal Tar), Molise, Puglia, Campania (le ultime 3 classi della primaria e la scuola media), a dispetto della scuola secondaria che riaprirà nelle tre settimane successive con diversi calendari. A questo punto, conclude, Pacifico bisogna chiedersi pure perché i governatori stanno aprendo le scuole di ogni ordine e grado in giorni diversi. La sola motivazione dei trasporti come si evince dal rapporto non giustifica date diverse. Con riferimento ai vaccini  ha dichiarato: “bisognerebbe prevederli per l’ambito scolastico, poiché oltre alla sanità è l’unico luogo in cui si concentrano circa 9 milioni di persone. È necessario dare priorità alla vaccinazione”. L’Assessore alla Sanità Pier Luigi Lopalco, professore ordinario di Igiene presso l’Università di Pisa, è in linea con Pacifico. “Iniziamo la fase 2 della campagna vaccinale dalla scuola. Vaccinare gli insegnanti in estate avrà poco senso, visto che i risultati si avrebbero nell’anno scolastico 2021-22 quando, si spera, le ondate pandemiche saranno solo un brutto ricordo. I vantaggi, ritiene, sarebbero tanti: proteggere una popolazione a rischio di contagio e con molti portatori di fragilità; limitare i focolai scolastici; evitare l’interruzione dell’attività scolastica in presenza di uno o più studenti positivi; creare dei blocchi nelle catene di trasmissione che passano per la scuola. L’unica vera sicurezza contro il virus è la vaccinazione. Se davvero teniamo alla scuola, proteggiamola nella sua componente più importante”.
Intanto in Campania è esaurita la fornitura del vaccino. Ecco la dichiarazione di Vincenzo De Luca, Presidente della  nostra regione: “Ancora nella giornata di ieri la Campania ha raggiunto, con il 90%, la percentuale più alta d’Italia nella somministrazione dei vaccini. Oggi in tutte le aziende sanitarie si esauriscono le dosi consegnate alla nostra regione. Questa sera le aziende si fermano per mancanza di vaccini. È questo l’esito di una distribuzione fatta in modo sperequato nei giorni scorso. Ho segnalato il problema al commissario Arcuri, sollecitando un invio immediato. Martedì dovrebbero arrivare nuove forniture, ed è necessario che questo avvenga, riequilibrando i nostri quantitativi. Così come è necessario e urgente l’invio di personale aggiuntivo per le vaccinazioni, per far fronte alla situazione di forte sottodimensionamento del nostro personale nella quale si sta lavorando”

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